Giacomo Tagliaferri

Opinioni a confronto – Riflessioni sulla sostenibilità in Mugello

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Di Giacomo Tagliaferri

 

Giacomo Tagliaferri, borghigiano, lavora al CNR ed è uno studioso degli effetti dell’inquinamento attuale e futuro sugli ecosistemi. Sta seguendo progetti e iniziative per la tutela dell’ambiente a Borgo e nel Mugello.                                     

Quelle che seguono sono delle riflessioni che mi sono spontaneamente venute in seguito alla “rilettura” di due pitture degli artisti Ambrogio Lorenzetti e Hieronymus Bosch e a quello che sta succedendo al pianeta Terra a causa delle scelte di una parte dell’Umanità. Oltre i significati che ognuno può dare alle tele e a quello che avviene nel presente, personalmente le ritengo molto attuali e di “ammonimento” per il nostro e loro futuro, intendo per chi verrà dopo di noi. Comunque da rileggere con attenzione prendendovi spunto per operare scelte diverse. Una brevissima presentazione delle due pitture che ho citato.

 

Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo è un ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti (1290-1348), conservato nel Palazzo Pubblico di Siena e databile al 13381339Gli affreschi hanno un chiaro effetto didascalico, confrontando l’allegoria del Buon Governo con quella del Cattivo Governo entrambe popolate da personaggi allegorici facilmente identificabili grazie alle didascalie. A queste seguono due paesaggi di una medesima città con gli effetti del Buon Governo dove i cittadini vivono nell’ordine e nell’armonia e gli effetti del Cattivo Governo dove si vede una città in rovina.

 

Il Giardino delle delizie (o Il Millennio) è un trittico di Hieronymus Bosch, databile 14801490 circa e conservato nel Museo del Prado di Madrid. L’opera rappresenta numerose scene bibliche e ha probabilmente lo scopo di descrivere la storia dell’umanità attraverso la dottrina cristiana medievale.

 

Senza cadere in moralismi e pontificazioni inutili vorrei partire dalla visione di questi quadri, a questi rimando chi non li ha visti o non li ricorda, e dal loro significato simbolico per stimolarci ad una riflessione sul nostro, occidentale, neoliberista e consumistico stile di vita e soffermarci a pensare che possono esistere delle alternative all’attuale sistema economico, non facili, non immediate ma reali e percorribili, come sostengono anche l’economista Mariana Mazzucato ma specialmente il grande matematico ed economista Nicholas Georgescu. Ovviamente ognuno di noi può fare delle piccolissime cose, prese da sole con pochissimi effetti e molte frustrazioni; ma può anche ottenere di più se i cambiamenti fossero molti, diffusi e condivisi. Tuttavia credo che proprio partendo da un’azione comune di tutto il nostro territorio, intendo in particolare tutta l’area mugellana, si possano sortire degli effetti migliori, duraturi e magari riproducibili, se ben funzionanti!

 

Tante persone suppongo siano d’accordo sul fatto che ci sono cose che non funzionano, sia a scala globale che locale. Pensiamo alle immagini ed ai titoli che ogni giorno vediamo e leggiamo: diseguaglianze e violenze, perdita di suolo, incendi, deforestazioni, perdita di biodiversità, aggressione verso le risorse del Pianeta (overshot day), inquinamento, disfunzioni nei servizi, scarsa sicurezza del futuro, scarse risorse finanziarie.

DOMANDA: Cosa fare?

RISPOSTA: Agire singolarmente ma anche come comunità, partendo dall’area dove abitiamo, insieme !

 

Ciò significa, ad esempio, progettare e stabilire quali sono i beni comuni  da salvaguardare e da garantire verso tutti almeno come area e non solo come singolo comune. Per beni comuni intendo: sanità, scuola, istruzione, lavoro, acqua, aria, Ambiente (nell’accezione più completa).Come possiamo farlo per esempio nel nostro amato Mugello? Sul fronte del singolo ognuno di noi può cominciare a cambiare il proprio stile di vita partendo dalle scelte quotidiane, ma anche delle amministrazioni attraverso progettualità e priorità condivise.

 

Alcuni esempi: ci siamo mai chiesti perché la foresta amazzonica viene incendiata? Perché le foreste in Oceania vengono abbattute? Oppure perché la pianura padana è uno dei luoghi più inquinati d’Europa? Ancora, perché un virus dagli animali è passato all’Uomo ? Perché il tasso di inquinamento dell’aria è così alto? E ancora, qual è la causa del riscaldamento globale alla base dell’attuale cambiamento climatico?

Le risposte a queste domande molto probabilmente le conoscete già. Quindi la domanda da porsi è un’altra: cosa possiamo provare a fare almeno a scala locale?

