Mugello all’antica – Storie di delitti e di…tortelli in terra di Toscana

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Il Mugello è un vasto territorio tra gli Appennini e Firenze. Nel medioevo fu dominato dai Conti Guidi e dagli Ubaldini che vi edificarano ville e castelli. Molti ne distrusse la Repubblica fiorentina che cacciò gli antichi feudatari e vi fondò Scarperia che fu capoluogo della vallata fino all’800.

Oggi il Mugello è famoso per i suoi tortelli. Tortelli di pasta sfoglia con il ripieno di patate, arricchito con forti aromi d’aglio e prezzemolo e conditi con sughi di carne o di funghi o d’anatra, sono il piatto tipico della vallata specie delle zone a ridosso del crinale dell’Appennino. Ma chi fu il creatore di questa semplice ricetta e a quando risale la sua origine?

Se è impossibile dare un nome al suo inventore si può invece esser certi che nel 1550, quando Signore di Firenze e della Toscana era il Duca Cosimo de’ Medici, i mugellani mangiavano, apprezzavano e… andavano fieri dei loro tortelli.

E’ una sentenza del Vicario del Mugello Simone di Francesco Guiducci a fornircene la prova inconfutabile. Simone Guiducci, di nobile famiglia fiorentina, risiede a Scarperia dal 28 febbraio all’8 settembre 1551 con il titolo di Vicario per rappresentare Firenze e i Medici e amministrare la giustizia in un vasto territorio che andava dagli Appennini alle mura della città del giglio. In quei sei mesi Messer Guiducci pronunciò 150 sentenze per assolvere o condannare oltre 300 mugellani imputati dei più disparati reati.

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Il 13 giugno del 1551, nella sala delle udienze del Palazzo, comparvero dinanzi al Vicario, Monna Lena moglie di Giuliano di Bartolino e Monna Betta moglie di Marco Pananti entrambe del Castello di Pulicciano, accusate di essersi ingiuriate e accapigliate. Come si svolsero i fatti ce lo racconta il notaio Romolo Calvati de’ Calvatis da Galeata nel verbale del processo. “Addì 28 maggio 1551, essendo festa, il popolo di Ronta e Pulicciano ebbe giochi e banchetto con grande partecipazione anche di forestieri. Dopo l’ora di vespero, essendo Monna Lena nel prato davanti alla Chiesa di Pulicciano disse a Monna Betta: “I’ mio marito mangiò cento e cinquanta tortelli”. E Monna Betta di rimando: “E i’ mio più di dugento”. Non è vero perché non l’ho visto”. “E tu sei una vaccha e il tuo marito gli è un beccho.

Detta Monna Lena havendo all’hora in mano un sasso gliene battè sul viso alla detta Monna Betta e questa ebbe perforazione di carne ed effusione di sangue”.

Monna Lena per aver voluto difendere l’onore suo e di suo marito senza cedere di un solo…tortello, fu condannata da Messer Guiducci a pagare due scudi d’oro.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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