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I familiari ricordano “Mide” stroncato dal Covid

Pubblichiamo una lettera dei suoi familiari in ricordo di Luciano Bonifazi.

Gent.ma Redazione,

Se possibile, vorrei usufruire  del vostro giornale per ricordare mio cognato, Bonifazi Luciano, morto di Covid. Vi allego foto e lettera, scritta, dai miei nipoti, al loro babbo, purtroppo morto di covid il 2 gennaio scorso dopo quasi due mesi di dura lotta nel reparto di rianimazione covid di Careggi, dove era stato ricoverato l’8 dicembre insieme a sua moglie Roberta ( mia sorella), la quale ancora sta lottando contro questo maledetto virus.

Questa lettera solo per ricordare il loro babbo, persona conosciuta e stimata a Borgo.

Grazie della vostra collaborazione, 

Aurelio

Caro babbo,

Mai pensavamo  che da quell’8 dicembre, dove appena abbiamo fatto in tempo a salutarti prima che l’ambulanza ti portasse via, non ti avremmo più visto!!

Abbiamo vissuto un’esperienza quasi surreale e purtroppo niente potrà essere più come prima.

Il ricovero improvviso in ospedale, l’alternarsi caotico di miglioramenti e di peggioramenti e quel mese intero nel quale il nostro umore era totalmente dipendente dal tono delle parole del  medico che ogni giorno ci telefonava per informarci del tuo stato.

Poi quel maledetto 2 gennaio ….”siamo profondamente dispiaciuti ma vostro padre è deceduto stamattina…”

Poche parole, fredde come il gelo, ancor più devastanti per il modo in cui ci hai lasciato. 

Saperti solo, inerme, non esserti potuti stare  vicino in quei momenti che sapevamo benissimo ne avevi bisogno,  per noi è stato uno strazio.

Le tue paure, le tue angosce che sentivamo nei tuoi messaggi e nelle tue telefonate prima che ti intubassero ci hanno prima quasi paralizzato  per poi abbatterci talmente forte che riprendersi sarà dura.

Paradossalmente però ci sono stati anche momenti belli in quelle parole che ci dicevi prima del buio totale, ed è proprio a quei ricordi che vogliamo attaccarci per pensare a te con un sorriso.

Il desiderio che avevi di andare ,tutti assieme, la prossima estate in montagna; la promessa che appena uscito dall’ospedale saresti andato a Bergamo a portare dei fiori alla tomba di papa Giovanni…e ancora il desiderio di riorganizzare cene coi tuoi migliori amici dove ti saresti superato in piatti da vero chef.

Quella volta che eri arrabbiato con la mamma perché non ti rispondeva al telefono e da giorni non si faceva sentire…sai Babbo scusaci. scusaci se non abbiamo avuto la forza di dirti che la mamma era intubata e non poteva certo risponderti. 

Poi quell’ultimo messaggio in cui, con dell’ironia che sempre ti ha contraddistinto, ci dicevi che con tutto quell’ossigeno che ti facevano respirare saresti tornato a casa ..” in volo”…

Dopo il niente. Quel maledetto accesso su WA fermo al quel giorno triste che sei stato intubato. 

Scusaci babbo se non ti abbiamo asciugato le lacrime durante quelle telefonate che singhiozzando come un bambino ci dicevi che ci amavi tanto. Che brutto, babbo, sentirti così, che tristezza. 

Saresti voluto scappare da quel posto, eri stanco, provato impaurito ma nonostante tutto hai dato te l’autorizzazione ad essere intubato, non ci hai fatto neppure  chiamare come se anche in quell’occasione, ancora una volta, ci volessi proteggere e rassicurare dicendoci. .”..pensate alla mamma e a Riccardo. .non preoccupatevi per me..”..

Babbo, sei stato un esempio da seguire per noi e terremo ben stretti i ricordi di te.

Le merende fatte assieme, le mitiche cene dove cucinavi di tutto di più, la passione per il calcio e quella morbosa per i tuoi nipoti, i derby Milan inter visti assieme, i pomeriggi a discutere sulle schedine, i viaggi coi tuoi migliori amici, le infinite  partite di carte dove per  la tua famosa frase.. “le carte pe’ giocalle bene  l’andrebbero viste..” ancora tutto Borgo ti rammenta ..che ricordi babbo!!!

Già  …le carte babbo ,la tua eterna passione..

Ma   se avessi potuto vedere le tue carte oggi in questa strana partita che è la vita, le avresti giocate allo stesso modo?

Pensando a tutto ciò che rimane di te, però, a tutto l’affetto di tutti coloro che ti hanno conosciuto  non possiamo che rispondere che te, questa partita, l’avresti proprio voluta giocare cosi. 

Quindi grazie babbo per quello che sei stato, guidaci da lassù e veglia su di noi.

La vita certe volte è crudele ma nessuno potrà toglierci mai tutto quello che ci hai insegnato e regalato.

Vivrai sempre nei nostri ricordi e in quelli di un paese intero che hai amato e vissuto con tutta l’intensità che ti ha sempre contraddistinto.

Buon viaggio babbo, anzi, mitico Mide, perché è cosi che tutti ti conoscevano“. 

Simo e Ale

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