 

Proverò a suggerirci alcune soluzioni per il singolo e per la comunità intesa come collettività dei cittadini, comprese le amministrazioni, prendendo in considerazione alcuni settori, facendo notare che in realtà essi sono interdipendenti e assolutamente non scollegabili e sottolineando la necessità di passare da un’economia lineare (consumistica) ad una circolare vale a dire in linea con la biologia di tutti gli ecosistemi. Alcune proposte legate a settori specifici (proposta mancante di alcuni settori):

 

Risparmio: non a caso ho inserito questa voce in testa a tutte le altre, intendendo la parola risparmio nella sua accezione più ampia: Risparmiare= “Usare o consumare qualcosa in modo oculato e con moderazione, specialmente per metterlo da parte o farlo durare di più; serbare: risparmiare l’acqua, la benzina; ….risparmiare il tempo, farne un uso oculato distribuendo opportunamente gli impegni; risparmiare le forze, le energie, usarle con moderazione, specialmente in previsione di una necessità futura. All’interno di questo settore rientra anche l’efficientamento; con questo termine si intende la capacità di un oggetto, strumento, apparato, sistema di svolgere la propria funzione con gli stessi o migliori risultati ma spendendo meno energia e risorse. L’incentivo ecobonus 110% ne è un esempio andando a migliorare l’edificio relativamente al riscaldamento/raffrescamento, produzione di energia, minor impatto inquinante. La riparazione degli oggetti/strumenti è un altro dei temi che rientrano nel settore risparmio. Riparare un oggetto/strumento significa non dover accedere a nuove materie (risorse), a sprechi inutili di energia, a nuovi e ulteriori inquinamenti, ad un minor esborso finanziario. Con questo sistema possiamo abbattere considerevolmente spese, inquinamento, risorse e creare anche nuove opportunità di lavoro.

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Energia: transizione veloce alle rinnovabili: solare (fotovoltaico e termico), eolico, microidrico, biogas, biomasse legnose. Da adottare contestualmente sia dai singoli cittadini che dalle amministrazioni. In particolare attraverso la costituzione di cooperative energetiche di comunità si possono abbattere costi, vincoli, inquinamenti ed allo stesso tempo creare lavoro ed occupazione. Uno studio fatto dall’Università di Firenze ha accertato, cautelativamente, una produzione energetica potenziale “rinnovabile” in Mugello doppia rispetto agli attuali consumi di energia elettrica. Tale documento tra l’altro è già stato approvato (ma per ora non attuato) in sede di piano strutturale intercomunale!

Rifiuti: quello dei rifiuti è un tema di grande rilevanza. Il mondo consumistico ne ha prodotti e continuerà a produrne moltissimi se non cambiamo sistema economico. Spesso però quello che è considerato rifiuto non lo è. Pensiamo ovviamente al riciclo, ricondizionamento, riuso ed in ultimo alla riprogettazione (della riparazione e del risparmio abbiamo accennato poco sopra). Fondamentale la raccolta porta a porta possibilmente educando sempre di più il cittadino ad una selezione “spinta”: tipi simili di carta, vetro dello stesso colore…; ciò aumenta il valore del “rifiuto” dando maggiori possibilità di guadagno e nuovi posti di lavoro. Discorso a parte il recupero dei rifiuti organici, che sono un terzo di quelli urbani, da conferire al compostaggio creando così ricchezza e lavoro (il compost se fatto bene è un ottimo fertilizzante). Non dimentichiamoci che in Mugello, a Borgo san Lorenzo abbiamo un impianto gestito da Alia di cui i comuni sono “azionisti”. Ovviamente le Amministrazioni devono vigilare e pretendere uno stesso comportamento, relativamente ai rifiuti, nei settori chiave dell’economia: industria, agricoltura, edilizia ottimizzando ogni filiera e controllando l’operato del gestore diretto.

 

Trasporti: quello dei trasporti è sicuramente uno dei settori chiave per una svolta decisiva e necessaria verso la così tanto evocata “sostenibilità”. Il concetto di trasporto deve essere rimodulato e riprogettato a livello nazionale per cui in questa sede non mi dilungherò su questo pur accennando al fatto che deve essere potenziato il trasporto su ferro e su acqua sia per le persone che per le cose. A livello locale invece possiamo già fare molto potenziando e incentivando le mobilità lente: potenziamento della linea Faentina (in un convegno del novembre 2019 svoltosi in collaborazione con l’IIS Giotto Ulivi e le istituzioni sono stati ben motivati vantaggi e costi suggerendo la soluzione del tram-treno elettrificato) incremento delle ciclabili e pedonabili, mezzi pubblici elettrici, car e pool sharing, indirettamente incentivando lo smart working per chi lo può fare. Sul versante trasporti è necessario iniziare a cambiare il nostro sistema di spostamento quotidiano almeno sui tratti brevi: 1-10 km; favorendo il camminare e l’uso della bicicletta ad esempio (è quindi chiaro che ci dovrebbe essere un potenziamento forte delle ciclabili e pedonabili). La maggioranza degli spostamenti all’interno delle città è fatto con mezzi privati e da chi abita in città. Parlando di Borgo san Lorenzo il piano del traffico ha evidenziato per la direttrice principale “traversa del Mugello” un numero medio di veicoli giornalieri intorno alle 20-25000 unità con picchi anche di 40-50000!Tale traffico è ovviamente causa del 50% dell’inquinamento dell’aria di quest’area. Per tamponare e migliorare tutto questo dobbiamo intervenire efficacemente sulla riduzione del traffico veicolare e contestualmente adottando anche politiche di riforestazione (piani del verde urbano ed extra urbano con progetti di riforestazione, nuove piantagioni, cura del verde) e di efficientamento. Per quanto concerne questo tema il comune di Borgo ha già in atto un progetto di riqualificazione del verde e di riforestazione in accordo con l’Unione Montana.

