Natale con i Tuoi? – Considerazioni di un ex Fiorentino

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« I casi di persone positive al COVID 19 corrono ancora anche in Mugello al momento nel quale sto scrivendo… Questo 2020 rimarrà nella Storia umana per sempre, come la lava di Pompei, la peste bubbonica, l’influenza spagnola di cent’anni fa circa, il terremoto in Irpinia, di 40 anni fa e tante altre catastrofi immani delle quali in massima parte “abbiamo solo sentito parlare”. Questa pandemia invece la stiamo vivendo e, come quasi sempre accade nelle catastrofi, capita che un congruo numero di noi umani dia di matto, in buona o cattiva fede o a causa proprio di patologie mentali emerse per l’occasione. Comunque anche questa catastrofe ci cambierà la vita. Ai bambini di certo.

La mia vita cambiò la prima volta, quando avevo 9 anni, il 4 novembre 1966 e anche quella fu una catastrofe che rimarrà nella Storia Umana per sempre. Non ci volevano credere che in via Panzani navigavano le auto, a Roma, alla RAI. Allora il leggendario giornalista Marcello Giannini, che ci ha lasciati non troppo tempo fa, infuriato, calò il microfono dalla finestra della redazione fino al fiume di acqua che scorreva poco più in basso. Il gran capo Bernabei dovette credergli a quel punto. Le autorità invece tardarono un pochino. Era festa nazionale il 4 novembre, a quei tempi, e il giornale radio RAI (unico) aprì con le celebrazioni della festa. Noi non si capiva perché non capivano. Non dissero niente sul momento. Comunque noi umani non siamo proprio velocissimi a capire la catastrofe nemmeno mentre è già arrivata. Si arriva sempre dopo il fischio del treno… In ogni caso io e il mio amico del piano di sotto controllavamo se fosse finita sommersa per prima la sua auto o la mia. La mia vinse, dato che era più piccola… Quelli del pianterreno e del primo piano si trasferirono all’ultimo piano e si cenò in vetta, con quello che c’era, tutti insieme, cinque famiglie. Poi l’acqua calò piano piano e arrivarono le fake news, senza internet e i social. Perché sono sempre esistite le fake news e il linguaggio di odio sui social correva sulle lingue e non era meno odioso. “È crollata la diga di Levane e sta arrivando la vera alluvione!”. Il Vajont era abbastanza recente, dimostrazione della follia ingegneristica italiana. Ma non era vero niente. La diga era a posto. La mia vita cambiò per sempre. La scuola cambiò sede a lungo e io andai in vacanza per un mese da mio cugino mentre i miei spalavano fango. Mi è rimasto l’odore di gasolio per sempre nel naso. Le caldaie di allora esplosero tutte e i fiumi d’acqua erano composti da molto gasolio. Firenze era avvolta dagli effluvi del gasolio sopra le acque. Sarebbe poi anche arrivato il Natale in quel 1966. Triste, come potete immaginare. 

Oggi, invece? Come cambierà il futuro dei bambini e degli adolescenti? Questa improvvisa “distorsione spazio temporale” nella loro vita, che effetto avrà?  

Questo Natale Duemilaventi si prospetta comunque non bene. Potremmo fare pranzi con i parenti (“Natale con i tuoi”)? Potremmo uscire di casa? Ma soprattutto i negozianti e i commercianti che arriveranno al Natale in attività, riusciranno a riaprire a gennaio?  L’economia nazionale e i negozietti di paese dovranno salvarsi assieme assolutamente. Noi dovremmo fare la nostra parte. Pertanto seguiamo le indicazioni del Presidente della Repubblica, così autorevole e giusto: MASCHERINE SEMPRE E MANI PULITE! SEMPRE! Ma la cosa più importante è la CALMA e il SANGUE FREDDO. 

Non facciamoci abbindolare dai negazionisti. 

Riassumiamo questa follia: La credenza dilagante dice che il Covid e il suo vaccino siano stati creati per controllare i popoli (tutti, indistintamente?). L’ignoranza profonda fa perdere di vista ogni realtà possibile e passare a fantascienza dei B-Movie. Insomma ci sarebbe una alleanza, senza precedenti nei millenni, tra tutti i governi, i dittatori, gli scienziati, fino agli infermieri, allo scopo di creare un’unica “dittatura planetaria sanitaria” (qualsiasi cosa questo voglia dire). Rincorrere le ambulanze vuote?! Certo che ne passano anche vuote. Corrono con le sirene per andare da qualcuno che si sente male ma se si ritiene di poterlo curare da casa, se ne tornano vuote, senza sirene, alla loro rimessa. Normale no? Eppure…

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Senza scendere nei dettagli dei personaggi a capo di queste follie, comunque tremendi, ci auguriamo che siano sempre meno quelli che abboccano. Almeno per rispetto verso le decine di migliaia di morti che il Natale 2020 non lo vedranno e che non potremo mai dimenticare. Un Natale senza tanti nonni, nonne, padri, figli e mamme e figlie, scomparsi in un batter d’occhio come per un terremoto o un’alluvione giganteschi.

Comunque dobbiamo andare avanti anche per loro e forse potrebbe anche arrivare un regalo di Natale bellissimo questo duemilaventi: il VACCINO! Dato che il virus SARS-2 COVID sembra che resterà fra noi a lungo, il vaccino sarà la soluzione. Come è accaduto per vaiolo, poliomelite, e tante altre orribili malattie che decimarono i nostri avi nei secoli. Così avremo, è vero, un “Natale FORSE con i tuoi”, ma potremmo avere finalmente una PASQUA CON CHI VUOI! Se faremo i bravi andrà così.

PS. Un saluto speciale a dottori e dottoresse, infermiere e infermieri di ospedali e cliniche mugellani e oltre, ovviamente ».

Claudio Gherardini

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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