Piste ciclabili_b

Editoriale – Cosa ci se ne fa di altre ciclabili?

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Pubblichiamo la proposta dell’associazione borghigiana “A ruota libera” (vedi qui) per realizzare nuove piste ciclabili lungo le vie del capoluogo. “A ruota libera” è un gruppo di amici che amano passeggiare in bicicletta, si battono per l’ambiente, odiano l’inquinamento. Concordo con loro sulla difesa dell’ambiente dall’inquinamento, ma stanno pisciando fuori dal vaso anche se lo fanno in modo educato e circostanziato. Le crociate sono inutili, non durano, creano solo muri e partono da infatuazioni che appannano la realtà e non fanno vedere dove e come stanno davvero il cambiamento e lo sviluppo sostenibile. C’è più di un motivo per cui insistere su strade utopiche porta solo danni e tensioni.

 

Provo ad elencarne alcuni.

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  • Oggi, in piena epidemia, parlare di metter soldi e risorse sulle ciclabili è blasfemia. Uno spreco che fa arrabbiare la gente alle prese con le inefficienze per vaccinarsi e che non sa come fare perché il lavoro sta sparendo e non si sa se tornerà o andrà peggio. Almeno aspettate!
  • A differenza di altri paesi europei e altre zone d’Italia, da noi manca la cultura e la tradizione della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Lo si è visto da quanti ciclisti usano le ciclabili: praticamente nessuno. Sono invece un successo le ciclabili extraurbane perché il ciclismo per lo sport e il tempo libero, quello sì, che ce l’abbiamo nel sangue. E sono un modo per valorizzare la natura e richiamare turismo su un territorio da scoprire.
  • Invece le piste in paese servono solo a inquinare di più. Tolgono spazio alle carreggiate delle auto, si formano code e intasamenti e i motori stanno accessi molto più a lungo e producono nuvole di gas di scarico. Sperare che qualcuno rinunci alla macchina per la bicicletta in un area come la nostra, fatta di agglomerati discontinui e case sparse è pia illusione.
  • Perché chi ama l’ambiente e lo sviluppo sostenibile non propone altri interventi, altre idee di cambiamento, alcune realizzabili subito, altre nel tempo, ma che bisogna promuovere e prepararsi ad accogliere e a usare, anche con investimenti idonei per diffonderle. Butto lì alla rinfusa. Le auto elettriche sono già una realtà; investiamo in strutture e servizi che servano a diffonderle. Le telecomunicazioni ancora non coprono tutto il nostro territorio; potenziamole e ridurremo gli spostamenti. Ma se i soldi si spendono per le ciclabili poi non ci sono, ad esempio, per rendere la Faentina una linea davvero al servizio di collegamenti rapidi e confortevoli dal Mugello alle aree metropolitane vicine. E diamo uno sguardo ancora più avanti; i droni con una regolamentazione adeguata e la formazione al loro uso competente, potrebbero, in parte, sostituire i corrieri, sempre parcheggiati in seconda e terza fila col motore acceso. E tanto per non farci mancare nulla perché no a una tramvia leggera tra Scarperia, Borgo e San Piero attraverso le zone industriali? Oppure a una funivia che oltrepassi l’Appennino? Certo sono utopie, ma parliamone prima che diventino realtà e spreco di soldi. (Pietro Mercatali)
© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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Commenti

  • Dimitri Colferai
    14/05/2021

    Le ciclabili tolgono soldi per la cura del covid? Questa è blasfemia. A parte il fatto che stiamo parlando di cifre differenti per ordini di grandezza, di percentuali minime destinate alla mobilità sostenibile da tutti i paesi più avanzati, Italia spesso ultima. Le ciclabili sono una cura, una prevenzione per il covid e tante altre patologie tipiche di una società che promuove la pigrizia e il “quanto più posso al minimo sforzo” senza porsi il problema dei costi sociali. Pensare che in una città come BSL passare dal motore aile gambe, non sempre ma di frequente, non tutti ma almeno i giovani, sia utopia, significa essere decrepiti dentro. Quello ciclabile, come quello pedonale, è uno spazio che è stato progressivamente sottratto ai cittadini, è un diritto come l’aria. Perché pochi usano la bici all’interno della città? Perché è faticoso? Perché ci vuole troppo tempo? Perché piove 300 giorni all’anno? Rispondetevi da soli

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