Il comitato di Massorondinaio: “I disagi esistono, il TAR li ha riconosciuti. E i residenti stanno perdendo tempo e denaro per difendere i loro diritti”

Condividi:

Risposta integrale al comunicato del Legale Rappresentante della Piandisieve Srl: “Pensiamo che la società, invece di produrre velate minacce di querele totalmente infondate, debba solo preoccuparsi di gestire il nuovo impianto nel rispetto della legge”

 

 

 

 

“Necessaria premessa è che i disagi (rumori, emissioni polverose) sono avvertiti dalle singole persone da anni ed è logico che occorrerebbe più rispetto verso persone che vivono in questa zona così come rispetto chiede nel suo comunicato la società Piandisieve per chi nell’impianto lavora. I residenti avrebbero meglio da fare che perdere tempo e denaro nell’esporre alle autorità competenti i loro disagi, se lo fanno è perché i disagi esistono, d’altronde la stessa giurisprudenza dimostra che a prescindere dalla esistenza di regolare autorizzazione si possono produrre emissioni sgradevoli per chi abita vicino ad impianti industriali, non a caso esiste ad esempio il reato di disturbo della quiete pubblica a prescindere dal rispetto di specifici limiti di emissione sonora previsti da leggi e autorizzazioni. D’altronde che i cittadini residenti nella zona di Massorondinaio abbiano in questi anni sollevato questioni di disagio fondate lo dimostra l’ordinanza cautelare n° 69 del 22 gennaio 2019 sul preesistente impianto di produzione bitumi che, pur sospendendo la revoca dell’autorizzazione all’impianto, affermava: a) si richiamano le parti alla necessità di massima leale collaborazione nell’ottica della risoluzione delle problematiche emerse, il che impone di ricercare soluzioni tecniche che consentano di minimizzare i pregiudizi rappresentati dagli abitanti della zona senza necessariamente bloccare l’esercizio dell’attività economica; b) Regione Toscana e ARPAT dovranno quindi, attraverso una interlocuzione con le parti private, specificare i profili tecnici che dovranno essere meglio indicati nel progetto presentato dalla Bindi S.p.A., onde consentirne la valutazione, e comunque rappresentare gli accorgimenti ritenuti idonei a superare le criticità riscontrate; c) le parti private dovranno procedere alla integrazione del progetto presentato e tener conto delle indicazioni rappresentate dalla Regione e da ARPAT”. Quindi il TAR, non i cittadini, ha riconosciuto i disagi esistenti e la necessità di affrontarli con un progetto di revisione dell’impianto. Progetto di revisione molto impegnativo per la società tanto che alla fine non è mai stato portato a termine ed anzi si è chiesto una revisione della vigente autorizzazione facendo cessare il ciclo del bitume da parte dei nuovi gestori la CO.CO.5 S.R.L. Non solo, a conferma che le questioni poste dai cittadini residenti sono tutt’altro che pretestuose si veda la nota del Dipartimento della Prevenzione UFC Igiene e Sanità Pubblica Setting Mugello (protocollo n° 149206 del 12 dicembre 2018) dove, sia pure partendo dalla necessità di una valutazione di impatto sanitario dell’impianto allora gestito dalla Bitumi della Bindi s.p.a., si affermava nella parte finale: “Per una valutazione complessiva delle caratteristiche dei disturbi derivanti dall’attività delle ditte presenti nell’area non si potrà trascurare i disturbi derivante dal rumore e dalle polveri emesse anche dalla ditta Piandisieve srl e pertanto si rinnova  l’invito a Codesta Amministrazione riportato nella nota n° 15865/1625  del 27.07.2011 e cioè che si ritiene utile procedere ad una approfondita analisi in merito ai progetti di sviluppo del Comune di Scarperia e San Piero eventualmente ricercando soluzione logistiche che permettano la prosecuzione delle attività delle ditte del territorio e garantiscano il benessere dei cittadini che abitano nelle vicinanza della zona in oggetto”. Tornando