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Osteria Del Galletto

Presentazione di primo acchito 

Il Galletto è un giornale, ma è anche un’osteria.  Li tengono insieme l’amore per il Mugello e la genuinità e la passione delle persone che ci lavorano.

Un Primo Sguardo Alto, Alto… 

Il giornale nasce nel 1983. La testata evoca la gallina mugellese, una razza piccola e dai colori sgargianti che è una icona del Mugello dove è ancora allevata, pur essendo a rischio d’estinzione. Da oltre trent’anni Il galletto testimonia la cultura e l’identità del Mugello. Ne ha accompagnato lo sviluppo, le vicende politiche, culturali, sportive.

Nel 2009 apre l’osteria nello stesso edificio che ospita la sede del giornale. Non può che chiamarsi Osteria del Galletto. Nasce una collaborazione per  far conoscere e condividere l’identità mugellana dove cultura e cibo si sposano da sempre.

La pizzeria è aperta solo a cena. Nei giorni festivi siamo sempre aperti, anche  a pranzo.

ORARI OSTERIA

TEL: 0558402262 

EMAIL: osteria.galletto@timenet.it

    LA RICETTE DI ALESSANDRO

    All’Osteria del Galletto si possono gustare decine di piatti diversi. Molti appartengono alla cucina toscana, molti a quella mugellana caratterizzata dagli influssi della vicina Romagna. Altri hanno origine in altre regioni, ma fanno ormai parte della nostra tradizione. Tutti hanno in comune di uscire dalle mani di Alessandro, lo chef dell’osteria, che li ha rivisitati con la propria creatività e il proprio gusto, pur rispettando i principi di una tradizione che ha nel sangue per storia familiare e dopo trent’anni di cucina tra Firenze, Fiesole e dintorni.  Alessandro  racconta i segreti di alcuni di questi piatti, ma anche particolari e curiosità.  Potete assaggiarli all’Osteria e lasciare qui commenti, sggerimenti, varianti o le ricette di altri piatti che vorreste far cucina al nostro chef.

    Tagliere del Galletto (affettati, pecorini, patè di fegatini, panzanella, miele)   euro 9,50

    Coccoli, prosciutto crudo e stracchino euro 7,50

    Antipasto di Re Galletto – consigliato per 2/4 persone – (affettati, pecorini, patè di fegatini, miele, coccoli, stracchino, sott’oli e assaggi sfiziosi) euro 20,00

    Selezione di formaggi locali con miele e frutta euro 8,0

    La nostra pasta fresca fatta a mano

      Tortelli mugellani euro 8,00

     Tagliatelle euro 7,50

     Le nostre salse

     Ragù della nonna 

    Funghi porcini (freschi se in stagione)

    Cinghiale in dolceforte

    Burro e salvia

    Dalla padella…

    Cinghiale in dolceforte e purea di sedano rapa  euro 13,50

    … Alla brace

    La fiorentina euro 4,00 all’etto

    Tagliata Rucola e Grana euro 16,50

    Filetto di manzo alla griglia euro 20,50

    Mezzo polletto alla griglia euro 9,50

    Contorni

    Patate arrosto  euro 3,50

    Spinaci saltati euro 3,50

    Insalata mista (foglie, pomodoro, carote) euro 3,50

    Patate fritte   euro 3,50

    fagioli  euro 3,50

    Insalatone

    Del Frutteto (foglie, pere, mele, pecorini, pomodoro e noci) euro 6,50

    Del Galletto (foglie, mozzarella, pomodoro, uovo, tonno, olive) euro 6,50

    Le nostre pizze sono tutte a base margherita (pomodoro e mozzarella)

