Opinioni a confronto – Crisi di governo: spettacolo indecente

Riportiamo il commento che Leonardo Borchi, Sindaco di Vaglia, ha postato ieri sui social a proposito della caduta del Governo Conte.

O forse indegno. Indegno nei riguardi dei cittadini, del  cui destino quasi nessuno si cura. Indegno per l’insincerità che trabocca dalle dichiarazioni degli attori in campo. Indegno per gli scopi personali spacciati per il bene della collettività.

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Su tutti giganteggia per egocentrismo, ambizione, falsità e spregiudicatezza Renzi. “Il senatore di Scandicci”, il comune il cui sindaco, stufo di vedere screditata la sua città con l’accoppiarne il nome con tale soggetto,  ha sostanzialmente detto ai giornalisti : “o che l’abbozzate!”.

E ne ha ragione. Un personaggio che dopo aver inutilmente cercato di diventare il cesare del PD,  di trasformarlo nel P di Renzi; dopo che, finito in coda alla popolarità, ha cercato di riprendersi la scena inventando un governo con i 5S, quando ne aveva detto di pelle e di becco; quindi subito dopo la sua formazione ha creato la scissione dal PD inventandosi il partito di Italia Viva. Poco viva visto il fallimento dell’esito: voleva disseccare il PD come aveva fatto Macron in Francia, che con il suo partito personale aveva prosciugato il partito socialista, ma non gli è riuscito. Ha sbagliato i tempi, si è sopravalutato, come tutti quelli che hanno un Io ipertrofico . Ma ancora non gli è bastato: siccome dentro questo governo il presidente Conte aveva acquisito troppa visibilità e, per sovra mercato, aveva anche intenzione di formare un suo partito, che avrebbe pescato nello suo stesso bacino elettorale, ha pensato bene di buttarlo giù, togliere lui dal palcoscenico, relegarlo in un angolo, e riprendersi i titoli dei giornali, occupare i talk show (ma perché non si torna a Tribuna Politica!?).

E non è un problema di poltrone? E’ vero è un problema di potere. Non ci sono veti da parte di nessuno? Bugie. Renzi non vuole Conte e, apprendo ora dalla dichiarazione che ha appena fatto il presidente Mattarella, che avrà soddisfazione, perché si andrà verso un “governo tecnico”. Ma per lui sarà una vittoria di Pirro, perché da oggi si è bruciato anche l’ultimo brandello di reputazione che aveva: perché, da persona inaffidabile che è, da oggi nessuno gli darà più credito.

Ma anche gli altri attori non scherzano. I 5S puntavano su Conte, perché è l’unico punto di equilibrio al loro interno. Stanno rimandando la presa d’atto della loro balcanizzazione e la decisione della scissione, non in due ma probabilmente in più compagini.

Il PD e LeU, senza anima né nerbo stanno cercando di esorcizzare lo scompaginamento dei 5S, perché ad oggi vedono il movimento come l’unico partner possibile per un’alleanza anti Salvini-Meloni. Ma contestualmente Zingaretti si vede stritolato nella necessità di sostenere Conte come primo ministro, in quanto unico punto di convergenza con i 5S ed allo stesso tempo è alleato con il nemico Renzi nel cercare di depotenziare lo stesso Conte, nel tentativo di scongiurare la nascita di un suo partito personale che toglierebbe voti del centro al PD.

Su una cosa sono tutti d’accordo, partiti di maggioranza e di opposizione, tranne la Meloni (che pensa di scavalcare il suo “camerata” Salvini): non andare alle elezioni. Perché tutti hanno qualcosa da perdere, come partiti e come posizioni personali all’interno del parlamento.

E questi signori hanno la sfrontatezza di dirsi al servizio dei cittadini, che hanno a cuore i loro interessi!? Se è vero che per poter orientare i destini di una nazione, per realizzare un progetto politico e sociale occorre avere le leve del potere in mano, non è altrettanto accettabile che il fine sia subordinato al mezzo. Cercare il potere per il potere stesso ed essere disposto a sposare ora una posizione o un’idea e, un attimo dopo, il batter di un ciglio, abbracciare la posizione opposta.

Tutti gli attori, da sempre, in continuazione, hanno dato una tale rappresentazione di se stessi. Movimento 5S e Renzi in testa.

Ma i valori come stella polare in capo ad un progetto politico esistono, sì o no!? La coerenza conta ancora qualcosa!?

Questa è la classe politica che abbiamo. Ma non diamo loro tutta la colpa, non solleviamoci dalla responsabilità. Questa è la classe politica che ci meritiamo: in una democrazia la classe politica è il prodotto della propria base. Siamo noi che li abbiamo scelti.

Guardiamoli bene in faccia e ci saremmo specchiati allo specchio!

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