Vaccini non pervenuti; a rischio i volontari delle Misericordie mugellane

Condividi:

Ritardi nelle vaccinazioni: Incommentabile la situazione delle vaccinazioni per i volontari delle Misericordie toscane: ben 10000, come denuncia un comunicato stampa del 27 marzo scorso, sono i volontari delle Misericordie che ancora attendono il vaccino per il Coronavirus, pur facendo parte a tutti gli effetti, secondo la legge, del sistema sanitario regionale.

PUBBLICITÀ

Il problema, nelle Misericordie del Mugello, riguarda soprattutto il personale impegnato nel sociale: mentre i volontari e dipendenti di servizio nelle emergenze e sulle ambulanze che fanno servizio per il 118 sono stati del tutto o quasi vaccinati (ma ne mancano ancora diversi, come segnala la Misericordia di Borgo San Lorenzo), lo stesso non si può dire per il personale che si occupa dell’accompagnamento sul territorio: volontari di tutte le età, ragazzi ma anche pensionati, che entrano in contatto quotidianamente con i pazienti e che rischiano dunque di contrarre e trasmettere il virus, con conseguente rischio per se stessi e per i loro familiari. Volontari, dunque, che svolgono un servizio essenziale per la comunità e che spesso operano proprio là dove il sistema sanitario non arriva. La Misericordia si occupa, oltretutto, anche di consegnare la spesa a domicilio e di vari ausili nella vita quotidiana alle persone in difficoltà e anche, ovviamente, ai soggetti affetti da Covid che si trovano in quarantena presso la loro abitazione: una funzione essenziale nella comunità, che però rischia di venir meno, perché molti volontari cominciano ad avere sempre più paura di dover prestare servizio senza ricevere la minima tutela.

Le cifre sono alte: si parla, per esempio, di più di una ventina di volontari per la Misericordia di Vicchio, circa 36 per Barberino, una cinquantina per Borgo San Lorenzo (che ha provveduto in parte a proprie spese a vaccinare il proprio personale), tra dipendenti e volontari: un gran numero di persone che si sentono, giustamente, abbandonate e dimenticate dalla Regione Toscana, lasciate prive di ogni tutela malgrado il loro impegno continuato e anzi amplificatosi nel periodo di pandemia. Le richieste di aiuto sono infatti aumentate, mentre le risorse, in termini economici e di personale, di certo non sono cresciute di conseguenza. (MDP)

PUBBLICITÀ
© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
Condividi:
PUBBLICITÀ

Scrivi un commento:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cookie Policy
You don't have permission to register