 

Scuola: la scuola è alla base del futuro di ogni Paese che vuol definirsi moderno, civile, democratico e all’avanguardia. Anche in questo caso mi limiterò a suggerire qualcosa in merito all’educazione istruzione dei giovani e giovanissimi. Credo sia fondamentale creare una nuova coscienza verso le nuove generazioni fornendo insegnamenti in merito agli argomenti che abbiamo finora trattato ed a quelli che tratteremo fra poco. Ciò è possibile ricorrendo, oltre che agli stessi insegnanti, ad esperti come universitari e ricercatori. La creazione di progetti dedicati e condotti da tutor esperti possono sortire gli obiettivi prefissati. Quindi la collaborazione attraverso l’immissione nei Piani di Offerta Formativa di corsi/lezioni di formazione-informazione-lezione.

 

Stile di vita: poco sopra ho accennato ad alcuni grandi temi/problemi planetari ad esempio la deforestazione. Forse non tutti sanno che gran parte della deforestazione è dovuta alla necessità di produrre foraggio e mangimi per alimentare le centinaia di milioni di animali adibiti alla produzione di carne, con inquinamenti e danni spaventosi, che l’essere umano consuma in enormi quantità (mediamente un cittadino degli stati Uniti 120 kg/anno; un cittadino dell’UE 80 kg/anno); se vogliamo continuare ad alimentarci con queste quantità di proteine animali soluzioni non ne esistono! La Terra è una sola e ha risorse limitate! È inevitabile un nostro cambiamento nel regime alimentare se vogliamo almeno frenare l’andamento. È anche necessario favorire il consumo di prodotti locali e il più possibile di stagione.

 

Agricoltura e allevamento: settori interconnessi e molto impattanti sulla qualità della biosfera e della salute umana. E’ necessario cambiare modello produttivo spostandosi gradualmente ma in modo non troppo lento su sistemi di produzione che vadano a favore della qualità del cibo, del benessere animale, della salvaguardia di aria, acqua e suolo, e favoriscano il commercio di prossimità allentando i legami che l’agricoltura industriale ha prodotto fra agricoltori e grandi gruppi industriali (uso di sementi, forte meccanizzazione, uso di concimi di sintesi…). Esistono sistemi di produzione ben testati, come la permacoltura, i quali prediligono e lavorano proprio a vantaggio della qualità, del benessere, dell’indipendenza.

 

Qualità dell’ambiente: il termine ambiente è qui inteso nell’accezione più ampia, cioè nella totalità della biosfera: aria, acqua, suolo. Facendo riferimento ai settori già presi in considerazione è facile capire come l’ambiente possa giovarne: minor inquinamento, minor estrazione di materiali, minori impatti sulla salute, luoghi qualitativamente più vivibili. Spingere le amministrazioni oltre che al consumo di suolo zero ad una riqualificazione “verde” di aree dismesse, marginali, abbandonate… . Adottare un piano di monitoraggio della qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua creando una rete mugellana “smart” a servizio di strategie di mitigazione ed adattamento.

 

Sulla base delle suddette considerazioni sarebbe auspicabile attivare una sinergia ed una collaborazione, in riferimento al Mugello ed alto Mugello, che non possono prescindere dall’Unione dei Comuni per una progettazione, partecipazione e condivisione “di area”. Ciò permetterebbe delle economie sicuramente vantaggiose per tutti con ricadute positive per tutta la cittadinanza ed il territorio. Permetterebbe anche la possibilità di partecipare a bandi per finanziare le iniziative. Come esempio inerente le tematiche sull’energia potrei suggerire l’adesione al Patto dei Sindaci, strumento voluto e sostenuto dall’Unione Europea; su altre tematiche la progettazione e gestione del verde urbano ed extra urbano, la riprogettazione dei trasporti, l’efficientamento, la creazione di centri di recupero materiali.

 

Termino con una domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi: cosa siamo disposti a fare e a cambiare delle nostre abitudini da oggi stesso?

 

 Giacomo Tagliaferri

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