Pittrice ilaria moscardi

Una giovane pittrice mugellana: Ilaria Moscardi

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Ilaria Moscardi, a 22 anni, continua a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ma ha già una sua originale attività artistica. Durante le festa natalizie ha esposto le sue opera nel Municipio di Borgo.

 

Ilaria come è nata la tua passione?

Non so se la passione sia mai nata davvero. Forse semplicemente è nata con me, manifestandosi durante l’Adolescenza come una sorta di rivelazione. Quando ero piccola era un valido espediente per passare del tempo in solitudine poi, successivamente, ho capito che altro non era che una modalità di approcciarsi al mondo, di analizzare, pensare e concepire le cose. Adesso quasi nessuna delle mie attività quotidiane riesco a vederla come slegata dall’ambito artistico. Questo avviene quando capisci che l’arte non nasce necessariamente dal mito romantico del genio, dall’impeto creativo che sgorga solo dal momento di ispirazione, ma piuttosto da una forma mentis che viene alimentata dallo studio, dall’osservazione e dal confronto con l’altro, soprattutto da questo. Sono cresciuta artisticamente in un contesto come quello di Porta Coeli Foundation che mi ha insegnato che l’arte non è altro che un dispositivo per incontrare le persone. A meno di questo non c’è cultura e tanto meno arte.

 

Racconta il tuo percorso di studio

Ho frequentato il Liceo Scientifico durante il primo anno di superiori, esperienza che mi ha permesso di acquisire un ottimo metodo di studio, poi al secondo anno mi sono trasferita al Liceo Artistico Leon Battista Alberti a Firenze. Lì, al terzo anno sotto la docenza del professor Raimondo Vacca, ho capito che avrei impostato tutta la mia carriera in questo ambito: poco importava se avrei operato come artista o come manager culturale. Dopo la maturità mi sono trasferita a Venosa (provincia di Potenza) dove ho intrapreso un percorso di studio e di collaborazione con Porta Coeli Foundation. Concluso il master in Economia e management della cultura e dell’arte sono tornata a Firenze per intraprendere Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Attualmente opero all’interno della Consulta degli Studenti con altri cinque ragazzi fantastici: fra i tanti progetti promossi, insieme anche al corpo docenti, abbiamo dato vita a Le Vie della Forma, un progetto espositivo nato in collaborazione con il Comune di Vicchio. Il format prevede un programma ricco di iniziative in cui i protagonisti, nella progettazione e nell’esposizione, sono i giovani artisti accademici. La sfida è portare il contemporaneo nel Mugello, terra natia del Giotto e dell’Angelico, oltre che terra storicamente di passaggio per artisti come Benvenuto Cellini, e luogo che potrebbe candidarsi a divenire centro di ricerca artistica all’interno della cintura metropolitana fiorentina.

 

Per quanto tempo hai lavorato al progetto installato al comune di Borgo San Lorenzo?

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Le tre opere sono approdate al municipio di Borgo San Lorenzo dopo la recente esposizione alla Casa di Giotto (Vicchio) in occasione della collettiva internazionale “The way through Lucania”. In effetti, così disposte sembrano nate per essere fruite in quello spazio. Le opere hanno visto un paio di mesi di lavoro fra studio, bozze e realizzazione: la genesi, oltre che nell’esperienza, si riscontra nello studio sia della storia dell’arte che in altre discipline trasversali come la filosofia e la psicologia, mondi che mi piacerebbe nel tempo approfondire ulteriormente.

 

Qual è l’intenzione o il messaggio che volevi trasmettere attraverso la tua installazione?

I messaggi impliciti sono molteplici. Tuttavia non sarebbe corretto né parlare solo di contenuto né parlare solo di emozione.

Perciò, ribalto la domanda, qual è il messaggio che ci vedi tu?

 

Per quanto tempo sarà possibile visitare le tue opere al comune?

L’opera sarà visibile fino a fine del mese di Aprile.

 

Quali sono i progetti futuri?

Sicuramente continuare la mia ricerca artistica, che resterà comunque ‘immatura’ per il resto della mia vita. Sicuramente nel tempo mi piacerebbe ampliare i medium e le modalità di lavoro e non focalizzarmi solo sulla pittura, anche se rientro in quella categoria di neo addetti ai lavori che ancora crede della bidimensionalità della tela e nella creazione di opere pittoriche a partire da pochissimi elementi: nel mio caso un pennello, un tubetto di colore bianco e uno avorio.

Per prendere visione dei miei lavori consultare > https://ilariamoscardi.it/work

Inoltre mi sono recentemente imbattuta in percorsi afferenti al management artistico-culturale e sto costruendo i miei progetti futuri principalmente in questo ambito. Per me, oggi più che mai, la produzione artistica non può disgiungersi da tematiche quali l’organizzazione, la valorizzazione e la promozione della stessa: questi aspetti che passano dalla materia prima all’analisi del sistema di mercato in cui si inserisce il manufatto finito devono essere un tutt’uno, due facce della stessa medaglia.

 

Per ulteriori approfondi consultare >

https://ilariamoscardi.it/progetti-culturali

 

Intervista a cura di Elena Giovannetti

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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