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Riflessione sugli spettacoli rappresentati in Mugello negli ultimi anni. Tra capolavori e qualcosa di brutto, Teatro, quanto ci manchi!

Riflessione di Massimiliano Miniati sugli spettacoli rappresentati in Mugello negli ultimi anni.

Ormai siamo in crisi d’astinenza, quelli che come me sono abituati a tre spettacoli alla settimana cominciano a vedere “Teatro” ovunque.

Ne parlavamo con la direttrice di Catalyst durante le riprese di TraG.com e non volendo ci siamo messi a ripercorrere una decina d’anni di teatro in  Mugello  tra spettacoli meravigliosi, altri belli ed anche qualcosa che sinceramente avremmo anche potuto risparmiarci.

I nostri teatri hanno ospitato negli anni cose eccezionali come Ottavia Piccolo in “Buenos Aires non finisce mai”

O Filippo Timi  in “Favola” (tra l’altro in esclusiva per La toscana).

Ed ancora Monica Guerritore  con i suoi “Giovanna D’Arco”, “Dall’inferno all’infinito” , “End of the rainbow” e “Qualcosa rimane”, Lucia Poli  in “Pazze” “Il diario di Eva” “Il libro cuore” “L’importanza di chiamarsi Ernesto” “Bestiacce” e “Le sorelle materassi”.

Grandi attori, volti conosciuti in tv come  Ambra Angiolini in “La guerra dei roses” o Lunetta Savino e Carlina Torta  “L’altra Nora” Edy Angelillo e Gennaro Cannavacciuolo in “Carmela e Paolino, varietà sopraffino” Stefano Accorsi nel bellissimo “Decamerone: vizi, virtù, passioni”.

Abbiamo avuto anche qualche evento eccezionale, come Alessandro Preziosi che per una settimana ha provato o poi rappresentato due volte il suo “Cyrano” oppure la messa in scena e le due repliche di quel “Ferite a morte” di Serena Dandini che riuscì ad emozionare tutti.

Sui palchi mugellani sono passati  tra gli altri: Franca Valeri, Maria Cassi, Gianrico Tedeschi, Alessandro Benvenuti, Sebastiano lo Monaco, Vanessa Gravina, Valentina Lodovini, Filippo Nigro, Claudio Santamaria, Michele Placido, Anna Bonaiuto, Silvio Orlando, Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere, Barbara de Rossi, Unberto Orsini, Paolo Rossi,  Chiara Francini, Lello Arena, Tullio Solenghi, Veronica Pivetti, Gioele Dix, Paolo Poli, Daniela Morozzi, Anna Meacci, Katia Beni, Luca Zingaretti, Lucia Vasini, Lorenzo Baglioni, Maddalena Crippa, Rita Pelusio, Iaia Forte, Milena Vukoic, Giuliana de Sio, Isa Danieli, Isabella Ferrari ed ancora Anna Mazzamauro in “Nuda e cruda” Angela Finocchiaro in “Open Day”, Arnoldo Foà e Erica Blanc “Sul lago dorato” e tutti hanno regalato al pubblico serate veramente speciali.

Certo non tutto il teatro, in quanto teatro è meritevole di grandissimi applausi, anche in Mugello, così come in molte altre realtà di provincia, abbiamo fatto le spese di “Prove” vendute come spettacoli, primo su tutti quel “Cena a sorpresa” con Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi, Giancarlo Zanetti che avevano imparato giusto la metà delle battute, o lo spettacolo di Andrea Giordana per il quale vollero montare l’intera scenografia nonostante lo spazio fosse più piccolo con il risultato che la tenda che girava sul palco ogni volta distruggeva il resto della scenografia.

Pacchi clamorosi anche gli spettacoli di Marina Suma, e quel soporifero –Moz.Art con Mariano Rigillo  nel quale l’attore leggeva perdendo continuamente il segno di un testo talmente noioso che pure sua moglie dormiva rumorosamente in platea.

 Certo ci sarebbe da parlare anche de “Le cinque rose di Jennifer” di “Basato sul niente” o di quel “Duo”

con Carlo Cecchi e Nicola Piovani, (con Cecchi che guardò l’orologio per tutta la durata dello show nel quale si definì il più grande interprete del monologo di Amleto e poi sconcertando tutti: lo lesse).

Ma il top del brutto è detenuto da Carlo delle Piane che  dopo soli 10 minuti di spettacolo aggredì Erica Blanc che cercava inutilmente di suggerirgli la battuta che si era dimenticato “Zitta te” poi rivolgendosi al pubblico stupito “Se questa continua a starnazzare io non riesco a sentire il suggeritore nell’auricolare” .

Stava facendo uno spettacolo che si intitolava “Ho perso la faccia” (un schifezza totale) mica stava recitando il monologo de “Il diavolo e il buon dio” di Sartre, oltretutto avrebbe potuto dire qualsiasi cosa gli fosse passato in testa, tanto non avrebbe potuto peggiorare ulteriormente quella commedia.

In una cosa però almeno fu in linea, col titolo della commedia “Ho perso la faccia” e delle Piane in Mugello la faccia la perse veramente.

Per fortuna invece in questi anni il pubblico del Mugello ha scoperto anche straordinarie compagnie, con nomi forse meno noti ma che hanno riscosso successi eccezionali, su tutti gli strepitosi “Trio Trioche”, oppure il “Teatro sotterraneo” o “I teatri possibili” ed anche la Clown Gardi Hutter, i “Familie Flotz” e la “nostrana” Compagnia delle formiche.

Certo è che, buono o un po’ meno buono, il teatro manca a tutti quelli che in questi anni hanno trasformato le stagioni dei teatri Mugellani i veri eventi, dai gestori, agli assessorati alla cultura ad un pubblico affezionato che non attende altro che questo momento cosi strano finisca e ci permetta di tornare a sognare nelle platee delle nostre bellissime sale.

 

 

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