    Chiedete al cameriere per una diversa base

    Pizze tradizionali 

    Marinara euro 5,50

    Margherita euro 6,00

    Napoli  euro 6,50

    Wurstel euro 7,00

    Americana (wurstel e patatine fritte) euro 7,00

    Tonno e cipolla euro 8,00

    4 stagioni (cotto, champignon, carciofi, olive) euro 8,00

    4 formaggi (mozzarella, gorgonzola, grana, pecorino) euro 8,00

    Capricciosa (cotto, champignon, carciofi, olive, capperi)euro 8,00

    Prosciutto e funghi euro 8,00

    Calzone euro 8.00

    Calzone farcito (mozzarella, prosciutto cotto, carciofi, salsiccia, funghi) euro 9,00

    Vegetariana (melanzane, zucchine, peperoni,champignon, pomodorini, olive) euro 8,00

    Maialona (cotto, salsiccia, wurstel, salamino piccante) euro 8,00

    Pachino e bufala euro 8,00

    Alla diavola (cotto, funghi, salamino piccante, cipolla) euro 8,00

    Bismark a modo mio (uovo su prosciutto cotto) euro 8,00

    Pizze  da provare

    Calabrese (Nduja, peperoni, cipolla) euro 9,00

    Valdiccioli (speck, porcini, rucola e grana) euro 9,00

    Delicata (stracciatella di burrata su crudo, pachino, basilico) euro 9,00

    Golosa (pomodoro, mozzarella, radicchio, salsiccia, gorgonzola e grana) euro 9,00

    Saporita (stracchino, salsiccia e pancetta) euro 9,00

    EXTRA: Bufala, burrata, crudo o porcini euro 1,50; altri 1,00

    GIOVEDI E VENERDI ANCHE IMPASTO INTEGRALE

    I dolci fatti in casa

    Tortino al cioccolato euro 4,00

    Cheese cake (con cioccolato o frutti di bosco) euro 4,00

    Panna cotta (con cioccolato o frutti di bosco) euro 4,00

    Tortino alle mele con gelato alla crema euro 4,00

    Tiramisù euro 4,00

     

