Mugello – CNA replica a Omoboni: sostegno per tutte le aziende, non solo per i centri commerciali naturali

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Replica della CNA all’appello lanciato nei giorni scorsi, da Omoboni, riguardo al piano di azione strutturale per sostenere il commercio dei centri storici.

 

Bene le proposte dell’assessore al Commercio dell’Unione dei Comuni Mugello, Paolo Omoboni, per sostenere e rilanciare le attività locali, ma il piano di azione strutturale di cui ha parlato con l’assessore regionale Marras va allargato: non solo centri commerciali naturali, ma ogni attività imprenditoriale di tutto il territorio mugellano”.

Così Massimo Capecchi, presidente CNA Mugello, nel commentare il grido d’allarme lanciato da Omoboni sulle difficoltà dell’economia mugellana.

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Importantissimo, però, è che non si proceda in ordine sparso come nel recente passato in cui ogni comune è andato per conto proprio, dando vita a modalità diverse per cercare di aiutare quelle imprese che sorreggono il nostro sistema economico e, conseguentemente, sociale. Azioni che hanno creato e continuano a creare disparità tra le nostre imprese, tanto burocratiche che economiche. Occorre finalmente pensare il territorio come un unico sistema” prosegue Capecchi.

Quanto al problema degli affitti, Capecchi conferma che la mediazione, a cui per altro CNA ha lavorato con le altre parti sociali, ha funzionato poco. Per evitare la desertificazione di aree centrali e la speculazione sulla crisi di chi cerca di impossessarsi a buon prezzo delle attività, l’associazione si fa avanti con alcune proposte.

Far sì che il credito d’imposta sugli affitti, da calcolarsi su base di calo di fatturato, sia trasferito al proprietario del fondo, che deve obbligatoriamente accettarlo come forma di pagamento. Il rischio per l’imprenditore, infatti, è quello di non riuscire ad utilizzare il credito in compensazione visto che, in molti casi, non lavorando, non ha prodotto reddito, mentre il locatore potrà facilmente dedurlo dalle imposte che deve pagare sul reddito, certo, generato dall’affitto” spiega Capecchi.

Oppure, come già adottato da altri stati, “ridurre dall’alto, per legge, di almeno il 50%, il canone di affitto e azzerare la tassazione per i proprietari. Infine rendere possibile agli imprenditori l’acquisto del proprio fondo con mutui super agevolati quanto a tassi e durata. Iniziativa, quest’ultima, che richiede la collaborazione di Stato, Regione e banche” conclude Capecchi.

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