Sindaci di Vicchio e di Borgo

Opinioni a confronto – Vicchio – Le riserve del Sindaco sulla multiutility proposta da Omoboni

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Perplessità del Sindaco di Vicchio, Carlà Campa sulla multiutility proposta dal Sindaco di Borgo San Lorenzo, Omoboni.

 

Il comune di Vicchio possiede quote azionarie in 4 società e cioè:
Publiservizi srl (0.02%); Publiacqua (0,36%); Casa S.p.A. (1%) e Toscana Energia S.p.A. (0,02%). Se sommiamo i dati degli altri comuni del Mugello – con esclusione di Marradi, Firenzuola e Palazzolo sul Senio che orbitano oramai da diversi anni nel polo delle multiutility emiliano-romagnolo – tutti assieme non arriviamo allo 0,12% in Publiservizi srl; 1% in Publiacqua S.p.A.; 0,08% in Toscana Energia S.p.A., mentre in Casa Spa totalizziamo un 7% complessivamente.

Questo è il quadro.

Non solo, per Vicchio, così per le altre realtà del Mugello, diventa difficilissimo partecipare ai bandi nazionali che, come tutti sanno, privilegiano i comuni sotto i 5.000 abitanti e quelli sopra i 50.000, ma ai tavoli dove si compiono le strategie future sui rifiuti, acqua, luce o gas,ecc. questa realtà importante della Città Metropolitana non ha forza: anzi, è marginale.

Alle assemblee dei soci il dibattito, certo, non ci priva di dire la nostra opinione, ma alla fine dei salmi, conti “zero virgola”. Punto.

Lo avverti sul campo quando ti vengono descritte le azioni e le finalità operative e strategiche che hanno preceduto l’Assemblea degli azionisti, e allora senti parlare di patto di sindacato o di comunanza di intenti fra i soci-comuni più grossi, e così a seguire. Molto spesso accade che in quella assemblea o nell’altra ratifichi scelte fatte da altri o comunque dove tu non hai mai avuto accesso a un minimo di discussione o di informazione preventiva. A questo punto una domanda nasce spontanea: come Amministrazioni del Mugello, ha senso andare ancora in ordine sparso, testimoniando una presenza così irrilevante sotto il profilo della patrimonializzazione e dell’azionariato societario di quelle realtà suindicate?”.

La domanda successiva, in chiave prospettica, è invece se in prossimità di una aggregazione dei servizi e della annunciata neo-multiutility operante nel campo dell’energia acqua, luce e gas e luce che assuma maggiore competitività sul mercato nazionale, abbia ancora un senso partecipare con quote così irrilevanti e per giunta presentarsi come Mugello come diceva De Filippo “vincoli e sparpagliati”?

Un inciso: abbiamo presente che il mercato delle utility è vastissimo e che nessuno ci obbliga a stare in questa posizione minoritaria a vita?

Nell’Unione dei Comuni del Mugello questa è una riflessione che, credo, andrà fatta, nel quadro di quello spirito unitario che deve caratterizzare sempre più le nostre scelte.

Pensiamo al dato del ns. comune (con 8050 abitanti): un conto è testimoniare ad una prossima assemblea di una delle quattro società di cui facciamo parte, una rappresentanza di poco più di 8 mila persone, altra è unire le forze con Borgo San Lorenzo (ab. 18.240, dati 2019), Scarperia San Piero (12.206), Barberino Mugello (11.003), Dicomano (5.522), e magari anche con Vaglia (5.231), e – in una sorta di patto di sindacato – con le altre realtà medio-piccole dell’area centrale regionale per far sentire una voce, di chi mette sul piatto l’esigenza dei “piccoli”.

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Una multiutility nata a freddo, seppur da partner affidabili e con le spalle robuste, non è mai il massimo, soprattutto non è detto sia l’unica scelta. Perché la calmierazione delle tariffe e un incremento nella qualità delle prestazioni delle infrastrutture, sono traguardi che vanno faticosamente conquistati e che nessuno in questo momento neppure tra i player pubblici o dei privati può assicurarci.

Agire locale, pensare Mugello”. Intanto partiamo da qui.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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