    Dolci tradizioni mugellane

    Cantucci e vinsanto di Chianti Rufina euro 4,50

     Zuccherini di Firenzuola e moscato frizzante di Montecarlo euro 4,50

    Gelati

    Gelato alla crema o al cioccolato euro 3,50

    Tartufo bianco o nero euro 4,00

    Cioccolatini DAI DAI  euro 4,50

     Mattonella panna e pinoli  euro 4,50

    Frutta

    Ananas euro 4,00

    Macedonia (in stagione) euro 4,00

    Fragole (in stagione) euro 4,00

    Frutta fresca euro 3,50

    I formaggi

    Assaggi di formaggi con mieli e frutta euro 5,00

    Rosso di Toscana Poggio Galardi euro 9,00

    Rebo del Mugello Cosimo I La Matteraia 2018 euro 12,00

    Com’era colline fiesolane Poggio Piano IGT 2014 euro 12,00

    Chianti Rufina “Ruffino” DOCG 2017 euro 13,00

    Chianti classico Aziano Ruffino DOCG 2016 euro 16,00

    Chianti classico Nozzole DOCG 2016 euro 19,00

    Chianti Rufina Frascole DOCG 2015 euro 21,00

    Chianti Rufina Selvapiana DOCG 2016 euro 22,00

    Chianti Rufina Selvapiana Bucerchiale DOCG 2013 euro 34,00

    Morellino di Scansano Tenuta la Corsa DOCG 2018 euro 16,00

    Bolgheri Tenuta la Corsa DOC 2017 euro 21,00

    Bolgheri Poggio ai Ginepri DOC 2017 euro 22,00

    Bolgheri Michele Satta DOC 2017 euro 24,00

    Bolgheri Campo al Mare DOC 2016 euro 26,00

    Bolgheri Piastraia Michele Satta DOC 2016 euro 44,00

    Rosso di Montepulciano Podere Pancole DOC 2016 euro 20,00

    Nobile di Montepulciano Torcalvano DOCG 2015 euro 22,00

    Montecucco Vigne di Porrona DOCG 2014 euro 22,00

    Cabreo il Borgo Tenuta Folonari IGT 2015 euro 34,00

    Rosso di Toscana Girolamo Castello di Bossi 2004 euro 35,00

    Rosso di Montalcino Cantine Fuligni DOC 2007 euro 36,00

    Storia e cultura gastronomica del Mugello

    Gli agricoltori mugellani ed i piccoli possessori di un appezzamento di terreno che si dedicano alla coltivazione dell’orto, in questo periodo, provvedono all’acquisto delle patate da seme da piantare dopo aver lavorato o vangato il terreno. Oggi si possono trovare presso i negozi di rivenditori specializzati di prodotti per l’agricoltura, a San Piero a Sieve, a Borgo San Lorenzo, a Vicchio, a Dicomano e Contea, diverse varietà di patate, bianche, gialle e rosse adatte ai vari usi di cucina, per fare i tortelli mugellani, per la purea, per friggere, per fare le polpette con aglio e prezzemolo. La patata fu introdotta dal Nuovo Mondo, in Spagna, a Siviglia intorno al 1560 e da qui in Portogallo. Questa venne inviata in dono da Filippo II di Spagna al papa, ma mangiata cruda, fu ritenuta non commestibile. La patata fu portata in Irlanda da sir Walter Releigh nel 1586 dalla colonia americana della Virginia, chiamata così in onore della regina Elisabetta I, che come è noto non si sposò mai, e fu coltivata nel 1588. La patata venne coltivata poi come pianta ornamentale negli orti botanici di Londra, nel 1596, di Parigi nel 1601, in Belgio nel 1601, in Svizzera nel 1590 dove fu coltivata da Caspar Bahuin. Nel 1587 si diffuse in Germania ed in Polonia, Vienna e Francoforte nel 1588. In Svezia i tuberi erano presenti a Upsala, nell’orto botanico del celebre Linneo. A Firenze, arrivarono in dono al Granduca Ferdinando II di Spagna e furono coltivati nel 1667 nel Giardino di Boboli e nel Giardino dei Semplici. In Mugello fu sperimentata la coltivazione dopo la carestia del 1767, dovuta al clima siccitoso e alla scarsità dei cereali di cui scrive Ottaviano Targioni Tozzetti nell’opera Alimurgia (De alimentis urgentia, Mancanza di alimenti), nella quale si apprende che in altri paesi d’Europa già si coltivavano le patate. L’Accademia dei Georgofili, fondata nel 1753, promosse degli studi in merito ed invitò i soci a produrre delle memorie sulla coltivazione dei tuberi. Nel 1817 fu presentata all’Accademia la “Relazione sulla coltivazione delle patate di varie specie raccolte nel Mugello l’anno 1817 dal Cav. Verdiano Rimbotti.” Si riporta qui di seguito il testo integrale della relazione con opportune spiegazioni:

