“Donne Guerriere” il 24 a Bilancino. Intervista a Ginevra Di Marco

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Donne Guerriere

Donne Guerriere con Ginevra Di Marco e Gaia Nanni.

 

Si torna in platea finalmente e il lago di Bilancino sarà lo scenario per un duo al femminile, tra canto e prosa.

 

Ginevra Di Marco e Gaia Nanni un duo formidabile per le “Donne Guerriere” del passato e del presente.

 

Il Galletto ha intervistato Ginevra Di Marco, una delle voci più belle e emozionanti, oggi, in Italia.

 

Ginevra, oramai è molto ampio lo spazio artistico della tua ricerca musicale, grazie anche a Francesco Magnelli. Cosa puoi dirci dello spettacolo “Donne Guerriere” con Gaia Nanni, anche lei poliedrica attrice?

 

«Abbiamo lavorato in tutti questi ultimi mesi, in età pandemica, fermi e congelati, ma abbiamo pensato che fermi proprio non si poteva stare.

 

L’anno scorso abbiamo fatto il disco su Tenco, proprio in epoca di chiusure.

 

Questa volta abbiamo realizzato un sogno nel cassetto mio e di Francesco (Magnelli) per uno spettacolo di teatro e musica insieme.

 

Lavorare in teatro, un territorio per noi nuovo, raccontando delle storie.

 

Lo spettacolo si chiama “Donne Guerriere” e sul palco ci siamo io e Gaia con Francesco Magnelli e Andrea Salvadori, alle musiche. Diamo voce a storie di donne a partire da due figure del passato che sono quelle di Caterina Bueno e Rosa Balestrieri, importanti figure della musica popolare italiana che con le loro esistenze hanno cambiato il loro destino. Due figure agli opposti ma che, entrambe, hanno dimostrato una grande volontà e una grande voglia di cambiare il proprio destino.

 

Quindi attraverso loro, si raccontano le storie di molte altre donne che lottano ogni giorno per affermarsi… c’è la voglia di raccontare le storie di donne che sono dei fari, degli esempi, persone belle che con le loro vicissitudini hanno cambiato la loro vita».

 

«È uno spettacolo “sulle donne” – aggiunge Ginevra – ma non “PER le donne“».

 

Non è uno spettacolo femminista. Si raccontano le donne con tante sfaccettature, con musiche anche completamente nuove, per questa occasione.

Cantiamo canzoni popolari, soprattutto canzoni nostre, poi ci sono dialoghi, monologhi, storie di ricercatrici, di badanti, di madri. Donne che hanno voglia di cambiare la loro esistenza e in qualche modo, si adoperano, alla fine, anche per cambiare anche il mondo che le circonda».

 

Uno spettacolo “educativo”?

 

«Si ma per tutti – risponde Ginevra –  Non c’è bisogno di fare distinzioni. C’è bisogno si curare il nostro spirito, i nostri valori, la nostra sensibilità. Siamo tutti uguali e credo che tutti dobbiamo crescere in questo senso, sia gli uomini che le donne».

 

«Sono contenta, perché è un bel racconto, in un bell’equilibrio nel quale io e Gaia ci fondiamo e ci scambiamo gli stessi personaggi, recitando e cantando.

 

Ognuna si tuffa nel mondo dell’altra, chiaramente per quanto possibile, dato che io non sono un’attrice e lei non è una cantante.

 

Abbiamo cercato di costruire qualcosa che fosse davvero convissuto insieme e abbiamo fatto la “prima” ad Agliana ed è stato bello.

 

Quello che mi è piaciuto è che la gente ha capito. Abbiamo trovato un linguaggio non “popolare“, uno spettacolo “altro“, se si vuole, ma le storie sono raccontate in maniera semplice e molto emotiva.

 

È un racconto che arriva a tutti e per questo mi piace molto – ci dice Ginevra – perché mi piacerebbe portarlo ovunque; nei luoghi deputati al teatro e anche negli altri».

 

Sei impegnata contemporaneamente anche in altri progetti?

 

«Abbiamo rimesso tutto in moto, quindi stiamo continuando a portare in giro i nostri concerti, sia in trio con le musiche del disco legato a Tenco del 2020.

 

Poi giriamo anche in quartetto, nelle situazioni più festaiole, nei concerti più “ballerecci“, con la musica popolare del mondo. Poi portiamo ancora in giro lo spettacolo che abbiamo fatto con Sepulveda, di poesia e musica… abbiamo un sacco di concerti per tutta l’estate e siamo molto felici perché c’era bisogno di ricominciare e la gente ha tantissimo bisogno di arte, di cultura, di spettacolo… Molto bello tornare con il pubblico in presenza:

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“Quegli occhi che ti guardano sopra le mascherine, voglion dire tanto…”».

 

Grazie a Ginevra Di Marco.

 

Non resta altro che andare allo spettacolo di queste due splendide artiste, all’Andolaccio, in uno scenario che sarà anch’esso parte dello spettacolo.

 

(Intervista di Claudio Gherardini)

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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