Laura Barlotti, Dicomanocheverrà

Dicomano – Barlotti: “Non consegnamo acqua, energia e rifiuti alla Multi-utility”

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Dicomanocheverrà esprime la propria contrarietà al progetto di costituire una Multi-utility che comprenda acqua, energia e rifiuti.

 

Da una parte parliamo di ripubblicizzazione dell’acqua, dall’altra si lavora per la creazione di una multiutility per la gestione di acqua, energia e servizi di igiene urbana, con l’aggregazione di Publiacqua, Alia e Consiag. Insomma una nuova PRIVATIZZAZIONE”.

Così inizia il comunicato di Dicomanocheverrà (Laura Barlotti, Marcello Certini, Cristina Ticci) in merito al progetto lanciato dai sindaci di Firenze, Prato ed Empoli, con l’apprezzamento del Presidente della Regione Toscana e aperto alla partecipazione di tutti i Comuni della Toscana, con i quali nei mesi scorsi pare essere iniziato un confronto e che ha come obiettivo quello di arrivare alla creazione della Multi-utilitv Toscana nel gennaio del 2022.

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Si tratterebbe quindi” commenta Laura Barlotti di Dicomanocheverràdi costruire una società per azioni, quotata in borsa per gestire servizi fondamentali come acqua, rifiuti e energia. Un progetto che rischia di essere non solo un ulteriore errore ma anche un furto e un danno nei confronti dei cittadini”.

In questo modo” il controllo di servizi fondamentali “passerebbe nelle mani della finanza e la gestione sarebbe guidata da mere logiche di profitto e non dalla volontà di garantire a famiglie, aziende e cittadini, servizi migliori, più sostenibili, più economici”.

Il nostro territorio ha veramente bisogno di tutto questo? Riteniamo davvero che un modello di questo tipo sia ciò che serve? Il comune di Dicomano è stato coinvolto nel confronto? E se sì cosa ha detto? Per questo esprimendo la nostra contrarietà al progetto, abbiamo deciso come Dicomanocheverrà di presentare una mozione non solo per essere informati ma anche per chiedere a tutto il consiglio comunale di Dicomano di esprimersi in modo contrario nei confronti della costituzione della Multiutility”.

La creazione di questo nuovo grande contenitore” continua il comunicato di Dicomanocheverràpare rispondere più a logiche politiche e di partito, piuttosto che a quelle tese a garantire servizi migliori. Non solo ma tra le altre cose, pare che la quotazione in borsa servirà anche ad attrarre i famosi fondi di investimento stile Black Rock, famosi non certo per la beneficienza o per la qualità dei servizi pubblici”.

Come Dicomanocheverrà siamo convinti che i servizi pubblici debbano essere considerati come beni pubblici e quindi fuori dalla spirale del profitto privato. Questo consentirebbe tra l’altro anche assunzioni stabili e durature, un’occupazione sana, fuori dalle logiche del ribasso dei salari e dei diritti, del sistema degli appalti e delle cooperative alle quali sempre più spesso è affidata la gestione di una serie di attività”.

Ciò di cui abbiamo bisogno sono gestioni i cui proventi” continua Laura Barlottinon vadano a remunerare i capitali dell’alta finanza, ma piuttosto siano reinvestiti negli altri servizi pubblici, come scuole e ospedali, che oggi vivono una situazione drammatica e non solo a causa della pandemia.

Ricordiamoci poi che a giugno 2011 in Italia c’è stato un referendum in cui circa 26 milioni di cittadini hanno abrogato la possibilità di “remunerare il capitale investito dal gestore”. Ciò significa che l’acqua deve tornare ad essere un bene pubblico, mentre il disegno politico del nostro territorio e della Regione Toscana pare andare nella direzione opposta.

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