Coliving e Coworking nei boschi di Villore

Vicchio – Coliving e Coworking nei boschi di Villore

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A Paterno, vicino Villore, c’è un progetto di Coliving Coworking nel bosco attivo da settembre 2020. Si chiama Tertulia, è un piccolo borgo colonico dove abitano due famiglie destinata a nomadi digitali e lavoratori in remoto. Ce ne parla Francesco Boldrini, fondatore del progetto.

 

Francesco, come nasce Tertulia Coliving Coworking?

Lidea nasce da un master universitario che ho frequentato nel 2018 alluniversità di Firenze, intitolato Futuro Vegetale (piante, innovazione sociale e progetto): io e il mio gruppo abbiamo ideato un progetto di coworking con le piante in una situazione rurale, perché l’obiettivo era la rinascita rurale, ossia contrastare il flusso che spopola le campagne a favore delle città, che è una tendenza ancora in corso a livello mondiale. Ho cercato di integrare questo progetto con quello che già esisteva qui a Tertulia: per 9 anni infatti siamo stati un centro accoglienza per richiedenti asilo, destinato a un’accoglienza di tipo familiare. In contemporanea tenevamo anche corsi di permacultura, di agricoltura organica rigenerativa, di mindfulness e altri temi legati alla cura della persona il tutto abitando in questo podere, abbandonato da 25 anni, che stiamo recuperando e ripristinando come struttura e attività agricola, circondato da una bellissima marroneta, ulivi e tanto bosco.

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Quali sono gli obiettivi?

Noi offriamo ai nostri ospiti un’esperienza di coliving e coworking nel bosco. Offriamo loro sia degli spazi privati, ossia le camere, condivise o singole, e spazi comuni che sono cucina convivio, una sala relax e sala di coworking, dove gli ospiti possono dedicarsi al loro lavoro da remoto, più spazi aperti a non finire: da casa è possibile incamminarsi per passeggiate nel bosco e volendo raggiungere sentieri per trekking.

I nostri ospiti possono dunque incontrarsi, avere momenti di scambio e confronto, avvantaggiarsi delle reciproche esperienze e continuare a svolgere il proprio lavoro; si tratta perlopiù di nomadi digitali (ovvero persone che scelgono di non avere più una casa fissa) e lavoratori in remoto, a cui offriamo una dimensione di piccola comunità dinamica, di persone like-minded (ossia che condividono problematiche simili) in una dimensione a contatto con la natura e di stile di vita sostenibile.

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Coliving e Coworking nei boschi di Villore.

In particolare la vicinanza con le piante porta svariati vantaggi: è dimostrato infatti che lavorare a contatto con le  piante comporta effetti benefici, come la riduzione dello stress e un aumento di attenzione e della creatività.

Mentre molte aziende, anche di grandi dimensioni, portano le piante in ufficio, noi scegliamo di portare l’ufficio nel bosco, anche creando postazioni di lavoro all’aperto.

Ne stiamo progettando una all’interno della chioma di un albero, una struttura autoportante per non interferire con la pianta vivente. Osservando meglio le piante, il loro funzionamento e le loro scelte evolutive si possono imparare molte cose e perché no, provare anche ad applicarle ai nostri modelli sociali: daltronde le piante sono gli organismi che hanno avuto più successo sul pianeta, in quanto costituiscono circa il 90% della biomassa totale.

Il loro modello evolutivo, pur avendo loro scelto di non spostarsi, è dunque un modello vincente dal quale apprendere molto. Abitando qui facilitiamo l’incontro tra persone e natura, oggi una grande carenza nella società, permettendo agli ospiti di sentirsi accolti e tranquilli in un ambiente di campagna e bosco, ricevendo i vantaggi e la serenità della vita in natura e in comunità.

La campagna inoltre è anche, per definizione, un luogo di lavoro duro, che può essere d’ispirazione per qualsiasi lavoratore. Nel tempo libero dal lavoro ci si può dedicare anche alle attività che proponiamo, per esempio facendo attività fisica come contadini per un giorno, oppure partecipare a un corso di cucina asiatica, a una sessione di mindfulness o anche proporre attività per gli altri ospiti.

 

Cosa offre il nostro territorio e che cosa ne riceve in cambio?

Stiamo cercando di collegarci a realtà che offrono servizi analoghi in Europa, ci sono diverse realtà in Spagna e Germania, ma anche in Francia, in Portogallo ad esempio stanno lanciando dei villaggi digitali che incontrano un grande successo. Il Mugello sarebbe un posto perfetto per creare comunità di questo tipo, che attirano persone da tutto il mondo, interessate a incontrare  altre persone con interessi e problematiche simili, confrontandosi e crescendo a vicenda, in luoghi che non hanno una particolare vocazione turistica, ma che offrono di per sé bellezze naturali, enogastronomiche, storiche e artistiche. Ciò sarebbe possibile soprattutto implementando le infrastrutture digitali e i trasporti locali, che nella nostra zona sono drammaticamente carenti., in particolare nelle frazioni.

Quando la situazione pandemica lo permetterà, mi piacerebbe aprire Tertulia a persone interessate del nostro territorio, per far nascere scambi e confronti tra gli ospiti che vengono da lontano portando storie e racconti e locali e allargare la comunità, ad esempio intorno ai temi del lavoro e di come cambia con lo smartworking.

Per esempio, due ragazze tedesche hanno condiviso in una serata il loro progetto di commercio equo in Ruanda collegato a un orfanotrofio dove hanno costituito una cooperativa di donne ruandesi che, esportando il caffè già tostato in Germania, ne ricavano un ritorno economico maggiore che permette di sostenere anche parte delle spese della casa dove sono accolti i ragazzi orfani. Sarebbe stato bello condividere la serata anche con persone del nostro territorio, concludendo la serata con un momento conviviale: chissà che idee e scambi possono nascere da questi incontri. Mi piacerebbe pensare al Mugello come un territorio capace di attrarre persone e viaggiatori che lavorano in remoto: pensa come sarebbe bello andare al bar e fare una chiacchierata con una persona che ha viaggiato in tutto il mondo, potersi confrontare, magari ricevere idee e stimoli di lavori che si possono fare a distanza.

 

E i mugellani?

Beh, a parte in questo preciso momento storico, potrebbero venire anche solo una giornata o una mezza giornata, anche per lavorare fuori casa e contemporaneamente incontrare altre persone, condividere un pranzo, fermarsi la sera per un aperitivo: portare la loro energia, creare un’amicizia, avere scambi costruttivi, creare intrecci sul territorio.

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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