Quando chiuderà discarica Pago

Editoriale – Quando chiuderà la discarica del Pago?

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Venerdì scorso la popolazione di Firenzuola è scesa in Piazza contro l’ampliamento della mega discarica del Pago che raccoglie rifiuti da tutta la Toscana.

 

La discarica, nonostante le tante promesse di chiusura, è ancora in funzione, anzi è molto probabile un suo ampliamento.

 

E a Firenzuola non ne possono più e su questo sono tutti d’accordo.

 

In effetti la discarica è visibile da una magnifica strada panoramica che porta a Imola.

 

Come ha detto il Sindaco, è una spada di Damocle su uno degli ecosistemi più interessanti degli Appennini; c’è sempre il rischio di sversamenti che vadano a inquinare le falde.

 

Il continuo passaggio di camion portarifiuti rende difficile, in alcuni momenti, percorrere le strade attorno al paese già strette e piene di curve. Eppure non sono solo i firenzuolini a dire no alla discarica.

 

Lo dicono tanti toscani e lo dicono anche le istituzioni a partire dalla Regione che punta alla raccolta differenziata e al riciclaggio.

 

Ottime intenzioni che si stanno rivelando disastrose.

 

Tanti comuni, compresi quelli del Mugello, un paio d’anni fa sono partiti con la raccolta porta a porta.

 

La suddivisione dei rifiuti si fa in casa prima della consegna all’Alia. Alia, o chi per lei, passa a raccogliere i secchi o i bidoni, dove la spazzatura è già divisa e pronta per essere avviata agli impianti di riciclaggio.

 

Lì viene convertita in prodotti che tornano sul mercato, dal compost ai manufatti per l’edilizia, alle materie plastiche.

 

E’ il miracolo della cosiddetta “Economia circolare”. Grazie a questo sistema in poco tempo siamo arrivati a percentuali tra il 60 e l’80% di conferimento differenziato. Ma c’è un però. Come più volte hanno raccontato  i dirigenti di Alia, gli impianti di riciclaggio non sono sufficienti a convertire la massa di rifiuti differenziati; i processi di riciclaggio producono a loro volta quantità rilevanti di residui non riciclabili; non c’è mercato per molti dei prodotti ottenuti dal riciclaggio che restano stoccati e non consentono un parziale recupero dei costi della trafila di smaltimento. E allora, nonostante il porta a porta, grandi quantità di rifiuti devono essere smaltiti come tali e non sul fantastico mercato dell’economia circolare. E allora si ricorre agli inceneritori o alle discariche.

 

Ma in Toscana gli inceneritori sono all’indice e non restano che le discariche, come quella di Firenzuola che tutti dicono di voler chiudere e che resta aperta perché non c’è altra soluzione. E a questo circolo vizioso bisogna aggiungere una postilla.

 

Il lungo processo che ha come attori le famiglie che si sobbarcano la differenziazione casalinga e le migliaia di operatori che fanno la raccolta e conferiscono i rifiuti agli impianti di riciclaggio, dove la gran parte torna spazzatura indifferenziata, ha costi enormi. E questi costi gravano sulle famiglie che, dopo essersi sobbarcate la differenziazione, si vedono aumentare la tassa sui rifiuti. E questi costi gravano anche sul gestore che spende senza avere entrate e che ha ormai accumulato decine di milioni di perdite; una vera e propria voragine che si allarga sempre di più.

 

Tanto è vero che la recente inchiesta della magistratura sulla gestione dei rifiuti ha ipotizzato che Alia abbia commesso una serie di illeciti ambientali, contravvenendo alla normativa sul trattamento dei rifiuti, proprio per poter contenere costi del tutto fuori controllo. Altro che economia circolare!  

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(Pietro Mercatali)

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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