Leonardo Borchi Sindaco di Vaglia_b

Vaglia farà parte della Grande Firenze?

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Abbiamo dato notizia della riunione (leggi qui) nella quale il Sindaco di Firenze Nardella ha proposto agli 11 sindaci dei comuni vicini di associarsi per svolgere in comune alcuni dei servizi. Il Sindaco di Vaglia, Borchi, è tra quelli chiamati a condividere la proposta. Ecco il suo punto di vista.

 

«Stamani (ieri 18 giugno, ndr) il sindaco Nardella, penso nelle vesti di primo cittadino di Firenze, mi ha convocato nella sede della Città Metropolitana insieme ad altri 10 sindaci dei comuni della cintura cittadina: Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto, Signa.

 

All’ordine del giorno: “La Grande Firenze”.

 

L’incontro era stato preceduto, oltre che da anticipazioni sulla stampa da parte dello stesso Nardella, dai contatti che l’assessore Martini, che ha una specifica delega, aveva avuto con ciascuno di noi convenuti.

 

La proposta del sindaco Nardella: operare in sinergia su

Urbanistica-Piano strutturale

Sicurezza Urbana-Polizia Municipale

Turismo-Promozione del Territorio

Mobilità

Ambiente

Servizi scolastici: post scuola, centri estivi

 

Come? Attraverso delle associazioni di servizio.

Le modalità? Concretezza, reciprocità, gradualità.

 

Tutti i presenti si sono dichiarati disponibili ed aperti al progetto, ampliando gli ambiti di intervento: Fiesole, Impruneta ed io abbiamo chiesto di condividere i servizi degli uffici amministrativi del personale, gare, avvocatura, progetti per finanziamenti, Suap (attività produttive).

 

Personalmente ho chiesto di mettere a base del progetto anche la condivisione: partecipazione di tutti e condivisione delle scelte. Una testa un voto.

Intanto si comincia con questo, che non è poco, poi nel progetto alla fine ci potrebbe stare anche la fusione in unico comune.

 

Devo dire che il tema non si sarebbe posto, se all’epoca, il nostro Renzi, ex presidente del consiglio, con il suo ministro Delrio, non avessero partorito quella riforma istituzionale che passa appunto sotto il suo nome: la creazione delle città metropolitane con la soppressione  o lo svuotamento dei poteri delle provincie.

 

Sia le città metropolitane che le provincie rimaste hanno visto ridurre le loro funzioni all’edilizia scolastica delle superiori, alla viabilità ed alle infrastrutture. Hanno perso l’ambiente, il turismo, la formazione professionale. Ma soprattutto sono diventate enti di secondo livello: non hanno amministratori propri eletti direttamente dai cittadini, ma amministratori di altri comuni eletti in seno agli stessi. Senza ulteriore indennità.

 

Per capirci: il sindaco della Città Metropolitana di Firenze è il sindaco del capoluogo, per legge. Gli assessori, che non si chiamano così, ma consiglieri delegati, sono gli amministratori eletti nel consiglio.

 

Per esempio, nella scorsa consiliatura, il sindaco di San Godenzo era consigliere delegato al patrimonio. Non aveva nemmeno un rimborso spese di viaggio, quando si doveva trasferire, più volte alla settimana, dal comune di origine a Firenze. Salvo i gettoni di presenza per le riunioni formali.

 

Ma c’è di più, a proposito della Città Metropolitana di Firenze.

 

La dizione è un inganno. Fa supporre che sia un ente veramente di area vasta, invece i suoi confini sono quelli della vecchia provincia. Si doveva invece pensare in grande e prendendo esempio dalle metropoli europee aggregare un territorio omogeneo per economia, storia, caratteristiche sociali, per poterlo dotare di un progetto di sviluppo omogeneo e coordinato: si doveva aggregare le provincie di Firenze, Prato e Pistoia. Allora sì si avrebbe avuto una dimensione ottimale. Naturalmente con organi eletti dalla base.

 

La legge Delrio: una sciagura. Populista, con l’obiettivo di rincorrere il consenso del vento  dell’”anticasta”, quando invece se vogliamo amministratori capaci e competenti, dobbiamo riconoscere loro la dovuta dignità, che passa anche dal valore dell’indennità. Altrimenti  a fare il sindaco avremo quasi esclusivamente o politici di professione, ora pochi, dipendenti pubblici, che possono prendere l’aspettativa al lavoro o pensionati, come me. (io prendo al mese 1.500 € per 12 mensilità, mi pago un’assicurazione annuale di 900 €. La mia segretaria prende più del doppio, i miei responsabili di settore dal 30 al 60% in più).

 

Se esistesse una vera, efficace ed efficiente città metropolitana, la questione della Grande Firenze non si porrebbe.

Così non è e quindi… Questa uscita del Comune di Firenze è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Già da alcuni mesi avevo avviato, e concluso, una ricognizione con gli enti del territorio, 15 sindaci e vari direttori e presidenti di aziende pubbliche, per verificarne la disponibilità verso una forma di condivisione di servizi: dall’associazione, all’unione, alla fusione.

 

L’obiettivo l’ho già esplicitato: il Comune di Vaglia, così come è strutturato, non ha futuro. Manca di risorse economiche, competenze, personale. Volevo lasciare a chi viene dopo di me un ente più adeguato, mediante un cambiamento di assetto istituzionale.

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Dovendo scegliere il versante su cui orientarmi, Mugello o Piana di Firenze, la prima domanda che ponevo ai sindaci dell’interland della città era: “Ma questa Grande Firenze s’ha da fare?!”.

 

Risposta: “Mah, e chi ne parla più?!”. E quindi ne avevo preso atto e mi stavo rivolgendo verso il Mugello, dove una disponibilità di massima me l’avevano data. Tutto ancora da concretizzare, chiaro! Occorre scendere nello specifico, capire quali funzioni potrebbero essere messe in associazione, valutare i costi ed i benefici.

 

Ora questa iniziativa scombina il quadro. Anche in questo caso c’è da fare una valutazione in concreto, ma prima di tutto mi pongo una domanda: “il sindaco Nardella fa sul serio? E gli altri?”.

 

Io e la mia Amministrazione non abbiamo tempo per tergiversare. Stavamo chiudendo la fase della ricognizione, avevamo messo in programma di fare una scelta entro la fine dell’estate, per poi dibattere il tema con la cittadinanza per arrivare ad interpellarla con un referendum ai primi mesi dell’anno prossimo.

 

Ho chiesto un crono programma. La riunione si è aggiornata in questi termini: entro una decina di giorni il segretario della CM produrrà un testo, atto di indirizzo, che, una volta condiviso, sarà  portato nei rispettivi consigli comunali.

 

Dopo l’estate invece sarà la volta per i consigli di approvare una specifica convenzione per i servizi che si andranno ad associare.

 

Vedrò. Non sospendo i contatti con l’Unione dei Comuni del Mugello e traguarderò il calendario».

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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