invece all’impianto di lavorazione inerti, se i cittadini continuano a sentire rumori ed emissioni anomale hanno diritto di segnalarlo alle autorità competenti, spetterà poi a queste trarre conclusioni e se le conclusioni saranno favorevoli alla ditta ne prenderemo atto. Di certo consideriamo inaccettabile, invece, la richiesta contenuta nel comunicato della Piandisieve srl affinché le Pubbliche Amministrazioni intervengano a sua difesa. La Pubblica Amministrazione non ha come compito prendere la parte di qualcuno in particolare ma solo di rilasciare autorizzazione e verificarne il rispetto e allo stesso tempo tutelare la salute pubblica. Tutto questo nell’interesse generale della collettività che non deve essere rappresentata da Amministrazioni di parte ma imparziali nel valutare le situazioni di conflitto ambientale sul territorio di competenza. Vogliamo infine ricordare che è in corso di autorizzazione, su richiesta della Piandisieve srl, un progetto di un nuovo impianto di recupero di rifiuti inerti non pericolosi, nell’ambito del sito produttivo esistente di Via Massorondinaio n. 12/A. Quindi non si parla più di soli inerti ma di rifiuti speciali, alcuni dei quali con codice a specchio, quindi necessitanti di particolari controlli per verificare la non esistenza di sostanze che li possano qualificare come pericolosi secondo la legge. I cittadini, come è nei loro diritti costituzionali, hanno deciso di impugnare la decisione della Regione di non applicare la Valutazione di Impatto Ambientale ordinaria, formulando una serie di rilievi precisi che saranno oggetto di valutazione del TAR Toscana. Uno dei motivi principali del ricorso si fonda sul dato ex lege che il nuovo impianto è industria insalubre di prima classe e quindi deve essere collocato in modo più distante possibile dalle zone abitate, salvo dimostri di non recare nocumento. Ebbene ad oggi il procedimento di valutazione ed ora di autorizzazione di questo nuovo impianto non ha avuto, da parte dell’ASL competente, un pronunciamento motivato sulla non insalubrità dello stesso nella situazione specifica in cui verrà collocato. Non casualmente il Difensore Civico della Regione Toscana lo scorso 22 settembre scrivendo a Comune di Scarperia e San Piero nonché alla Azienda Usl Toscana Centro ha affermato: “le ulteriori richieste di approfondimento avanzate dal Comitato in data 14/06/2021 al Comune di Scarperia e all’Azienda USL dovranno essere doverosamente e attentamente valutate nell’ambito dei lavori istruttori del procedimento di AUA dell’impianto, nell’ambito del quale si invita l’Amministrazione comunale ad acquisire il parere dell’Azienda sanitaria in merito a tutti gli aspetti di competenza, come evidenziato dal Comitato”. Insomma, i residenti della località Massorondinaio vogliono solo non subire più disagi ambientali e sanitari e difendono quindi il loro diritto alla salute pubblica come dall’altra parte i rappresentati della Piandisieve srl difendono il loro diritto di impresa. Per tutti i motivi sopra descritti troviamo inappropriata l’ultima parte del comunicato del rappresentante legale della Piandisieve srl dove si afferma: “La Società nel perdurare di questa incresciosa situazione si riserva ogni opportuna iniziativa a tutela della propria immagine e posizione, nelle dovute sedi”. Pensiamo che la società, invece di produrre velate minacce di querele totalmente infondate, debba solo preoccuparsi di gestire, se verrà autorizzato e se il TAR respingerà il nostro ricorso, il nuovo impianto nel rispetto della legge, delle prescrizioni autorizzatorie e della qualità della vita di chi vive intorno all’impianto. Il Comitato di Massorondinaio”.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
Condividi:
PUBBLICITÀ

Scrivi un commento:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cookie Policy
You don't have permission to register