Dario Nardella, Sindaco di Firenze

Il Mugello uno dei 4 territori della “Grande Firenze”?

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Netta contrarietà di Sinistra Italiana alla proposta del Sindaco di Firenze, Dario Nardella, di fusione con Firenze di una decina di comuni intorno alla città.

 

E’ quanto afferma sinistra italiana nel dibattito aperto dal Sindaco di Firenze Nardella che propone la fusione con Firenze di una decina di comuni intorno alla città.

 

«Dalle notizie di questi giorni si apprende che il Sindaco di Firenze, Dario Nardella e alcuni sindaci dell’area fiorentina, rispolverano la “Grande Firenze”. – si legge in un comunicato di sinistra italiana – E’ evidente dalle dichiarazioni degli stessi sindaci che non c’è condivisione sul progetto.

 

Il sindaco Nardella propone una fusione fra gli undici comuni, che stante le dimensioni di ciascuno, altro non sarebbe che un’annessione dei 10 comuni limitrofi al capoluogo. Gli altri sindaci pensano, invece, ad una gestione associata di servizi.

 

Entrambe sono soluzioni sbagliate. Sinistra italiana è da sempre contraria a queste soluzioni di ingegneria istituzionale che portano all’accentramento. Per noi resta fondamentale lo spirito della nostra Carta Costituzionale, il ruolo degli Enti Locali e il decentramento.

 

Noi crediamo che:

() più si accentrano e più si accorpano enti locali territoriali come i Comuni (lo stesso lo si può affermare anche per le aziende) e più si allontanano i centri decisionali dai cittadini. Si continua ad impoverire il ruolo dei consigli comunali, luoghi della rappresentanza e partecipazione dei cittadini, e si privilegia la burocratizzazione della decisione stessa.

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() la gestione associata dei servizi è vista solo in un’ottica di razionalizzazione della spesa e non come estensione dei servizi da erogare al cittadino. C’è la visione del taglio del personale, invece ci sarebbe bisogno di un cospicuo piano assunzionale, essendo la nostra Pubblica amministrazione fra le più sottodimensionate del mondo occidentale. Associando ad esempio, il servizio di ristorazione scolastica, come affermato da Nardella, si potranno ottenere sì delle economie di scala, ma tutti sanno che se si producono minori pasti la qualità è assai maggiore e non possiamo permetterci che le nostre bambine e i nostri bambini, siano nutriti con pasti scadenti e di bassa qualità. Inoltre, i maggiori servizi in comune l’area metropolitana ce li ha già. Acqua, gas e rifiuti sono gestiti dalle medesime aziende.

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() sul piano della pianificazione del territorio è indubbio che ci debba essere un coordinamento fra Comuni, ma questa operazione dovrebbe essere svolta da un ente sovraordinato di carattere metropolitano, come era la Provincia e non certo, come asserito da Nardella solo nell’ottica, ambientalmente devastante peraltro, di superare la teoria dei “volumi zero” per creare _social housing_. In pratica, siccome Firenze non ha più spazi verdi liberi per nuove ostruzioni, allora questi si reperiscono nei Comuni limitrofi, siano queste le colline di Bagno a Ripoli o Impruneta, o le distese di parchi nella Piana di Sesto, Campi e Signa.

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() dietro questa operazione si legge anche il tentativo di creare uno strumento per soffocare il dissenso di quei sindaci e di quei consigli comunali, che non condividono le scelte scellerate di programmazione urbanistica degli ultimi anni e contrastate dai cittadini, come l’inceneritore a Case Passerini o l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

 

Per tutti questi motivi, la segreteria fiorentina di Sinistra italiana rispedisce al mittente l’idea della Grande Firenze, facendo presente che lo strumento idoneo per coordinare i comuni limitrofi al capoluogo, è la Città metropolitana. Una città metropolitana nuova, dove i suoi organi siano elettivi e non di nomina e che riprenda le funzioni della fu Provincia, decentrando al suo interno in quattro territori omogenei: il territorio dell’Empolese Valdelsa, quello del Chianti, quello del Mugello e della Val di Sieve e quello di Firenze e del suo circondario.

 

Giù le mani quindi da soluzioni che comportano di fatto maggiori spese e peggiori qualità dei servizi».

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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