Degrado Oratorio Sant'Onofrio a Dicomano

Dai lettori – Il degrado dell’Oratorio di Sant’Onofrio a Dicomano

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Invio alcune foto dello stato in cui versa l’Oratorio di Sant’Onofrio dove si trova l’immagine della Madonna dell’Ospedale dal vicino ospedale per i viandanti, che venivano dalla Romagna o commercianti di grano e granaglie smerciati a Dicomano, o barrocciai o vetturini di legna da ardere, carbone e fascine per la città di Firenze, che si trovava più  a valle e fu trasportata in Sant’Onofrio in seguito all’allagamento della strada per la Romagna nel 1785 e alla costruzione della chiesa di Sant’Onofrio da parte dei Marchesi Bartolini Salimbeni ad opera dell’architetto Zanobi del Rosso nel 1796,  in stile neoclassico con pronao con timpano con lo stemma dei Dalle Pozze e colonnato  tetrastilo, monumento nazionale.

 

Allego le foto del suo stato di conservazione, dove si può vedere che si è staccata una voluta in pietra del capitello della colonna lato strada SS 67, che è stato raccolto  e posto in chiesa.

 

Dopo il posizionamento della statua della Madonna in fibra  sull’ acroterio del frontone e dei due angeli, qualche anno fa in concomitanza del restauro della Pieve di Santa Maria a Dicomano, non sono più stati fatti lavori di ordinaria manutenzione.

 

Si sta staccando il cornicione interno su cui poggiano i cassettoni del soffitto ligneo di noce lato strada.

 

Il campanile a vela, se vengono suonate le campane dà segni di instabilità.

 

La parrocchia di Dicomano ha fatto transennare la chiesa monumentale e la Messa della vigilia della Natività della Madonna dell’8 settembre è stata celebrata in piazza Buonamici, anche a causa del distanziamento dovuto alle norme anti Covid.

 

La chiesa di Sant’Onofrio è stata nella seconda guerra mondiale un deposito di opere d’arte della Galleria degli Uffizi come bene ci ricorda il libro di Vittoria Pacini pubblicato di recente col patrocinio del comune di Dicomano. per un finanziamento per un consolidamento delle parti in pietra pericolanti, e del campanile la curia di Firenze che è proprietaria del monumento, potrebbe attivarsi presso la CEI per un  eventuale finanziamento dei lavori necessari.

 

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt potrebbe fare una visita a Dicomano a vedere il luogo dove furono depositate le opere d’arte, le casse con le statue che adornano i corridoi degli Uffizi e fare anche un sollecito al Ministero.

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Nella chiesa l’illuminazione elettrica interna è scarsa per l’impianto vecchio e la bella immagine della Madonna è al buio.

 

Nel locale dietro l’altare c’è un organo del 1800 smontato che necessiterebbe anch’esso di essere restaurato e posto nella cantoria sopra la porta d’ingresso nel suo alloggio, attualmente vuoto.

 

Prof. Luciano Cavasicci

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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