Borgo San Lorenzo – La maggioranza del consiglio contro l’ omotransbifobia

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Il consiglio comunale di Borgo San Lorenzo del 16 Settembre ha approvato a maggioranza la mozione del Partito Democratico, a firma Stefania Ciardi e Niccolò Grifoni, a sostegno alla proposta di legge Zan contro l’omotransbifobia , legge attualmente in discussione in Parlamento .

L’Italia sta aspettando questa legge da 30 anni ed è urgente e non più rimandabile. Lo confermano i tanti episodi di violenza e discriminazione contro le persone trans, omosessuali e le donne visti anche negli ultimi giorni, episodi spesso raccontati dalla cronaca stessa in maniera distorta e superficiale. 

E’ una norma di civiltà, che esiste già in quasi tutti i paesi occidentali e l’Italia è uno dei pochi che ancora non ha una legge contro l’omotransbifobia. Con questo atto il comune di Borgo san Lorenzo fa sentire il pieno sostegno alle forze parlamentari che l’hanno presentata e che sarà discussa in aula nel mese di ottobre perché sia approvata al più presto. Il ddl Zan ha l’obiettivo di prevenire e contrastare la discriminazione e le violenze motivate dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Va a modificare la Legge Mancino, che protegge le vittime più vulnerabili da violenza e discriminazione, che attua il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Se questa legge verrà approvata sarà anche istituita formalmente a livello legislativo in Italia la giornata contro l’omotransbifobia il 17 maggio, già riconosciuta ufficialmente dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. 

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Abbiamo bisogno di rafforzare la cultura dell’uguaglianza e del rispetto verso l’altro. L’istigazione all’odio e alla violenza non è un’opinione ma una lesione della dignità di una persona. La libertà d’opinione è cosa sacrosanta e garantita dalla nostra Costituzione all’articolo 21, ma è inconciliabile con la discriminazione, l’odio, l’istigazione all’odio. 

La politica deve intervenire per tutelare e parlare in difesa dei più deboli, e di questa legge abbiamo bisogno sia dal punto di vista penale che culturale. Dobbiamo conoscere e far conoscere la realtà a chi pensa troppo spesso che ci siano argomenti più importanti da affrontare. Per tutte quelle persone che non hanno voce, per i tanti giovani che ancora oggi non hanno il coraggio di dichiararsi in casa in famiglia a scuola, che vivono in una condizione difficile la loro personalità, la loro sessualità e che hanno paura di essere insultati o aggrediti; per la nostra società che ha bisogno di evolversi e di uscire da queste situazioni di odio e discriminazione che si stanno sempre più diffondendo. È il momento, adesso.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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