Scarperia e San Piero – il centenario della morte di Giovanni Sitrialli

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Il primo contadino del Mugello ucciso dai fascisti 

Era il 10 dicembre 1920 quando a Pianvallico nella zona rurale tra l’ex Comune di Scarperia e quello di  San Piero a Sieve fu ucciso senza pietà, con un colpo di pistola in fronte e davanti alla porta di casa Giovanni Sitrialli detto Giannara. Era un contadino del Mugello di 72 anni, iscritto alle Leghe Bianche, associazioni sindacali di orientamento cattolico nate da pochi anni per difendere  i contadini dai soprusi dei proprietari terrieri. Chi vi aderiva issava una bandiera bianca sopra alla propria casa e così fece anche Giovanni Sitrialli per chiedere alla marchesa Cambray Digny, insieme a tanti altri contadini, l’applicazione e il rispetto dei patti agrari. Ma la marchesa si sentì offesa da tale richiesta, chiese aiuto per sedare gli animi dei rivoltosi e porre fine a quella che lei definì una “vera aggressione politica”. Arrivò da Firenze, in soccorso della marchesa, un manipolo di camice nere  per una spedizione punitiva contro coloro che rivendicavano diritti e che si rifiutavano di sottomettersi alla nuova volontà fascista. Una dimostrazione di forza per incutere terrore e per dissuadere i contadini da nuove rivolte. Fu così che fu ucciso Giovanni Sitrialli. Si tratta di uno dei primi atti sanguinari del fascismo in Mugello che segnerà l’inizio di un’epoca di violenze contro le organizzazioni dei contadini e degli operai in tutta Italia,  fino all’instaurazione della dittatura di Mussolini.

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Il Comune di Scarperia e San Piero ha acquistato l’immobile ex casa del Fascio di Piazza della Torricella a Scarperia per farci la nuova Biblioteca Comunale che l’Amministrazione intitolerà a Giovanni Sitrialli detto Giannara per non dimenticare la sua efferata uccisione per mano fascista. “Abbiamo il dovere di ricordare – ha commentato il vicesindaco di Scarperia e SanPiero Loretta Ciani –  di far conoscere alle generazioni future  le storie degli uomini che sono morti per difendere i loro diritti e per lasciare a noi la libertà di cui oggi possiamo godere, per difendere ogni giorno la democrazia e il diritto irrinunciabile alla libertà”.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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