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Dai lettori – Reddito di cittadinanza solo al capofamiglia. Gli altri zitti e poveri

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Come noto, lo Stato Italiano su proposta del primo Governo Conte, ha istituito all’inizio del 2019 il reddito di cittadinanza.

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Si tratta di una misura economica autodefinita di contrasto alla povertà, volta al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.

 

Consiste in un sostegno economico a integrazione del reddito familiare, anche e soprattutto per il periodo in cui l’interessato non ha il lavoro e quindi non dispone di un reddito adeguato.

 

Lo strumento è stato pensato per nucleo familiare, e pertanto è erogato non ai singoli individui ma alla famiglia. Ad esempio, nel caso di una famiglia composta da tre soggetti, il contributo non è dato a ognuno dei tre, ma il totale elargito esclusivamente al capofamiglia.

 

Scelta molto discutibile.

 

Se il capofamiglia decide di non distribuire quanto riceve agli altri membri della famiglia, non ha alcun obbligo nei confronti dell’ente che gli eroga la prestazione (l’INPS) e quindi è libero di fare quello che vuole.

 

Certamente ci sono dei limiti alle voci di spesa (non si può spendere tutto al gratta e vinci) e ci sono le sanzioni ma, si ripete, il capofamiglia gode di una libertà che sfiora l’arbitrio, specie se in relazione agli altri familiari.

 

È quello che succede a una famiglia di Borgo San Lorenzo, di cui, per ovvi motivi, taceremo il nome e il cognome, ma il problema è diffuso.

 

Ogni mese, sul conto del capofamiglia (malgrado l’evoluzione del linguaggio, del costume e delle leggi, questo è il termine giusto) arriva la somma erogata dall’INPS, ma il capofamiglia è libero di spendere come vuole quanto riceve, senza nessun obbligo di rendiconto.

 

Nessun rendiconto ai familiari e nessun rendiconto all’INPS.

 

Gli altri membri della famiglia non hanno neppure diritto di sapere quale somma pervenga al capofamiglia e, se osano chiederlo all’ente, gli viene risposto che non ne hanno diritto, a tutela della privacy.

 

Esistono avvocati, giudici, ma ci vuole molto tempo, e intanto il diritto a un reddito adeguato lo ha soltanto il capofamiglia.

 

Lettera firmata

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