Coppa Liberazione 2020: vince lo spezzino Raccagni

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Una delle più complicate edizioni della Coppa della Liberazione di ciclismo, alla sua 75a edizione, si è conclusa domenica 27 settembre al Foro Boario di Borgo San Lorenzo con una volata a tre, dove lo spezzino del G.S. Levante, Andrea Raccagni Noviero, ha messo la sua ruota davanti a quella del massese Andrea Giampietri e del campione toscano Federico Savino.

Causa covid,  solo due su ventiquattro le squadre extra regionali presenti, la pugliese Cagnano e la spezzina Levante; 144 i partenti, fra i quali il campione toscano Savino.

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Curioso che nell’edizione con il minor numero di concorrenti exraregionali (6) abbia vinto proprio uno di loro, appartenente fra l’altro alla squadra meno rappresentata (2 soli ragazzi) alla partenza.

Mossiere d’eccezione  Marcello Mealli, che con con la maglia dell’unione Ciclistica Aretina, vinse la prima edizione della Coppa – organizzata dal GS Bartali – nel 1946. Con lui, a dare il via ai ragazzi, il sindaco Omoboni, la presidente dell’Anpi Paola Poggini, il presidente dell’ Appenninico Rossi e l’assessore allo sport del Comune di Borgo, Timpanelli.

Si corre sotto un cielo grigio, il barometro segna 15°. Un anticipo d’autunno che però non riesce a spengere i colori della bella campagna borghigiana.

Succede poco per i primi 30 chilometri, corsi comunque a buona andatura. In molti forano, altri si perdono quasi subito per strada (neanche la metà dei partenti giungeranno al traguardo). La prima impressione – ma è sbagliata – è che le squadre più forti, Pedale Toscano e Olimpia Valdarnese, controllino agevolmente  la corsa.

La svolta al secondo dei tre passaggi sulla salita dell’Arrabbiata. In tre si staccano dal gruppo: Tommaso Poli, lo scalatore del Team Stradella, Davide Casini della Sancascianese e Marco Serni dell’Unione Ciclistica Donoratico. Intorno al 50° chilometro, ultimo passaggio dall’Arrabbiata, dopo 20 chliometri di fuga, raggiungono il massimo vantaggio sul gruppo (1′.30″).

Ma da lì in poi il vantaggio scema inesorabilmente, anche per l’intraprendenza dei biancorossi dell’Appenninico attivi alla testa del gruppo. Ai piedi della salita delle Salaiole i fuggitivi sono ripresi. Sulla durissime rampe si crea un altro inedito terzetto composto da Andrea Sergiampieri, del Team Stradella, dal campione toscano Savino e dallo spezzino Raccagni, che passa per primo al Gpm.

I tre si presentano sul rettilineo di arrivo e a vincere volata e corsa in un testa a testa con Sergianpietri è Raccagni. Con una manciata di secondi di vantaggio un grupetto di sette corridori, con dentro il biancorosso Militello (5°).

Al traguardo contenuta la gioia dello spezzino Raccagni, un “secondo anno” alla sua prima vittoria su strada del 2020, ma gran passista: 2° quest’anno tra gli allievi nazionali, sia nella cronometro su strada sia nell’inseguimento su pista.

Da segnalare lo storico 5° posto assoluto di Jacopo Militello, miglior risultato di sempre nella Coppa per un atleta dell’Appenninico 1907, “primato” fino ad oggi appartenuto a Alessandro Romagnoli, 14° nel 1967 e 7° nel 1968.

Così commenta la corsa e la stagione il direttore dei biancorossi Mauro Margheri:” Buona corsa, siamo sempre stati attivi e abbiamo cercato di entrare nelle fughe, farci vedere, riuscendo a portare Militello, il ragazzo più in forma e ottimo 5° finale, nelle prime posizioni ai piedi della salita delle Salaiole. La stagione, che per noi presenta altre tre gare fino a metà ottobre, è stata positiva, con due terzi posti e un grande rammarico: la scivolata di Militello a 80 metri dal tragiardo della cronometro su strada che valeva il campionato toscano. A quel punto un posto sul podio era quasi certo.”

Ultima nota, doverosa per chi – Comune, Anpi e Appenninico –  nonostante l’emergenza covid ha voluto in ogni modo che la gara si svolgesse e, nella sicurezza di tutti, l’ha organizzata e portata a termine. Una scelta coraggiosa e premiata da una bella giornata di sport.

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