Borgo S. Lorenzo – “Ci chiamiamo fuori” dalla Lista civica Città Aperta

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Alcuni candidati e promotori della lista civica Città Aperta di Borgo San Lorenzo si chiamano fuori.

 

Alcuni candidati e promotori della lista civica Città Aperta che alle elezioni comunali contribuì all’elezione a Sindaco di Omoboni assieme al PD e alla lista Civicamente hanno diffuso una lettera aperta; non condividono l’operato dell’attuale consigliere Giada Ciampi e si chiamano fuori dal gruppo che contribuì alle sua elezione e a quella del Sindaco.

Alla consigliera eletta della lista civica Città aperta. – esordiscono i firmatari – Sono passati quasi due anni dalle elezioni amministrative nel nostro Comune e per chi scrive è tempo di bilancio.

Il primo aspetto riguarda il ruolo e la funzione della nostra lista civica, Città aperta, che, assieme a Civicamente, costituisce il Gruppo Civico che attualmente sostiene la maggioranza di centro-sinistra in Consiglio comunale.

La nostra opinione è fortemente critica nel notare, dal nostro punto di vista, che quella che poteva essere una “forza” nuova, genuina, espressione della pluralità di esperienze e di vedute, proveniente dalla società civile, sia rimasta, secondo noi, apatica, senza un centro politico ben preciso, disgiunta in primo luogo da chi ne faceva parte, i candidati consiglieri.

Più volte chi scrive ha chiesto un libero confronto, una maggiore collaborazione, un costante coinvolgimento nel percorso dialettico-politico che ha portato e porta tuttora alle scelte per la collettività borghigiana; magari ricorrendo ad una struttura un po’ più definita, forse tradizionale, con un’assemblea e con la costituzione di un direttivo. Una forma più stabile, più “collettiva”.

Proprio perché in questo coinvolgimento della società civile risiedeva la spinta, la novità della proposta “civica”, in cui abbiamo creduto, per cui abbiamo lottato, magari ribattendo alle accuse di chi, da più parti, ci indicava come la “stampella” del centro sinistra, o la lista civetta per eccellenza.

La questione, per noi, è innanzitutto di metodo: è mancato un coinvolgimento, una partecipazione corale, costruttiva e plurale da parte di chi aveva fatto parte della lista “Città aperta”, da parte di chi aveva messo la faccia, impegnandosi nella proposta di centro-sinistra. Certamente la situazione di emergenza pandemica non ha aiutato, ma alcune nostre richieste erano state presentate ben prima dell’inizio della diffusione del Covid-19.

Ma la questione è anche nel merito, con molte questioni aperte che non hanno visto un confronto, anche minimo, all’interno della lista: dagli interventi all’edilizia e alle attrezzature scolastiche, dal piano per la mobilità dolce alla realizzazione di piste ciclabili, dall’aumento dell’addizionale IRPEF fino al piano di investimenti per l’ospedale del Mugello e alla ridistribuzione dei servizi sanitari.

Questioni su cui, secondo chi scrive, il confronto sarebbe stato cruciale, indispensabile, a partire proprio da chi ha fatto parte di Città aperta, per poi allargarlo alle altre componenti di centro-sinistra.

Ci siamo presi un impegno, in primo luogo nei confronti di chi ci ha votati e di chi ha creduto in questo progetto, che avrebbe potuto essere un esperimento, una “buona pratica”, rispondente a quella vocazione civile di una politica troppo spesso chiusa in foto ufficiali, like sui social, condivisioni senza sosta di una mancata condivisione di idee e progetti.

Avevamo un’altra idea di politica, che si confrontasse, che non avesse paura della critica, che non si uniformasse, ma che facesse della “differenza” la sua carta vincente; proprio per questo ci “chiamiamo fuori” da un progetto che senza la linfa della partecipazione e della condivisione, rischia di diventare l’ennesimo, dimenticato e dimenticabile cartello elettorale”.

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Michele De Donatis

Dimitri Trotta

Giacomo Villa

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