Marroni - Marradi (3)

Dalla Romagna la protesta per la chiusura della fabbrica dei marroni

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Gli autonomisti romagnoli esprimono solidarietà per i lavoratori e chiedono che il marron buono di Marradi sia tutelato

 

 

 

 

In località Sant’Adriano, Marradi – Romagna, è presente un’azienda locale comprata per intero da una multinazionale: qualche ora fa (a fabbrica chiusa per ferie) è stato annunciato che si intende chiudere lo stabilimento romagnolo per spostare tutto a Bergamo. Tante le storie come questa: ci hanno spiegato che è così che deve andare. Il problema è che quell’azienda rappresenta il cuore pulsante dell’economia di una comunità, e ne è diventata un simbolo: si tratta dello stabilimento che i marradesi chiamano da sempre Fabbrica dei Marroni. Una realtà che ha saputo prendere l’economia di sussistenza tipica della Romagna fiorentina e delle sue comunità appenniniche, per tradurla in un prodotto d’eccellenza. Una volta a Marradi i Marroni erano la colazione, il pranzo e la cena: frutto sacro dell’Appennino, ingegno per sconfiggere la miseria. Oggi Marradi è la capitale del Marrone. La domanda che ci poniamo è: in quale punto del mondo intero, se non a Marradi, ha senso lavorare i Marroni di Marradi? A quanto pare, secondo le logiche del mercato, i Marroni di Marradi non devono dare lavoro ai marradesi e a Marradi, ma a qualcun altro. È questo il modello economico che ci piace? È così che lasciamo che funzionino le cose in Romagna? Vogliamo davvero ridurre TUTTO a una questione di mero profitto, o ammettiamo anche altri valori ad orientare le scelte? Come Movimento ci schieriamo categoricamente contro la chiusura dello stabilimento, al fianco delle forze istituzionali marradesi e dei lavoratori che giustamente lotteranno per evitare questo infame sradicamento. Va trovata una soluzione alternativa. Questa non deve essere la battaglia di quei lavoratori, non dev’essere nemmeno la battaglia di Marradi e nemmeno la battaglia di tutte le comunità di montagna. Dev’essere la battaglia di tutta la valle del Lamone, la battaglia di tutta la Romagna. Quello che succede oggi a Marradi succederà domani ovunque (sta già succedendo): è ora di alzare la testa. Romagnoli di montagna, romagnoli di pianura: se in voi scorre ancora un po’ del sangue dei nostri avi, unitevi in questa difesa, facciamoci sentire. Non lasciamo che avvenga questo ennesimo scempio senza combattere. Oltre ai lavoratori, c’è in gioco molto di più: la vita o la morte di una comunità. Che la Romagna si stringa attorno a Marradi, insieme per il futuro dell’Appennino – cuore d’Italia – e della Romagna unita!

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