Riflessioni di Omoboni su Faentina

Riflessioni sul futuro della Faentina

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Paolo Omoboni Sindaco di Borgo e assessore ai trasporti dell’Unione dei Comuni del Mugello ha diffuso questa nota sul futuro della linea Faentina che volentieri riportiamo.

 

Quando la Faentina è stata riaperta nel 1999, eravamo forse dieci utenti per ogni corsa, con parecchie fermate lungo il viaggio e l’arrivo solo alla stazione di Campo Marte.

 

Il memorario del 2007 ha cambiato le cose, insieme all’attestazione a Santa Maria Novella, seppur al binario 18.

 

Nel 2021 non si parla più di ramo secco, ma di progetti di prospettiva, che la politica ha il compito di proporre, non perché l’idrogeno o il sistema di alimentazione trimodale siano una moda, ma perchè è la strategia europea della transizione ecologica.

 

E proprio per questo l’Unione dei Comuni presenterà a breve lo studio di fattibilità che abbiamo commissionato, una volta concluso, per dare risposte ad un sistema ferroviario che concretamente prova a cogliere le opportunità dei prossimi anni, affrontando anche il tema del numero di corse e del materiale nel breve periodo (con certezze sui numeri e tempi dei nuovi treni).

 

Rfi sta facendo investimenti di manutenzione della linea di svariati milioni di euro, per la messa in sicurezza e non solo.

 

I problemi non sono mancati e non mancano, soprattutto in alcuni momenti dell’anno.

Il Comitato Pendolari ha svolto un ruolo importante di critica, di confronto e segnalazione dei disservizi, sempre con competenza e rispetto.

 

In questi giorni la situazione è oltre il limite: ritardi, cancellazioni, convogli composti dagli storici ALN, aria condizionata che non funziona, spostamento improvviso dei binari di partenza.

Abbiamo segnalato a Trenitalia e alla Regione questa situazione e a breve incontreremo il nuovo direttore regionale di Trenitalia. (https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/linea-faentina-disagi-e-ritardi-ora-basta-1.6576806)

 

Perché dobbiamo pretendere un servizio degno di questo nome ogni giorno, ma allo stesso tempo progettare la Faentina del futuro, perché senza un futuro diventa difficile anche tutelare il presente quotidiano.

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