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Opinioni a confronto – Sì alle energie rinnovabili. No alle torri sui nostri crinali

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Da Francesco Atria e Claudio Ticci, consiglieri della Lega a Borgo ci arriva questa riflessione sul progetto per l’installazione di alcune torri eoliche sul crinale dell’Appennino tra Villore e Corella.

 

«Il nostro territorio, i suoi paesaggi, il crinale, le faggete, i felciai, la flora la fauna, le sorgenti NON SONO RINNOVABILI.

Una volta distrutte non saranno più come prima.

Un assunto!

 

Se i mulini in Mugello sono stati sempre ad acqua e non a vento un motivo ci sarà, o no?

Dalla notte dei tempi fino all’antropocene è sempre stato così. Perché allora si cerca qualcosa che non c’è? 

Riflettiamo..

 

Ci hanno fatto vedere Rivoli (zona antropizzata tra 2 corsie autostradali dell’A22 Brennero), paragonandola al nostro vergine e fragile crinale. Ma se voi aveste 20 milioni di euro investireste quei soldi in costosi e complessi progetti di installazione pale eoliche che forse, e dico forse, renderebbero dopo 30 anni a malapena il capitale investito? 

E allora viene da chiedersi cosa sono tutti questi soldi, cosa sono questi investimenti? 

 

Dire NO al progetto non significa dire no alle energie rinnovabili ma fare piuttosto una scelta di buon senso.

Qui nessuno è contro l’eolico, nessuno. Qui siamo contro questo tipo di fare eolico, questo modo che non ha niente di sostenibile, di rinnovabile, di green… Bensì è grey come il cemento.

Le soluzioni sostenibili ci sono, basta cercare e soprattutto ascoltare.

 

A noi hanno sempre insegnato ad osservare, ascoltare, raccogliere i segnali e le evidenze dell’ambiente e del contesto prima di fare qualsiasi cosa intervenga sulla natura.

 

Lo dimostra la vegetazione di crinale, a matrice arborea e non erbacea, con fusti dritti, ben conformati, equilibrio tra chioma fusto e radici, chiome folte ed equibrate, mancanza di rotture alle branche e rami, alberi con accrescimento costante e con limitato legno di reazione.

 

Segnali chiari, inequivocabili. Tutti indicano l’assenza di un vento forte, costante e monodirezionale.

Vegetazione arborea che non presenta caratteri evidenti di stress da vento come in zone marittime o su crinali ventosi.

 

Questa è una battaglia che non ha colori e bandiere politiche ma buonsenso fatta contro chi fin da subito si è seduto al tavolo coi “potenti” invece che sulle panche delle “genti“. Contro chi si è sottratto al confronto e si è limitato ad etichettarci tutti rintanandosi in stanze dei bottoni.

 

Questi sono coloro che ormai da troppo tempo hanno messo in pratica con i cittadini il distanziamento fisico e  sociale anteponendo forse l’interesse personale rispetto a quello pubblico.

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Noi c’eravamo. Noi lo diciamo ad alta voce e diciamo NO.»

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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