Jay Natelle: “Lavorare con Al Pacino? Sono l’unico ad aver condannato Michael Corleone!”

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L’attore americano che vive in Mugello, a Scarperia, è al cinema con ‘House of Gucci’: “Ridley Scott è una persona gentile, tratta sempre i suoi collaboratori come meritano, così può ottenere da loro i migliori risultati

 

di Margherita Di Pisa

 

Jay Natelle è un attore americano ma mugellano d’adozione: vive infatti a Scarperia. Negli anni ha partecipato a varie produzioni, italiane e internazionali, come ‘La migliore offerta’ di Giuseppe Tornatore. E in queste settimane è al cinema con ‘House of Gucci’, una pellicola drammatica – il fatto di sangue che ha colpito la nota famiglia italiana della moda con l’assassinio del pioniere Maurizio Gucci – di cui Natelle fa parte del cast con i nostri Chikovani, Moore, Monterosi e Mancini. Il film ha ottenuto una candidatura ai Golden Globes ed è 2° in classifica al Box Office. Distribuito ora in 479 sale cinematografiche, un film diretto da Ridley Scott e che lunedì, 20 dicembre, ha incassato 164.626 mila euro, registrando quasi ventiquattromila presenze. Jay Natelle, com’è stato lavorare con un regista come Ridley Scott?È stata un’esperienza bellissima. Ridley Scott è una persona estremamente gentile ed è un grande lavoratore: vuole che tutto sia fatto bene ma proprio per questo sa che è importante trattare i collaboratori come meritano perché è consapevole che in questo modo potrà ottenere da loro i migliori risultati. Come tutti coloro che sono veramente grandi, e non che vogliono esserlo”.

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Una foto del cast di ‘House of Gucci’ con il regista Ridley Scott

Che rapporti ha avuto con gli altri attori? Interpreto il giudice che condanna Aldo Gucci per evasione fiscale, perciò ho lavorato con Al Pacino, che interpreta Aldo. A dire il vero non ci siamo presentati prima delle riprese della scena che si sono svolte a Roma, in un tribunale. Quando ci siamo salutati è stato un bel momento. Ora posso dire di essere l’unico uomo al mondo ad aver condannato Michael Corleone! (il protagonista di ‘Il Padrino’, interpretato proprio da Al Pacino)”. Il film ha ricevuto opinioni contrastanti: da una parte chi lo reputa un buon lavoro, dall’altra è stato criticato per la rappresentazione dei personaggi. Il film ha ricevuto critiche anche da parte della stessa famiglia Gucci. Qualcuno invece sostiene che Patrizia Reggiani sia stata rappresentata più come una vittima che come carnefice. Cosa ne pensa? Per quanto riguarda le critiche della famiglia Gucci, in merito a come è stato raccontato il loro mondo familiare, bisogna tenere presente che il regista racconta una storia per il cinema. Esiste sia il modo in cui loro vedono e immaginano sé stessi, sia il modo in cui vengono visti dagli altri, che il modo in cui il regista ha scelto di rappresentarli: chi può dire quale delle tre versioni sia la più simile a quello che è accaduto in realtà? Per quanto riguarda Patrizia Reggiani (che mesi fa aveva dichiarato ad Ansa di essere amareggiata per non essere stata contattata da Lady Gaga o Ridley Scott in merito al film) penso che la condanna a trent’anni di carcere per l’omicidio del marito parli da sola. Appena vedrò il film sarò in grado di esprimere un giudizio su come sia stata rappresentata”.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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