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Opinioni a confronto – Faentina: più che a idrogeno sembra a vapore

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Riprendiamo una nota, apparsa sul blog di Radio Mugello, a firma di Leonardo Romagnoli, consigliere comunale della lista di sinistra “Borgo in Comune”.

 

Molte testate giornalistiche on line hanno riportato una frase del sindaco di Firenze Nardella compresa in una lunga intervista ferragostana rilasciata a Repubblica. Le dichiarazioni di Nardella riguardano i fondi dell’ormai famoso Recovery Fund che secondo il sindaco metropolitano dovrebbero essere impegnati in quattro progetti:

() lo stadio Franchi

() la Mercafir come polo logistico dell’area fiorentina

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() le tramvie con l’allungamento Careggi-Meyer, la linea 4 Piagge-Campi e il completamento della linea Sesto

() La Faentina a idrogeno in collaborazione con Snam, Regione e ferrovie per realizzare il rifornimento dei treni a S.Maria Novella ( poi anche il people mover per collegare SMN alla nuova stazione Foster dell’AV).

 

Durante un’estate che è stata caratterizzata da pesanti disservizi per il trasporto locale e per i pendolari con treni soppressi, bus sostitutivi, sovraffollamento e malfunzionamenti vari, questa insistenza sull’idrogeno suona un po’ come una presa per il culo (scusate il francesismo).

In queste settimane in cui quasi quotidianamente i pendolari segnalano situazioni imbarazzanti il sindaco della città metropolitana non trova di meglio che parlare del fantomatico treno a idrogeno sulla Faentina, che arriverà chissà tra quanto tempo, come se fosse la soluzione di tutti i mali.

 

Ci sono invece problemi seri da risolvere subito che riguardano la gestione della linea e il materiale rotabile( e non è accettabile che si giustifichi quello che sta avvenendo con la manutenzione dei minuetto e di parte della rete).

 

Altrimenti il treno idrogeno diventa una foglia di fico che non copre nessuna vergogna, mentre chi tutti i giorni viaggia per lavoro o per turismo si trova a subire situazioni inaccettabili per un trasporto pubblico rispettoso dei diritti degli utenti e dello stesso contratto di servizio sottoscritto tra Regione e Trenitalia.

Per ora più che treni all’idrogeno c’è da rimpiangere quelli a vapore.

 

Leonardo Romagnoli

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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