Covid alla RSA San Francesco – la direzione precisa

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La Direzione della RSA San Francesco di Scarperia chiarisce alcune affermazioni riportate da alcuni notiziari online.

”Quanto scritto da alcuni notiziari online riportando alcune dichiarazioni fatte da operatori che stanno nella RSA San Francesco, impone di fare alcuni chiarimenti. Anche perché in questo modo si è gettato discredito su una istituzione che ha sempre dato prova di alta qualità ed attenzione.

Per più di 9 mesi ci siamo distinti per essere riusciti ad evitare che le strutture del Villaggio San Francesco fossero colpite da questa pandemia. Per oltre 9 mesi abbiamo posto in essere tutte le cautele che ci aiutassero a conseguire questo risultato. Per oltre 9 mesi tutto il personale ha lavorato con professionalità e dedizione, oltre gli orari canonici e con il consueto amore verso le persone che ci sono state affidate. E questo nonostante le dimensioni della struttura rendessero il rischio molto elevato. Una volta che il virus si è introdotto infettando molti anziani (77 per l’esattezza), in accordo con le autorità sanitarie che, come da normativa, assumono la direzione delle operazioni, si è cercato di affrontare in modalità di emergenza la situazione, sempre, peraltro, considerando che la RSA è una struttura assistenziale e non sanitaria. Si è così adattato al meglio un intero piano della struttura per  gli ospiti positivi che non presentavano problematiche importanti. Si è preferita una soluzione di questo tipo rispetto al trasferimento di tutti gli anziani positivi in ospedali o comunque in luoghi diversi dalla loro abituale residenza, perché questo avrebbe certamente aggravato la loro già difficile condizione psicologica. Una scelta che ha comportato problemi e difficoltà, in primis un notevole aggravio di ore di lavoro da parte del personale tutto, già ridotto a causa dei casi di positività riscontrati sia fra gli infermieri (ad oggi 3 su 13) che fra gli operatori (15 su 65).

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È chiaro che le situazioni di emergenza che colpiscono attività costrette a rispondere a problematiche completamente diverse da quelle ordinarie possono presentare condizioni non ottimali, ma è anche chiaro che né le autorità sanitarie interessate né l’amministrazione della RSA hanno omesso ed omettono di mettere in atto tutte le condizioni di sicurezza possibili in un ambiente che, comunque, non è un ospedale. Come hanno potuto riscontrare i familiari che hanno potuto vedere i loro cari attraverso le dirette in video che sono state immediatamente allestite, quanti si trovano nel reparto Covid allestito al secondo piano della struttura versano in buone condizioni e sono accuditi con tutte le cure necessarie. Quanto agli altri ospiti che al momento sono negativi, i loro nuclei sono tenuti completamente isolati e grazie al lavoro intenso ed alla dedizione del personale, al momento non sembrano risentire di questa condizione di isolamento. Anche perché sia le attività di animazione che quelle fisioterapiche sono proseguite, sia pure nei reparti e non negli ambienti comuni, che sono tutt’ora chiusi. La situazione verrà monitorata momento per momento, siamo seguiti dai medici del Girot , dell’USCA e con la collaborazione degli infermieri della ASL . Grazie a tutti gli operatori che si stanno impegnando con tutte le loro forze per assistere questi nostri anziani così indifesi.

Rsa San Francesco

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