Donne nell’anno del Covid – Dottoresse, infermiere e OSS: la vita sotto la tuta

Condividi:
Paola Bidini, infermiera presso l’Ospedale di Borgo San Lorenzo, ci racconta la sua esperienza nell’anno del Covid, delle dottoresse e Oss.

 

Paola Bidini, infermiera presso l’Ospedale di Borgo San Lorenzo e dirigente sindacale presso Nursind, ci racconta le difficoltà delle lavoratrici del settore basandosi sia sulla propria esperienza, sia su quella delle lavoratrici con le quali è entrata in contatto nel suo ruolo di sindacalista:

«Infermieri e infermiere hanno lavorato tantissimo, ma in un modo completamente nuovo: le pandemie le avevamo studiate sui libri, ma mai vissute direttamente.

Quanto all’esperienza lavorativa delle donne, si dice spesso che siamo lunatiche, ma io credo che questa sia la nostra fortuna, legata alla natura ciclica del nostro corpo. Questa ciclicità però abbiamo dovuto trasferirla e imparare a viverla all’interno di una tuta di contenimento, fatta di cappuccio, maschera, visiera, calzari e doppi guanti.

Dal semplice punto di vista della fisicità, un elemento che ci ha messo in svantaggio rispetto ai colleghi uomini è banalmente quello delle mestruazioni. Questo è un tabù che non dovrebbe essere tale e che ovviamente chi non ha indossato la tuta non può nemmeno immaginare, ma la situazione purtroppo era questa: in molte realtà, per fortuna non in quella mugellana, gli infermieri non avevano né il tempo né il cambio di personale necessario ad andare in bagno a cambiarsi.

PUBBLICITÀ

Questo è stato dovuto in primis al fatto che partivamo già con una forte carenza di personale, dovuta principalmente a scelte politiche, che avevamo già denunciato a più riprese, ma che durante la pandemia ha fatto sentire tutto il suo peso: le conseguenze le abbiamo pagate tutti, ma le donne, rispetto ai colleghi uomini, hanno avuto anche questo problema in più da affrontare, e sappiamo tutte cosa comporta indossare per sette,  otto, undici ore un pannolone (neppure il normale assorbente!) senza poter andare in bagno per un intero turno lavorativo a cambiarsi, sotto una tuta che tiene un terribile caldo.

È un fatto semplice e naturale della vita delle donne, come bere e mangiare, che però spesso viene trascurato e ignorato per una forma di pudore che non ha senso di esistere

PUBBLICITÀ

 

Condividi:
PUBBLICITÀ

Scrivi un commento:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cookie Policy
You don't have permission to register