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Come un Fanciullo anno 1979 (2)

L’aiuto della Fondazione Fratelli Azzerboni alla Misericordia

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Il Provveditore della Confraternita di Borgo San Lorenzo: “Tutto il sostegno per noi è prezioso per poter aiutare le persone sul territorio”

 

Forse qualcuno, in Mugello e dintorni, ricorderà di aver acquistato, mentre arredava o riarredava casa, i propri letti all’Artilet, il vecchio “capannone” oggi abbandonato da vent’anni, che sorge alle porte di Ronta e che, prima della cessazione dell’attività, univa invece in sé il laboratorio e lo showroom di Giovanni Giorgio Azzerboni. Erano pezzi artigianali, il che li rendeva, per definizione, unici uno per uno.

 

Del resto l’artigianato era una tradizione che i fratelli Azzerboni ereditavano dal padre, Gaetano, già fabbro a Ronta. La tradizione, non i mezzi, perché il bombardamento alleato del 25 maggio del 1944 che uccise 30 persone distrusse anche la casa e il laboratorio di famiglia. Giovanni e Giorgio, all’epoca, avevano rispettivamente quattordici e dieci anni ed è allora che il maggiore dei due fratelli avviò, assieme al padre, la carriera di fabbro.

Nel 1963 i fratelli Azzerboni fondano, dopo tanti sacrifici, l’azienda Artilet, dove appunto producevano e vendevano letti di fattura artigianale che sono finiti nelle camere di un po’ tutto il Mugello. Quando l’attività è cessata intorno agli anni 2000, tuttavia, il magazzino è rimasto pieno di articoli invenduti benché di pregiata fattura.

 

È qui che alla saga familiare si lega la storia della Fondazione: alla morte di Giovanni nel 2019, che seguiva di circa un mese quella di Giorgio, Lakis Lazzerini, che a Giovanni era legato da un profondo legame, ha deciso di realizzare uno dei suoi sogni più importanti: costituire una Fondazione che ne tramandasse la memoria tramite una mostra permanente, ma che si occupasse anche dell’istruzione dei giovani e della valorizzazione dell’iniziativa imprenditoriale e artigianale giovanile. Nata ufficialmente nel 2021, il primo atto del fondatore è stato quello di provvedere a svuotare il capannone da tutto l’invenduto, che è stato donato in toto alla Misericordia di Borgo San Lorenzo: col ricavato della vendita del materiale verrà acquistato, sperabilmente, un nuovo mezzo per il trasporto dei disabili per rafforzare il parco macchine della Misericordia di Borgo San Lorenzo, che peraltro proprio in seguito al violento temporale con grandine di domenica 26 settembre ha subito forti danni. “Siamo molto grati alla generosità del signor Lazzerini per la sua donazione” ci tiene a ribadire il Provveditore della Misericordia di Borgo San Lorenzo “perché tutto l’aiuto per noi è prezioso per poter aiutare le persone sul territorio”.

 

A novembre, quando i locali di Ronta saranno stati svuotati, inizierà poi la seconda fase del progetto della Fondazione Azzerboni: il locale prospiciente la strada verrà rinnovato, ristrutturato e tramutato nella mostra permanente “La forgia di Giovanni”. Il resto del vecchio capannone, invece, verrà abbattuto e al suo posto verranno edificate delle villette: un progetto fortemente voluto, questo, per “bonificare” la zona e riqualificare il territorio, dal punto di vista culturale e abitativo. Il progetto è stato bene accolto dall’amministrazione comunale. L’attività non si ferma qui: l’altro scopo statutario della Fondazione, quello di provvedere all’istruzione dei giovani, verrà realizzato tramite l’istituzione, in accordo con le scuole del territorio, di borse di studio destinate ai meritevoli e privi di mezzi e la pianificazione di gite e visite a titolo gratuito alla mostra, nell’ottica di sensibilizzare i giovani allo studio e all’avvio di una carriera imprenditoriale nell’artigianato. Si tratta di progetti di vastissima portata che troveranno realizzazione nel corso degli anni a venire e nel rapporto costante col territorio abitato dai fratelli Azzerboni, nel dialogo tra il passato della famiglia e il futuro del Mugello.

Margherita Di Pisa

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Giovanni e Giorgio Azzerboni

Giovanni e Giorgio Azzerboni

Pazienza e temperanza 1975

Pazienza e temperanza 1975

© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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