    “Io promisi nell’adunanza del marzo dello scorso anno di dare il Ragguaglio delle varie specie di patate fatte vedere a questa rispettabile Accademia per coltivarsi, e da me coltivate; ed ora vengo ad eseguire la mia promessa. Le Patate Primaticce Reali, dei dintorni di Parigi, che sono bislunghe e da me piantate a buche e coltivate col solito metodo ed a pezzi di un occhio per pezzo, in terra grossa e molto argillosa, governate a colombina, ad un’esposizione di mezzogiorno, con due libbre =679 gr. (1 libbra toscana del 1782 corrisponde a 339,5 gr., secondo le “Tavole di riduzione delle misure e pesi toscani alle misure e pesi analoghi del nuovo sistema metrico dell’Impero francese” pubblicate a Firenze nel 1809), ne raccolsi libbre 20 = 6790 gr., onde che hanno reso il 2 x stajo (1 staJo di terreno corrisponde a 1700,10 mq), quantunque fossero in luogo caldo, e che soffrissero un grand’alido, che sono d’un eccellente sapore e molto delicate. Le patate gialle di Vusburgo (l’odierna Wurzburg in Germania), rotonde che sono di una grossezza mediocre, messe ad un’esposizione di mezzogiorno in terra argillosa e governate con colombina, piantate a buche con libbre 6= 2,037 kg., ne raccolsi libbre 66 = Kg. 23,30, onde resero l’undici per uno, e sono di buon sapore e delicate e molto farinacee. Le patate gialle d’Olanda che erano piccole, e che avevano già messo quando le piantai, e messe in terra grassa e ad un’esposizione di mezzogiorno, e piantate a buche con libbre 26 = Kg. 8,8 ne raccolsi libbre 114 = Kg. 38,703, onde hanno reso il quattro e mezzo per stajo, ma siccome soffersero l’alido, erano molto piccole ma in gran numero essendosene trovate 50 e 60 per pianta. Esse hanno il fiore celeste e la foglia molto intagliata e si distinguono assai bene dalle altre specie che hanno il fiore bianco, e le foglie più larghe, vennero piccole perché soffersero molto l’alido, mediante la stagione estiva in cui  mai non piovve, e perciò le più grosse sono quelle  ch’io presento all’Accademia, e dovetti levarle dal terreno nell’Agosto per esser del tutto secchi gli steli onde non erano nella loro perfetta maturità, che sono di un sapore molto delicato, e migliore delle nostrali e sono molto glutinose e nel medesimo tempo farinacee. Le patate d’Irlanda, dette Inglesi, piantate in luogo Alpestre ed in terra argillosa esposte a mezzogiorno, e governate con del terriccio e col metodo descritto nella mia operetta, con libbre cinquanta= 17 Kg., ne ho raccolte libbre 660 = 224,070 Kg, onde resero il 13 e ½ per stajo e furono piantate a pezzi di due occhi per pezzo, e la più gran parte delle piante si seccarono nel mese di Agosto, motivo per cui dovetti levarle nel Settembre perché più non vegetavano. Ma avendone piantate altre cento libbre = 34 Kg. Della medesima qualità in poggio ed in terra molto galestrina esposte alla levata del sole, le governai con concio spento piantandole col solito metodo e a pezzi di due occhi e uno, con libbre 100=34 Kg. ne raccolsi libbre 2500 = Kg 848,750 (8 q.li). onde hanno reso il 25 per stajo, e le levai ai primi di dicembre (202 anni fa) essendosi mantenuto lo strame fresco e vegeto fino al detto tempo., e ne ho avute delle molto grosse e perfino di una libbra = 339,5 gr. l’una, come si vede, esse sono farinacee, e di miglior sapore delle nostre, e d’un color di rosa pallido. Le patate nostrali coltivate col solito metodo, nelle pianure, e nei luoghi di terra Panconacea, o Argillosa, hanno reso poco più della metà del seme mediante il grand’alido e la gran siccità che è stata nella scorsa estate, e si sono trovate le radiche senza i tuberi, o bulbi attaccati, quantunque i loro fusti fossero vegeti e vigorosi e ciò per non aver potuto cominciare a formarli, giacchè la terra che avevano intorno, era così serrata dall’alido che non permetteva loro di formarli né d’ingrossare. Ma nelle terre di poggio, ove non son soggette tanto all’alido, e che il sole ha meno forza, hanno reso assai bene, avendone io fatta la prova nelle montagne del Mugello ove mi hanno reso il  venticinque e il trenta per stajo, ed in terre galestrine, e infine fino al quarantacinque , e molto grosse come possono vedere dalle patate  che ho presentate all’Accademia quest’oggi. Da ciò si puole dedurre che la coltivazione delle patate è più adattata nei poggi che alle pianure, giacchè anco nelle montagne della Romagna, e negli Appennini ad onta dell’alido e della siccità hanno reso assai bene anco in quell’anno quando sono state ben coltivate”. Tratto dall’Archivio dell’Accademia dei Georgofili. Luciano Cavasicci. Caratteristiche delle patate da seme odierne: Kennebec, a pasta bianca

    Relazione sulla coltivazione delle patate di varie specie raccolte nel Mugello dell’anno 1817 dal Cav. Verdiano Rimbotti

    A cura di Luciano Cavasicci

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