Addio a Daria Nicolodi, la prima Dark-lady del cinema italiano

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Per anni si è detto che passasse le estati in Mugello tra Tagliaferro e Vaglia, in una tranquillità tutta meritata dopo una vita di cinema e teatro. Daria era la Dark-lady per eccellenza, è stata il volto della giornalista di “Profondo Rosso” è stata Elisa in “Ritratto di donna velata” lo sceneggiato rai del 1974 girato tra Firenze e Volterra, con il quale divenne famosissima dopo solo la prima puntata. La storia della studentessa che pareva essere la reincarnazione della misteriosa donna velata ritratta in un quadro del ʾ700 raccolse davanti alla tv tre quarti d’italia decretando lo sceneggiato come il più seguito di quella stagione (non dimentichiamoci che c’era solo la rai).

E’ stata attrice teatrale assieme a Gigi Proietti, e per la colonna sonora dello spettacolo, incise il brano “Tango della morte” in duetto con lo stesso Proietti, del quale uscì il 45 giri,  Co-sceneggiatrice di “Suspiria” e, a quanto lei stessa dichiarò, di “Inferno”, nei successivi film di Argento la Nicolodi recitò in “Opera“, distinguendosi maggiormente in “Tenebre” e, soprattutto, “Phenomena”, in un ruolo che non amò tuttavia particolarmente, criticando il carattere, per certi versi “reazionario”, della parte assegnatale da Dario Argento (con il quale ebbe la figlia Asia).

Nonostante abbia anche interpretato personaggi meno inquietanti in “Uomini contro” di Rosi, “La proprietà non è più un furto” di Elio Petri, in “Maccheroni” di Ettore Scola , nell’immaginario del pubblico è sempre rimasta avvolta in quell’alone di mistero e orrore nel quale l’abbiamo vista in Profondo Rosso – Suspiria – Shock – Tenebre – Phenomena – Opera – Paganini Horror – Scarlet diva – La terza madre –  oltre alla serie tv girata in Mugello sul “Mostro di Firenze“.

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