Romagnoli & Verdi

Borgo S. Lorenzo – Borgo in Comune “No a nuove partecipate per i servizi comunali”

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«L’ultimo Consiglio Comunale ha approvato due atti importanti per il comune, l’acquisto di quote della società Siaf che gestirà il servizio mensa dal 2022 e la costituzione di una spa in cui confluire le quote detenute in Publiacqua.- scrivono Romagnoli e Verdi consiglieri della sinistra borghigiana –

In tutti e due i casi abbiamo votato contro per questioni di merito e di metodo.

 

In pratica il Consiglio Comunale è stato chiamato a ratificare scelte già fatte dalla Giunta senza nessuna possibilità di apportare o chiedere modifiche.

 

Anche le due commissioni svolte sulle due delibere si sono rivelate una semplice illustrazione di decisioni già effettuate.

 

Siaf è una società pubblico-privata (52% del comune di Bagno a ripoli e Asl 10 firenze e 48% di Gemeaz Elior spa) di cui il comune acquisirà lo 0,1% del capitale e sarà incaricata del servizio mensa mantenendo le attuali strutture e anche l’organizzazione.

 

Questa decisione è stata giustificata dal prossimo pensionamento di alcune figure professionali determinanti per la gestione del servizio che in questi anni si è sempre mantenuto su un buon livello riconosciuto anche dalle famiglie.

 

L’amministrazione ha quindi deciso di non ricoprire questi ruoli nella pianta organica (un po’ come sta succedendo per il cantiere) e di esternalizzare il servizio.

 

Non è in discussione la qualità della ristorazione offerta da Siaf , che nelle intenzioni dovrebbe avvalersi di fornitori locali e biologici, ma la mancanza di confronto con proposte simili e totalmente pubbliche come ad esempio quella di “Qualità & Servizi” a cui ha aderito il comune di Barberino.

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La presenza di un socio privato al 48% presuppone la necessità di realizzare profitti oltre la normale copertura dei costi come invece dovrebbe essere per un servizio pubblico di questa natura.

 

Il fatto che a Siaf aderiranno probabilmente anche altri comuni del territorio come Scarperia e San Piero e Dicomano dimostra anche che , probabilmente, il Mugello avrebbe avuto le potenzialità economiche e organizzative per una gestione del servizio mensa a livello territoriale.

 

Anche la corsa a costituire una Newco in cui confluire le quote comunali di Publiacqua non ci convince nonostante la parvenza del totalmente pubblico. L’obiettivo è quello di arrivare comunque alla costituzione di una Multiutility che accorpi il servizio idrico, di igiene urbana ed energetico a livello regionale per quotarsi in borsa e competere con altre aziende a livello nazionale.

 

Anche in questo caso le decisioni sono già state prese dai soci di maggioranza che sono Firenze, Prato e Empoli e con l’indicazione addirittura del futuro amministratore delegato nella persona di Alberto Irace , già Ad di Publiacqua per conto di Acea, e nominato Ad di Alia nell’ultima assemblea.

 

Perché poi una NewCo quando solo qualche mese fa l’assemblea dei comuni di Consiag ( di cui fa parte Borgo san Lorenzo) aveva approvato un documento in cui di trasferire le quote dei comuni detenute in Publiacqua e Alia proprio a Consiag  “con la finalità di rafforzare il ruolo di rappresentanza del territorio, che sarebbe così in grado di presentarsi e agire con strategie e obiettivi condivisi (…) Consiag Spa potrebbe in questo modi diventare lo strumento più funzionale alla tutela di tutte le realtà locali”.

 

L’obiettivo dichiarato già negli anni passati dai comuni doveva essere quello della ripubblicizzazione di Publiacqua con la liquidazione del socio privato al 40%  cercando di attuare dopo 10 anni quanto previsto da un referendum mai rispettato.

 

Lo spauracchio della possibile acquisizione di altre quote di Publiacqua da parte del socio privato (ci sono comuni disposti a cederle?) non avrebbe ragion d’essere senza la prevista garanzia della remunerazione del capitale.

 

Stiamo parlando di un servizio pubblico essenziale gestito in regime di monopolio che per sua natura deve essere pubblico per garantire investimenti su tutto il territorio, qualità del servizio e tariffe adeguate alla copertura dei costi.

 

Si dice che la NewCo garantirebbe un maggior peso anche a comuni con piccole quote attraverso la norma di un comune un voto, ma l’art.15 stabilisce che il voto dei 2/3 del capitale e della maggioranza dei soci vale solo in prima e seconda convocazione e non vale per le assemblee straordinarie.

 

L’acqua è un bene comune, non una merce da cui trarre profitti e per questo ribadiamo ancora una volta che la sua gestione dev’essere pubblica, partecipativa e avere finalità sociali e ambientali.

 

Con la NewCo si ripercorre la strada della gestione privatistica attraverso una Spa in cui i piccoli comuni non avranno nessuna possibilità di influire sulla programmazione e sul controllo della gestione e anche i pochi utili che oggi entrano nei bilanci comunali finiranno in quelli della NewCo.

 

La strada della Multiutility è tappezzata di società matrioska che rischiano di allontanare ancora di più dai territori la possibilità di influire sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini».

 

Lorenzo Verdi

Leonardo Romagnoli

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