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Borgo in Comune: “Rifate il campo alla Fortis ma quando si cambiano le luci all’impianto di Ronta?”

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Il gruppo politico di Borgo San Lorenzo: “Risorse per le società sportive e manutenzione degli impianti: ancora una volta per l’amministrazione comunale ci sono figli e figliastri”

 

Questa è la nota del gruppo politico Borgo in Comune di Borgo San Lorenzo sulla scelta delle risorse per le società sportive e la manutenzione degli impianti: “Lo scorso Consiglio Comunale è stata l’ennesima occasione per misurare le disparità messe in atto dall’Amministrazione nella gestione delle risorse da indirizzare all’attività delle società sportive e alla manutenzione degli impianti. La modifica del Piano delle opere pubbliche infatti prevede di anticipare al 2021 la risistemazione del campo sintetico della Fortis per un importo di 505 mila euro. Capiamo l’attenzione per una delle società sportive più grandi del territorio e vediamo con piacere che in questo caso i soldi si riescono a trovare. A fronte di questo però, le esigenze di altre società non sono tenute in altrettanta considerazione. Questo appare evidente, a titolo di esempio,  se si pensa alle società sportive che per la loro attività di autofinanziamento contavano sulla struttura del Foro Boario, smantellata dall’Amministrazione senza che sia ancora chiaro come intende sostituirla in tempi rapidi, o se si considerano i disagi che molte società riscontrano essendo costrette spesso a dividersi gli stessi impianti. Questa disparità di trattamento risalta poi in particolar modo rispetto alle risorse che si negano dal 2015 per la risistemazione dell’illuminazione del campo sportivo a Ronta e che stando ad una risposta data ad una nostra interrogazione nel settembre 2019 dall’assessore Baggiani ammonterebbero a 70 mila euro (non 500 mila!) ma che non sono mai state trovate.  È perciò ancora una volta evidente come per questa Amministrazione ci siano figli e figliastri: a qualcuno si dà tutto quello che si può, mentre agli altri poche briciole a volte, spesso niente. Sono scelte queste che, siamo sicuri, fanno riflettere la cittadinanza e la portano ancora una volta ad un’inevitabile conclusione: che questo modo di amministrare deve essere cambiato, insieme a chi lo mette in atto”.

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