CAT cooperativa sociale di Borgo San Lorenzo

Borgo S. Lorenzo – La Cooperativa “Il Pozzino”: Riabilitarsi con il lavoro

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Intervista alla cooperativa CAT operante nel Terzo settore. Il suo scopo è quello di proporsi come soggetto dialettico per un’efficace politica sociale ascoltando le richieste di legalità, giustizia e cittadinanza attiva che provengono da fasce deboli e marginali e dai giovani.

 

Di cosa si occupa la vostra cooperativa?

La cooperativa CAT è unorganizzazione del Terzo Settore che si propone come soggetto dialettico per unefficace politica sociale ascoltando le richieste di legalità, giustizia e cittadinanza attiva che provengono da fasce deboli e marginali e dai giovani. Tra le varie aree di intervento operiamo nel campo della prevenzione, dellassistenza, dellinclusione sociale, dellaccoglienza, infanzia e adolescenza, delle dipendenze e salute mentale. È in questultima area che trova spazio il centro riabilitativo residenziale Insieme Il Pozzino di Borgo San Lorenzo. Si tratta di un percorso residenziale pedagogico-riabilitativo che prende vita allinterno di una palazzina nel centro del paese.

 

Quante persone state seguendo al momento? Per quali problematiche?

Attualmente lappartamento è al completo e ospita 8 persone, sia uomini che donne. Si tratta di persone che hanno problematiche legate alla dipendenza da sostanze psicoattive e alcool. In alcuni casi possono essere inserite persone in misura alternativa al carcere. In ogni caso il loro inserimento avviene a partire da una richiesta formulata dagli operatori del SerD di residenza e dal diretto interessato.

 

Come funziona il reinserimento? Quali sono i vantaggi che questo processo porta alle aziende e alla comunità?

I programmi che proponiamo sono individualizzati e definiti in maniera personalizzata in base ai bisogni e alle risorse della persona. Gli obiettivi, come anche i tempi di permanenza, sono flessibili e modulabili, e vengono concordati con lutente e con il SerD di provenienza.

Uno dei macro-obiettivi è certamente quello del reinserimento socio-lavorativo. Le risorse delle persone che ospitiamo sono variegate e riflettono diversi livelli di competenze,  abilità e autonomia.

I vantaggi  che ne possono trarre le aziende sono molteplici. Innanzitutto possono fare unesperienza di arricchimento umano, e avere un ruolo attivo nella promozione dell’integrazione socio-lavorativa di persone svantaggiate, facendosi attori e promotori di processi di cambiamento e di empowerment sociale. Linserimento in azienda avviene attraverso un matching tra le esigenze e le disponibilità dellazienda e le caratteristiche della persona da inserire. Gli ospiti de Il Pozzino, oltre ad avere un c.v. in formato europeo, che le aziende interessate possono visionare, sono disponibili a dei colloqui conoscitivi per una conoscenza reciproca.

Ricordiamo che non si tratta di assunzioni, ma di IST, cioè di Inserimenti Socio Terapeutici, per cui alle aziende non è chiesto nessun onere economico se non fornire i DPI (disposizione di protezione individuale) laddove richiesti. In quanto IST la persona non viene impiegata per quello che sa già fare e per le competenze professionali che può mettere a disposizione, ma soprattutto per quello che può imparare e per le autonomie che può acquisire, per cui le aziende rappresentano una risorsa preziosa. In questo percorso le aziende non sono mai lasciate sole, ma hanno la possibilità di interfacciarsi in qualsiasi momento con noi operatori de Il Pozzino che siamo sempre presenti durante tutto il percorso, per la durata che verrà concordata insieme allazienda.

Il grande vantaggio per la comunità coincide proprio con il reinserimento socio-lavorativo delle persone svantaggiate, e con il circolo virtuoso che questo attiva e con le risorse che vengono messe in circolo. Attraverso il lavoro, le persone svantaggiate operano un riscatto non solo verso se stesse, ma anche verso quella comunità che probabilmente spesso hanno trascurato e che oggi si dimostra in grado di accoglierli e dargli nuovamente la possibilità di adempiere alle proprie responsabilità, assolvendo ai diritti e ai doveri di ogni cittadino, con un ruolo di partecipazione attiva e consapevole.

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Quali sono invece i pregiudizi coi quali vi trovate a combattere nel vostro lavoro?

Troviamo delle resistenza soprattutto da parte di quelle aziende, o realtà, che non ci conoscono. Spesso capita che ci sia diffidenza, quella diffidenza che nasce dalla mancanza di conoscenza.

La difficoltà maggiore per noi è quella di creare un aggancio con le aziende e farci ricevere, anche solo telefonicamente, dal responsabile del personale, dal titolare o da chi si occupa di risorse umane. Quindi, il primo grande obiettivo a cui miriamo, è quello di creare uno spazio di interlocuzione con le aziende e la possibilità di essere ascoltati. Per noi infatti è importante poter presentare i nostri progetti di inserimento socio-terapeutico, riuscire a spiegare di cose si tratta, quali i vantaggi per le aziende e, contemporaneamente, fare sensibilizzazione.

Viceversa, le aziende che al loro interno hanno un codice etico o esperienze pregresse con persone svantaggiate, sono aperte a questo tipo di collaborazioni e anzi, entusiaste di portarvi partecipare.

Un altro aspetto da tenere in considerazione e che genera un po di resistenze da parte delle aziende, è probabilmente la paura di essere lasciate sole. È importante quindi fare chiarezza su questo punto.

I progetti socio-terapeutici sono portati avanti da un’equipe di professionisti che, in questo caso, sono costituiti dagli operatori del Ser.D che ha in carico la persona e da noi operatori del reinserimento Il Pozzino.

Quindi, in qualsiasi momento e per qualsiasi cosa, c’è disponibilità al confronto e al supporto.

 

Per chi è interessato e vuole saperne di più, può scrivere all’indirizzo insiemeilpozzino@coopcat.it, oppure telefonare ai numeri 347.7619087 o 055.8457608 e chiedere di Alessandra.

 

(intervista a cura di Margherita Di Pisa)

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