IIS Chino Chini

I ragazzi del Chino Chini contro il Gioco d’azzardo

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Domani, Martedì 27 Aprile 2021, verrà consegnato virtualmente un riconoscimento alle ragazze e ai ragazzi delle classi quarte e quinte dell’Indirizzo Socio Sanitario dell’IIS Chino Chini di Borgo San Lorenzo per il loro impegno nella campagna di informazione e contrasto al gioco d’azzardo patologico “Scommettiamo sul Mugello”.

 

Un riconoscimento per l’impegno, la creatività, la sensibilità e la bravura che le ragazze e i ragazzi delle classi quarte e quinte dell’Indirizzo Socio Sanitario dell’Istituto superiore Chino Chini di Borgo San Lorenzo hanno dimostrato nella campagna di informazione e contrasto al gioco d’azzardo patologico “Scommettiamo sul Mugello” promossa dalla Società della Salute del Mugello e Ser.D e Promozione della Salute Zona MugelloAzienda Usl Toscana Centro con un finanziamento regionale.

 

Una medaglia ricordo sarà consegnata – domani virtualmente – a tutti i partecipanti dal presidente della SdS Mugello Filippo Carlà Campa, dai responsabili del Ser.D e della Promozione alla Salute Zona Mugello, Gabriele Bardazzi e Gianna Ciampi, dal dirigente scolastico dell’istituto Chino Chini Gian Lodovico Miari Pelli Fabbroni.

 

Sottolinea il presidente della SdS Mugello Filippo Carlà Campa: “Il gioco d’azzardo patologico colpisce diverse fasce d’età, anche i più giovani, e lo possiamo contrastare con informazione, sensibilizzazione, prevenzione e servizi. I ragazzi possono essere eccezionali testimonial, influencer di buoni messaggi in questo caso, nei confronti dei loro coetanei. In questa bella esperienza hanno messo intelligenza, capacità, creatività e sensibilità, concependo messaggi originali, chiari ed efficaci“.

 

Afferma il dr. Gabriele Bardazzi, direttore dell’UFS Ser.D Mugello: “Il nostro obbiettivo quando pensammo a questa esperienza era quello di voler diffondere nella popolazione giovanile del Mugello messaggi diretti e facilmente comprensibili per la sensibilizzazione contro la diffusione del disturbo da gioco d’azzardo. Partendo da questo presupposto abbiamo coinvolto nella campagna, ricevendo una fattiva collaborazione da pare delle autorità scolastiche, gli studenti dell’istituto Chino Chini.

 

Usare il linguaggio e le tematiche ideate da coetanei ci ha consentito di usare un passe-partout per entrare nel mondo giovanile. Dobbiamo dire che il risultato ha superato le nostre aspettative in quanto i ragazzi non solo si sono impegnati nella ricerca di slogan efficaci ma hanno manifestato una vena comunicativa che forse neanche loro sapevano di possedere. Ciò ha suscitato l’ammirazione di un esperto in questo campo quale è il prof. Marangi che in più di un’occasione ha manifestato una sincera ammirazione per quanto veniva prodotto“.

 

Dichiara la dr.ssa Gianna Ciampi, direttore dell’UFC Promozione della Salute Ausl Toscana Centro: “La peer education (educazione fra pari) e la social challenge rappresentano metodi di intervento efficaci, partecipativi e coinvolgenti  che valorizzano il potenziale positivo della comunicazione digitale, adattandosi bene a trattare tutti i temi relativi alla salute e al benessere. Anche i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Chino Chini parteciperanno con coetanei di istituti di tutto il territorio della AUSL Toscana centro alla sfida finale del 27 maggio su Twich“.

 

Commenta il dirigente scolastico dell’IIS Chino Chini Gian Lodovico Miari Pelli Fabbroni: “I ragazzi con l’entusiasmo tipico della loro età, ma anche con la piena consapevolezza che stavano compiendo un’importante azione di partecipazione sociale, sono diventati ideatori, progettisti e realizzatori di messaggi da diffondere attraverso un canale comunicativo a loro particolarmente familiare. Hanno così potuto valorizzare i talenti personali, esprimere liberamente le loro idee e la loro creatività. Con il metodo della social challenge sono diventati “influencer” di contenuti da trasmettere ai propri coetanei. Abbiamo cercato in questo modo di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo che il progetto si prefiggeva: raggiungere giovani della loro età e sensibilizzarli sulla diffusione del disturbo da gioco d’azzardo“.

 

Questa esperienza – ci spiega – è il risultato di un lavoro di rete realizzato con il finanziamento regionale del progetto  “Gap lavoro di rete e comunità” alla  SDS Mugello con la collaborazione  del SER.D  e della Promozione della salute dell’USL Toscana Centro, che hanno lavorato insieme sullo stesso tema in vari ambiti. Da una parte con la comunità attraverso il lavoro del Tavolo di contrasto al Gioco d’azzardo patologico dall’altra con la formazione degli  studenti della scuola secondaria di secondo grado Chino Chini e la conseguente  sfida attraverso i social sui temi della sensibilizzazione e prevenzione al gioco d’ azzardo”. Nel Tavolo di contrasto al Gioco d’azzardo partecipano associazioni del territorio, associazioni di categoria, singoli cittadini, professionisti dell’Azienda Sanitaria, scuola Superiore Chino Chini, le consulte dei genitori del Mugello, sindacato, le parrocchie, comunità terapeutiche e rappresentanti delle istituzioni locali.

 

Quest’anno è stato svolto un percorso di formazione con il prof. Michele Marangi dell’Università Cattolica di Milano ed Ester Macrì, formatrice della coop. ‘ReteSviluppo‘, coinvolgendo gli studenti della scuola superiore mugellana che hanno acquisito competenze comunicative social per promuovere messaggi di salute postivi verso i loro coetanei. Studenti-influencer ‘positivi’: “Il percorso – si spiega – ha valorizzato i talenti personali dei ragazzi e li ha stimolati a vivere un’esperienza dove poter esprimere se stessi, le proprie idee e la propria creatività per costruire un’azione di partecipazione sociale”.

 

Le quattro classi coinvolte si sono suddivise in 16 gruppi di 4/5 ragazzi e ogni gruppo ha poi aperto un profilo Instagram realizzando e pubblicando messaggi di prevenzione al gioco d’azzardo: “Seguiti dall’insegnate di riferimento, i ragazzi hanno portato avanti il lavoro di progettazione da presentare nella social Challanger. Gli elaborati dei vari gruppi sono stati visti e analizzati negli incontri di formazione insieme al formatore, l’insegnante e gli operatori Promozione della Salute e Ser.D“.

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