La Lega: “Le strettoie di Borgo: dopo le ciclabili anche le strade”

Per noi cambiare Borgo non significa distruggerlo e stravolgerlo. Restiamo allibiti dal perpetuare di continui lavori in Borgo, sui quali (in corso di esecuzione) abbiamo espresso le nostre perplessità, i dubbi normativi e portato contributi all’interno del Consiglio, senza ascolto. Scrivono i consiglieri borghigiani della Lega Ticci e Atria – Ogni volta che i cittadini si trovano a doversi spostare con un mezzo o a piedi “ce n’é una nuova” per mettere in serio pericolo la loro incolumità. Non riusciamo a comprendere se la Giunta è ormai incapace di ascoltare e così lontana dai problemi della vita quotidiana dei propri cittadini tanto da riuscire ad incasinare ancora di più la viabilità di Borgo già nota alle cronache a causa della rovinosa caduta al Giro D’Italia, Striscia la notizia ecc.. 

Esprimiamo profondo rammarico nel vedere questo continuo stravolgimento e distruzione degli spazi comuni. Dopo aver assistito alla scomparsa di spazi verdi storici, ad un paese che da verde sta virando al grigio cemento pensavamo che ci fosse un limite oltre il quale non si potesse andare.

Ma delle ultime fermate per autobus ne vogliamo parlare?

 

Una carreggiata a due corsie che vede improvvisamente un restringimento a pochi metri da un semaforo, – proseguono Atria e Ticci –  tutto senza segnaletica alcuna. In barba alle normative e codice della strada. Situazione simile anche in viale Kennedy. 

Certo da chi afferma che <<se non è possibile rispettare le norme vale il buonsenso>> non ci possiamo aspettare molto, ma forse Borgo per qualcuno deve diventare una zona “carfree” ?

Certo da chi predica bene sulle ciclabili ma razzola male poi quotidianamente usando l’auto andare in comune non potevamo aspettarci molto… magari lì un po’ meno norme ma più buonsenso e coerenza. 

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Perché altrimenti non riusciamo a spiegare con motivazioni valide tali scelte e decisioni che causano imbottigliamenti e difficoltà a tutti fruitori delle strade borghigiane.

Gente che lavora, non che possiede a fine mese un’indennità politica. 

Vero che per migliorare serve cambiare e che essere perfetti significa cambiare spesso, ma per quanto riguarda questa Giunta forse perseverare diventa quasi diabolico.”

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