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Ragazzi aspettano la Sita_2

Dai Lettori – Trasporti e bullismo: un dualismo che preoccupa

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Pubblichiamo la storia di due mamme che ci hanno sottoposto le problematiche dei trasporti scolastici nei primi giorni di scuola

 

Costanza e Ada (nome di fantasia). Costanza abita in una frazione di Vicchio, Molezzano. Ada invece è di Barberino di Mugello. Entrambe mamme di ragazzi che frequentano i licei a Borgo San Lorenzo. Nello specifico il figlio di Costanza frequenta il Chino Chini, ha 15 anni ed è al terzo anno. Mentre il figlio di Ada inizia quest’anno il suo percorso liceale, al Giotto Ulivi. Entrambe hanno anche altri due figli più piccoli. Dalle chiacchierate con loro sono emersi due punti critici preoccupanti: il trasporto scolastico non funzionale negli orario di arrivo e uscita dall’Istituto ed il comportamento dei ragazzi, non coetanei, nei confronti di chi è più piccolo  – di età, corporatura, o stili di educazione diversi – al momento della salita sull’autobus.

 

Ada ci può raccontare la sua esperienza?

“Come inizio di anno non è andata per niente bene, le linee a disposizione da Borgo a Barberino sono due, mesi fa è stato fatto un sondaggio per sapere chi avrebbe usufruito del trasporto pubblico ma a quanto pare non è servito a molto. Diversi ragazzi sono rimasti a piedi (Ada ci ha inviato una foto, pubblicata come copertina del servizio, dei ragazzi rimasti a piedi). Ci doveva essere del personale che avrebbe aiutato i ragazzi ma oltre gli autisti non c’è nessuno. Mio figlio è salito alle 7.15 da Barberino e fatto scendere pochi minuti dopo perché l’autobus era pieno”.

 

In che senso è stato fatto scendere dopo pochi minuti?

“È così e logicamente ancora non sa cosa e come fare in questo tipo di situazioni, gli viene naturale chiamare me e mio marito per farsi venire a prendere. Ma io e mio marito se siamo già usciti per andare a lavoro è poi un guaio renderci disponibili”

 

Costanza, lei abita in una frazione, la situazione è difficile come quella della signora Ada?

“Decisamente più complessa perché da noi molte volte non passa nemmeno l’autobus e la fermata è a 5km da casa, quindi comunque dobbiamo uscire per accompagnare mio figlio alla fermata e scoprire che non passerà anche quel giorno. Alle 7 del mattino sono attese e problematiche che non fanno piacere, di rendono l’inizio di giornata snervante e non è poi così automatico organizzarsi velocemente per riuscire a portare in tempo il figlio a scuola. Non è accettabile che un bus non passi dove c’è una fermata per portare i ragazzi a scuola”

 

Costanza mentre com’è il ritorno a casa di suo figlio?

“L’uscita in questi giorni è uno spettacolo brutto e preoccupante, ragazzi più grandi che spingono i più piccoli, c’è chi di loro (dei grandi) che con il fisico o con voce grossa costringe gli altri a scendere dall’autobus o di essere attaccato alla porta di uscita, creando l’impossibilità a questi ragazzi di proseguire per tutta la durata del viaggio in quella posizione, così i più bullizzati sono obbligati a scendere e aspettare”

 

Aspettano un nuovo autobus?

“Assolutamente no! Non ci sono altri autobus di lì a breve, in questi giorni poi che la scuola ha permesso che molte classi uscissero tutti alla stessa ora è diventata solo una corsa disperata ad accaparrarsi l’ultimo posto per tornare a casa. Gli altri devono farsi venire a prendere ma chissà quanto tempo devono aspettare. Già lo scorso anno fu difficile perché i contagi Covid crescevano e molti genitori scelsero di far salire nelle proprie auto solo i loro figli, e quindi se non potevamo essere disponibili noi ad andare a prendere nostro figlio, doveva aspettarci fuori scuola per un bel po’” 

 

Ada e Costanza, secondo voi, e  anche portavoci di altre mamme che vivono la vostra stessa realtà, quale sarebbe la soluzione più immediata da prendere?

(risponde Ada) “Bisogna aumentare i mezzi di trasporto, anche perché ho pagato l’abbonamento trimestrale per la Sita ma il servizio non è completo, sicchè… E non si paga neppure poco: 46,50 al mese!!” (e poi risponde Costanza) “L’abbonamento cosa lo paghiamo a fare? Per avere i nostri figli spinti fuori dall’autobus perché non sono riusciti in tempo a salire per tornare a casa?! Sicuramente noi genitori speravamo che l’Istituto, nek mio caso, il Chino Chini organizzasse meglio la questione autobus, che prendesse contatto direttamente con loro per aiutare i genitori ma gli stessi alunni. Bisogna migliorare la comunicazione e poi bisognerebbe evitare quelle scene sull’autobus, qualcuno deve intervenire a salvaguardia di chi è bullizzato”.

Filippo Ciampolillo

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ciampolillo.galletto@timenet.it

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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