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Vertenza Gkn – La Cgil-Cisl Mugello: “Inaccettabile la scelta dell’azienda, il 19 luglio sciopero”

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La Cgil-Cisl Mugello aderisce allo sciopero unitario di 4 ore, le prime quattro ore di lavoro, per lunedì 19 luglio in sostegno della “vertenza GKN”.

 

«Non erano infondati i timori di CGIL-CISL-UIL espressi nelle tre manifestazioni nazionali del 12 giugno scorso. – scrivono Cammelli per la CGIL e Sbarzagli per la CISL – Infatti nonostante l’avviso comune sui licenziamenti firmato con il Governo, ci troviamo di fronte alla prepotenza e all’arroganza di gruppi industriali e multinazionali senza scrupoli. 422 dipendenti, oltre 500 con l’indotto, sono le lavoratrici e i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Perché? Non è dato sapere. Non è un’azienda in crisi. Il fondo di investimento proprietario della GKN non ha in alcun modo fatto sapere le motivazioni. Sarà una speculazione finanziaria? In mancanza d’altro la supposizione può essere veritiera. Ai 422 dipendenti diretti la proprietà ha inviato una mail con cui comunica le proprie volontà e i propri diktat: “sarete in ferie…..i 75 giorni che occorrono…”. 75 giorni per annullare tante professionalità, per mettere famiglie sul lastrico, per danneggiare gravemente – forse distruggere – un tessuto produttivo costruito con anni di fatica di donne e uomini che sul valore del lavoro hanno impegnato la propria vita.

 

NON E’ ACCETTABILE:

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–     che dall’altra parte del mondo non ci sia un minimo di considerazione sul significato e sulle ricadute delle proprie azioni. Una mail, come un algoritmo nel caso dei riders: cos’altro troveranno i “padroni” – non imprenditori – per sminuire il valore del lavoro e dei lavoratori?

–     che non si tenga in alcun conto la legislazione vigente nel Paese che ospita la produzione

–     che un’azienda che ha usufruito di tutti i vantaggi offerti ad un investitore, se ne vada così

–     – che le aziende committenti non abbiano alcunché da dire a fronte di così gravi accadimenti.

 

Noi difendiamo il lavoro e chiediamo il ritiro di tutti i licenziamenti, il rispetto della dignità del lavoro.  Chiediamo che sia tutelato il nostro tessuto produttivo e con esso un sistema economico fondato anche su diritti individuali e collettivi, oltre che su regole condivise. Difendiamo il lavoro, facciamolo tutte e tutti insieme. Non lasciamo solo nessuno. Non lasciamo indietro nessuno».

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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