Pale eoliche (2)

L’opinione contraria di Cambiamo Insieme sull’approvazione del progetto Eolico

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Comunicato a firma dei consiglieri Luca Margheri, Claudio Ticci e Francesco Atria

 

 

Fin dall’inizio questa vicenda è apparsa come una sorta di capitalismo che portava solo devastazione ambientale nel nostro territorio. Che fosse chiaro e già deciso tutto sin dall’inizio del procedimento autorizzativo ne eravamo certi in molti. Da quando, da subito, i sindaci di Vicchio e Dicomano si sono seduti accanto ai proponenti (e prepotenti viste le querele archiviate), offrendo loro le poltrone più comode, invece che sedere sulle panche di legno insieme alle genti. Sono pesate fin da subito più le compensazioni e le spartizioni economiche che le considerazioni in merito al progetto. Quello è bastato per capire da che parte erano schierati. E pensare che nessuno nel programma elettorale lo aveva promesso; nessuno di loro è stato votato per farlo. Ma la democrazia per qualcuno è cosa da poco ed è a rischio quando abbandona il popolo. L’inchiesta pubblica e la conferenza dei servizi sono parse più una sorta di santa inquisizione per i NO (a questo) EOLICO e per chi legittimamente e consapevolmente era contrario ma supportava elaborati e tesi con dati e competenze incontrovertibili o con proposte alternative. Schierarsi per il NO non significava dire no alle energie rinnovabili ma fare una scelta di buon senso, preservando dall’irrimediabile distruzione un territorio estremamente pregevole dal punto di vista ambientale, paesaggistico e faunistico. Una procedura tra l’altro che ha visto negata la partecipazione di associazioni che tutelano ambiente e conoscono bene il territorio come Italia Nostra e CAI a cui hanno negato pure il conferimento dei verbali. Era quindi scontato il parere favorevole degli uffici regionali sulla VIA dell’opera. E tutto ciò avvenuto nel silenzio assordante di quella così democratica parte politica che qui amministra, nel più totale disprezzo del nostro territorio che già ha dato in passato, disattendendo le norme regionali e non tenendo conto di pareri autorevoli che denunciavano la distruzione del nostro territorio. Non si può far finta che il PIT (piano di indirizzo territoriale) o il piano energetico regionale non esistano. Purtroppo in Mugello e in molte amministrazioni locali manca una visione strategica complessiva del territorio come manca la conoscenza delle peculiari e diversificate potenzialità economico-produttive ancora da sviluppare appieno. Non ci rassegneremo a tale decisione e supporteremo tutti coloro che democraticamente sono contrari alla realizzazione di questo impianto ricordando a tutti che verrà appositamente presentato un ricorso. Non ereditiamo il Mugello dai nostri antenati ma lo prendiamo in prestito per i nostri figli o nipoti. Cosa insegniamo ai giovani? Che il paesaggio e il territorio non sono rinnovabili!”. Comunicato a firma dei consiglieri di Cambiamo Insieme a Borgo San Lorenzo, Luca Margheri, Claudio Ticci e Francesco Atria.

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