Intervista al dottor Labardi sulla nuova apparecchiatura per la colonscopia robotica

Intervista al dottor Labardi sulla nuova apparecchiatura per la colonscopia robotica

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Ospedale del Mugello – Emergenza e donazioni; ne parla il primario Dr. Nucci

Buone nuove per il Nuovo Ospedale del Mugello: grazie alla prestigiosa donazione di un’azienda pratese, la Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva diretta dal dottor Andrea Nucci dispone ora di una moderna apparecchiatura per la colonscopia robotica. Il dottor Maurizio Labardi, direttore del reparto presso l’Ospedale del Mugello, risponde a un paio di nostre domande per illustrarci la novità.

Di che macchinario si tratta e qual è la differenza rispetto agli strumenti tradizionali?

Si tratta di un apparecchio per la colonscopia robotica, costituito da due parti: c’è una workstation dotata di monitor e computer con un braccio estensibile rigido, al quale viene collegata una sonda di tipo micromeccanico che viene inserita nell’intestino. La sonda è estremamente flessibile ed è dotata di un canale attraverso il quale è possibile eseguire biopsie o asportare piccoli polipi. Il sistema fornisce un’immagine molto buona che ci permette un’ottima visione.

La novità è costituita dalle possibilità di applicazione: questa nuova strumentazione è utile in quei casi in cui sappiamo di dover eseguire una colonscopia complessa, per esempio per pazienti che già una volta hanno avuto bisogno di una sedazione profonda, oppure per i quali non sia stato possibile in precedenza arrivare a completare l’indagine per altri motivi. La tecnica è completamente differente: nella colonscopia tradizionale la sonda avanza grazie a una spinta meccanica, che spesso rappresenta una delle cause del dolore nel paziente. In questo caso invece la sonda non avanza attraverso la spinta. La sonda in pratica, si distende in avanti grazie alla sua struttura micromeccanica, si ancora alla mucosa tramite un sistema di aspirazione, si sgancia da dietro e prosegue in avanti, proprio come un bruco (in inglese, worm).Per questo motivo è necessario innanzitutto un learning progressivo da parte di chi deve operare con questo strumento, proprio perché la tecnica è diversa da quella tradizionale: la sonda si guida con un joystick come quello dei videogiochi. Le cinquanta sonde che ci hanno donato serviranno proprio a formare gli operatori.

Quali malattie potrà diagnosticare e quali vantaggi porterà al territorio?

La nuova apparecchiatura è un’arma in più a disposizione di tutta l’USL Toscana Centro: se sarà necessario afferire a questa risorsa il paziente potrà essere indirizzato all’Ospedale di Borgo San Lorenzo. Non si tratta di diagnosticare malattie specifiche o diverse dalle solite, ma della possibilità di un approccio completamente nuovo. Per tale motivo l’indicazione all’esame dovrà essere valutata solo dallo specialista, quindi l’indagine non sarà accessibile tramite CUP. Bisogna anche ricordare che parliamo al momento di un esame ancora piuttosto costoso, in quanto le sonde sono monouso.

Un esempio pratico: se con un paziente non è possibile portare a termine una colonscopia, oltre alla Colon-TC, che permette la ricostruzione in 3D del viscere ma che non ha possibilità operative, la colonscopia robotica può offrire un’alternativa di grande rilievo, anche nella prevenzione del carcinoma del colon-retto. Questo potrebbe tradursi in un numero minore di indagini e quindi anche di costi. Il nostro obiettivo per il futuro è quello di imparare a padroneggiare la nuova tecnica per proporla secondo necessità. In un ospedale come questo, che lavora in alcuni casi su numeri inferiori ma può offrire gli stessi servizi di un qualsiasi ospedale, è un’opportunità di crescita enorme. La robotica e l’intelligenza artificiale sono certamente i campi di sviluppo più importanti per il futuro della medicina.

Le donazioni sono state particolarmente importanti in quest’ultimo anno, sia per le raccolte pubbliche sia per le donazioni da privati, come in questo caso. Può dirci la sua su questo argomento, specie per quanto riguarda l’ospedale del Mugello?

La ditta pratese che ci ha donato questa nuova apparecchiatura aveva donato, già nel 2020, DPI e altro materiale al nostro ospedale, ma in generale le donazioni durante questo periodo così complicato sono state moltissime, anche da associazioni del territorio. Penso che questo tipo di donazioni porti con sé due risultati: da un lato arricchiscono l’ospedale, dall’altro dimostrano anche che la popolazione, le aziende e tutto il territorio lo sentono come proprio. Il nostro presidio ha un grande bacino di utenza, che copre praticamente da Faenza a Pratolino, ma soprattutto rappresenta per il Mugello un punto di riferimento fondamentale sul quale contare.

L’emergenza Covid ha fornito un esempio concreto della solidità dell’ospedale e della squadra che ci lavora: nessuno di noi, come peraltro anche negli altri presidi, si è mai tirato indietro, tutti si sono rimboccati le maniche e hanno tirato fuori un enorme spirito di squadra. Tutti sono stati sul campo senza eccezione, ogni giorno, dal direttore sanitario ai responsabili delle pulizie, da chi è impegnato nel trasporto dei degenti fino alla guardia giurata all’ingresso. Ci siamo dimostrati un gruppo estremamente coeso. Io ho visto un grande spirito di squadra, un grande attaccamento al nostro ospedale e, di conseguenza, un importante valore aggiunto per i nostri utenti.

Margherita Di Pisa


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