Palazzo dei Vicari Scarperia - 2

Scarperia e San Piero – La consigliera Alati critica la Multiutility e la gestione mense privato/pubblico

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Alle forti perplessità espresse da molte forze politiche – in particolare della sinistra toscana – sulla proposta di una sola società pubblico/privato per la gestione di acqua, luce, gas e rifiuti, si aggiungono le critiche di Francesca Alati consigliera indipendente a Scarperia e San Piero, condivise dai 5 Stelle Viviana Rossi e Andrea Bini.

 

«Nell’ultimo Consiglio Comunale di Scarperia e San Piero sono state affrontate due questioni di fondamentale importanza. – scrive la Alati – La prima  riguardava l’ Operazione di aggregazione dei soci pubblici di Publiacqua spa, da effettuare mediante la costituzione di una nuova società a totale controllo e partecipazione pubblica, “spacciandola per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

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I motivi del mio voto contrario sono quelli espressi in maniera chiarissima dal Forum Toscano dei Movimenti per l’acqua, che riporto integralmente di seguito:

 

“Se si leggono attentamente gli atti proposti, vediamo che questa operazione non ha niente a che fare con quanto espresso dai cittadini toscani con il referendum del 2011, che chiedeva una vera gestione pubblica del servizio, senza che nessuno potesse fare profitti su questo bene comune.

 

In questo caso si tratta di un’operazione puramente economico-finanziaria, rivestita solo apparentemente di principi e valori, mentre l’approccio culturale e politico nella gestione dei servizi pubblici locali è decisamente di stampo privatistico. Infatti la Newco sarà una società di diritto privato, e come tutte le Spa avrà come fine principale il profitto.

 

Addirittura si parla espressamente di dividendi futuri, e l’art 24 “Bilancio” specifica persino la modalità di ripartizione degli utili.

 

La delibera richiama in modo chiaro la Multiutility toscana che dovrebbe aggregare le partecipazioni azionarie dei Comuni nelle aziende che gestiscono servizi pubblici locali; quindi una Holding che si occuperà, come più volte affermato pubblicamente dal presidente Giani, dall’assessore Monni e dai sindaci di Firenze e Prato, di acqua, rifiuti, luce e gas. Una Holding da quotare poi in borsa, come se questi servizi fossero un bene di consumo qualsiasi, e non beni e servizi essenziali per la vita dei cittadini.

 

In altri termini, un enorme carrozzone sulle spalle dei cittadini toscani che sarebbero chiamati a dover pagare bollette non per quanto sarebbe giusto pagare per l’acqua consumata o lo smaltimento dei rifiuti prodotti ma un consistente sovrappiù che servirà a remunerare lautamente gli azionisti privati e pubblici della Holding.

 

Con l’operazione prospettata i piccoli comuni non avranno alcuna possibilità di programmazione e di controllo e, come allo stato attuale, potranno solo partecipare all’approvazione del bilancio. I comuni che detengono le maggiori quote (chiaramente Firenze e Prato) invece nomineranno l’Amministratore e il Consiglio di Amministrazione, perfino tra i non soci, e saranno proprio questi ultimi a prendere tutte le decisioni. Il sistema di gestione dei servizi pubblici ha già mostrato in questi anni tutte le debolezze che si generano, allontanando le decisioni dai territori e espropriando Sindaci e Consigli Comunali di qualsiasi potere di intervento.

 

Non solo, i piccoli centri aderendo alla proposta di Firenze e Prato si tireranno la zappa sui piedi poiché se oggi, in quanto soci, possono contare sui proventi distribuiti da Publiacqua a titolo di dividendi, in seguito perderanno il diritto alla percezione degli stessi, perché sarà la Newco ad usufruirne.

Ripubblicizzare veramente il servizio sarebbe possibile tramite un’azienda speciale consortile […]”.

 

Nel nostro Comune purtroppo, la maggioranza ha aderito a questa proposta scellerata, che sarà  giocata su un campo sbagliato (quello del mercato e non della politica), ad armi impari ( tra i privati interessati a questo partita c’è RDF Suez ora ENGIE società francese con un fatturato di 60 miliardi di euro)  in un gioco sbagliato (quello del profitto e non dei beni comuni fondamentali).

 

La seconda questione importante riguardava la mensa della scuola e nostro malgrado anche in questo caso la Maggioranza si è assunta la responsabilità di affidare la gestione della stessa ad una società pubblico privata (SIAF).

Non è stato scelto di tenere l’attuale organizzazione del servizio con personale assunto dal Comune e gare d’appalto per le forniture, che assicuravano un maggiore controllo su un servizio fondamentale per i cittadini.

 

Questa scelta, come ha sottolineato l’Assessore Ciani porterà ad un aumento dei costi per il Comune (ci auguriamo non per i cittadini) ma ad un miglioramento della qualità (strategia che serve alle aziende per accaparrarsi fette di mercato) ma la cui evoluzione può essere tutt’altro che positiva se la società acquisisce un monopolio del servizio in un dato territorio, (questa amministrazione ha scelto di partecipare con lo 0,1 alla società SIAF legandosi di fatto alla stessa a doppio filo).

 

In nome del valore che in Toscana e in Italia si da ai beni comuni e a ciò di cui si nutrono i nostri figli, – conclude la Alati – chiedo ai cittadini di Scarperia e San Piero di tenere molto alta l’attenzione su entrambe queste questioni di fondamentale importanza perché parte dei diritti fondamentali di tutti noi».

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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