Daniela Morozzi attrice

Intervista a Daniela Morozzi, Suor Donata nella serie tv ”La Fuggitiva ”

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A tu per tu con l’attrice fiorentina Daniela Morozzi intervistata da Massimiliano Miniati.

Daniela Morozzi e Massimiliano MiniatiIntervista all’attrice fiorentina interprete dell’ultima fiction di Rai1  Daniela Morozzi:

Straordinaria Suor Donata in “La fuggitiva”

Quasi 6 milioni di spettatori a puntata per l’ultima produzione di Rai1 che vede sullo schermo Vittoria Puccini, Pina Turco, Eugenio Mastrandrea e Daniela Morozzi che, dopo anni di bellissimo teatro torna sul piccolo schermo.

Ci sentiamo per telefono durante una pausa della nuova produzione che la tiene impegnata a Roma.

  • Parliamo un attimo di questa cosa bellissima che ti vede in tv su Rai1

Beh è un ruolo molto piccolo, sono solo 7 pose e quasi tutte nella prima parte, è stata quasi una toccata e fuga, anche se tutti mi chiamano come se  avessi fatto….perchè in realtà nella prima puntata c’ero molto.

  • In effetti tutto faceva pensare ad una grossa espansione del personaggio

Si insomma ci sono ancora un altro paio di scene, hai visto lei tornava ed incontrava la suora che l’aveva accolta quando era bambina.

  • Si lo so, l’ho visto. Sei riuscita a farmi vedere una fiction di Rai1

Eh si !T’è toccato! Si però è un ruolo piccolo anche se secondo me Suor Donata aveva un senso…

  • Altro che senso, è un personaggio importantissimo.

Si forse è per questo che mi sono sentita di dirlo ,al di là che per Pasqua era buffo fare gli auguri vestita da Suor Donata, però ha avuto un senso soprattutto perchè era uno di quei personaggi che davano l’avvio alla storia.

  • Raccontami come è stato girare in periodo di Covid – 19.

È stato faticoso, soprattutto per gli altri ma anche per me, in realtà noi avevamo iniziato prima di marzo 2020.

Poi ci siamo fermati, ha subito una battuta d’arresto totale nel primo lock-down e poi da fine luglio abbiamo continuato.

Io ho girato le ultime scene a settembre a Torino…per me è stato molto piacevole.

Intanto perché era un rientro in Rai dopo tanto tempo che non facevo più fiction, con un regista bravissimo come Carlo Carlei un regista di grande esperienza, di grande spessore, con una bella produzione come la Leone e con un’attrice come Vittoria che questa volta sperimentava anche un personaggio forse un po’ fuori dai suoi schemi.

Diciamo che tutta la fiction era un po’ una novità per la Rai e quindi mi sono trovata dentro qualcosa di bello, di strutturato. Quando ho letto le sceneggiature ed ho cercato di capire chi fosse Suor Donata, ho detto subito si perché era un personaggio piccolo ma di forte presenza che aveva un senso nella storia.

Questo diventa piacevole per un’attrice che deve lavorare, che non fa una cosa che passa e se ne va, ma al di là dell’ego personale, all’interno della vicenda , ha un senso.

  • Bella questa cosa di due fiorentine che girano a Torino…

Gli altri hanno girato a Roma, Torino, sul Lago Maggiore, sono stati i un sacco di posti, io solo a Roma e a Torino.

  • Ma io parlavo proprio delle difficoltà sul set.

In questo caso sono sicuri, sono stati bravi perché hanno tenuto aperto e speso moltissimi soldi per la parte sanitaria per cui sul set eravamo tutti tamponati ogni due giorni, dal regista all’ultimo macchinista, alle truccatrici….

questo non preserva al cento per cento, ma sicuramente garantisce una certa tranquillità e comunque un controllo sanitario su tutti i lavoratori.

C’era una persona che tutte le mattine, faceva solo questo, che ti misurava la febbre che ti dava il detergente per le mani , che disinfettava finite le scene, i microfoni ognuno aveva il suo…insomma tutta una serie di accorgimenti che permettono al lavoro di andare avanti, sul set solo gli attori che recitano in quel momento sono senza mascherina, tutto quello che serve per proteggersi è stato messo in atto anche perché sono tante le professionalità che lavorano e devono farlo in sicurezza.

Non sempre ha funzionato, perché poi il virus fa il suo lavoro e quindi basta pochissimo…

Poi ognuno ha la sua vita privata però, c’è un controllo molto scrupoloso, ed anche una spesa ,perché ci sono degli infermieri fissi che ogni giorno fanno tamponi a tutti.

  • Anche quello andrà ad incidere  sulla produzione.

Certo e questo è quello che mi stavo chiedendo mentre lavoravamo, secondo me anche per i teatri, molte risorse dovrebbero essere investite per tamponare gli attori ed il pubblico come è accaduto in Spagna, questo grande esperimento che hanno fatto, un grande concerto con tutti tamponati, con le mascherine e credo che questa sia la strada, prima che ci vaccinino tutti.

La volontà di riaprire, non può non prevedere questo tipo di misure, dobbiamo riuscire ad immaginarci come investire delle risorse in tamponi rapidi per la possibilità di riaprire i teatri in sicurezza ovviamente per il pubblico stare con la mascherina in una sala da 800 posti nella quale ne vengono utilizzati solo 200 secondo me, già quello è molto ,per gli attori per i produttori,

Se invece di lavorare alla meno, pensassero a dei ristori possibili ed anche a degli investimenti …perché bisogna capire che riaprire i teatri sta diventando una necessità, un’urgenza.

  • Con me sfondi una porta aperta.

È vero che in teatro non ci sono gli stessi soldi che nel cinema, ma bisogna mettersi in testa che una parte di questi soldi deve essere destinata a questo, io ho girato una puntata pilota in un teatro ed eravamo tutti tamponati quindi credo sia possibile da organizzare, da sostenere e forse, la possibilità reale di riaprire un attesa che abbiano vaccinato tutti.

  • Adesso sei a Roma, cosa stai facendo?

Sono a girare una fiction per la Rai, posso dirti solo che interpreto un’infermiera, è una produzione molto grossa e sono molto contenta. Paradossalmente dopo tanto tempo mi sono trovata a fare la suora con Carlei che è un maestro, in una produzione che sta andando benissimo (quasi 6 milioni a puntata) e di seguito questo nuovo lavoro che nonostante mi tenga impegnata non mi fa sentire meno il dolore per altri colleghi , per i teatri, i cinema, i circoli Arci, che invece si stanno trovando in gravi difficoltà  rivelando quello che ormai avevamo capito tutti e cioè che la riapertura del 27 marzo promessa da Franceschini  era solo una Promessa! E nessuno ha ancora chiesto scusa, ed ogni tanto invece sarebbe bello che qualcuno si scusasse per le cose che promette e poi non è in grado di mantenere.

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  • Volevi aggiungere altro?

No, sono solo felice di essere rientrata dopo tanto tempo con un bellissimo lavoro e con un altro che mi sembra altrettanto bello quindi mi sento fortunata.

  • Consigli?

La cosa che mi viene da dire è vacciniamoci tutti , usciamo da questo trip

  • E per te?

Insomma mi fa ridere che lavoro in tempo di pandemia, non so che segno sia… ma rientrare in tv dopo anni di solo teatro è veramente entusiasmante.

 

 

Massimiliano Miniati

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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