Lago-di-Londa

Dai lettori – A Londa e Dicomano energie rinnovabili inutilizzate?

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Per oltre più di un secolo, abbiamo adoperato carbon fossile e petrolio, queste due materie estratte dal sottosuolo, lavorate, raffinate, con i suoi derivati, sono state il motore economico della nostra società.

 

Purtroppo l’uso e l’abuso indiscriminato ha prodotto inquinamento dell’atmosfera e delle acque, malattie e danni ambientali difficilmente recuperabili.

 

La ricerca di energie pulite e rinnovabili non è una scelta, ma un obbligo se vogliamo tutelare la salute dei cittadini e del pianeta, è una ricerca che va sostenuta con forza nell’interesse generale.

 

Ciò non significa che, dopo il saccheggio del sottosuolo, si aggredisca l’ambiente, risorsa da tutelare.

 

Un vecchio adagio dice : “Teniamo conto della terra dell’acqua e dell’aria perché non ne fanno più”.

 

Credo che compiere uno studio sul nostro territorio potrebbe dare risposte al fabbisogno locale di energia pulita e rinnovabile.

 

Comunque, prima di analizzare il territorio per cercare delle opportunità, a mio avviso conviene partire da ciò che già esiste.

 

Bacino idroelettrico di Vicolagna – Comune di Dicomano.

Il bacino idroelettrico di Vicolagna fu costruito sul finire del 1800.

Nel corso degli anni furono fatti interventi per aumentarne la potenzialità.

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Diede energia ai Comuni di Dicomano, Londa, San Godenzo e Vicchio.

Nel 1985 cessò l’attività perché ritenuto anti-economico, anche se in quel momento produceva circa 8.000 Kw al giorno; la turbina portava la data “1925″.

Nel 2009, a seguito di un intervento, divenne “Centro satellitare” con funzione di ottimizzare la distribuzione in caso di guasto sulla rete.

 

A questo punto ci domandiamo se, in caso venissero effettuati eventuali interventi che potrebbero essere necessari al bacino e se fosse installato un impianto tecnologico all’altezza del nostro tempo, quanta energia potrebbe sviluppare?

 

Da non sottovalutare anche l’impatto ambientale ipotizzabile pari a zero, visto che la “cabina primaria” è situata a Contea.

 

Londa

A Londa esiste un lago artificiale con una superficie di circa 20.000 metri quadrati e un volume di circa 7.000 metri cubi, con un deflusso della acque che crea un salto di circa 10 metri.

 

Ricordo che nel 2015 il lago venne svuotato per rimuovere l’insabbiamento e al tempo si parlava anche di fare un impianto idroelettrico, cosa che poi non è mai avvenuta.

 

Ad oggi si potrebbe riconsiderare quell’opportunità.

 

Personalmente ritengo che, in fase di progettazione di intervento sul territorio, oltre all’obiettivo principale, si debba tener conto della riqualificazione della zona interessata.

 

Per questo offro il mio contributo con idee su come si potrebbe intervenire.

Tenuto conto che il lago è alimentato dal torrente Rincine, è necessario riqualificarne il corso e dotarlo di casse o tratti di drenaggio e di un bacino a monte con funzione ausiliare in caso di siccità.

 

Questi provvedimenti limiterebbero l’insabbiamento del lago, oltre ad assicurare una portata accettabile del Rincine e a costituire una zona umida in quota, utile per la fauna sia stanziale che non.

 

In fase di studio dell’impianto si potrebbe prevedere un sistema di pompaggio in risalita di una parte di acqua acquisita dall’impianto e reinserire nel lago per caduta.

 

Ciò concorrerebbe al mantenimento del suo livello e aumenterebbe l’ossigenazione delle acque evitando deprecabili morie della fauna ittica.

Inoltre si potrebbe programmare l’attività di pompaggio in ore notturne, quando la richiesta di energia cala sensibilmente.

 

Da prendere in considerazione anche che il conferimento dell’energia elettrica prodotta potrebbe avere costi limitati in quanto la sottostazione Enel è situata a Contea.

 

Approfittando dei lavori per il conferimento sarebbe auspicabile anche la sistemazione di alcuni punti del torrente Moscia.

 

La concessione per l’uso delle acque potrebbe essere rilasciata a titolo gratuito, stabilendo però che il concessionario si prenda carico della corretta manutenzione del bacino in quota, del corso del Rincine, del Moscia, nel tratta Londa-Sieve, e del lago.

 

Se queste idee sono valide per un progetto tecnicamente possibile e i costi benefici risultano congrui, diventerebbe un intervento che, oltre a produrre energia pulita, riqualificherebbe anche la zona interessata.

 

Rinaldo Ontanetti

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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