Progetto Sottobosco - Vicchio

Vicchio – Progetto Sottobosco: un luogo dove coltivare le emozioni dei bambini

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Il Podere Aia Santa dell’associazione le C.A.S.E Onlus, a Vespignano, poco sopra la Casa di Giotto, ospita nei suoi spazi il Progetto Sottobosco: si tratta di un progetto organizzato da un’associazione privata attiva dal 2019 che, con la collaborazione di alcuni educatori e accompagnatori professionali, accoglie bambini nella fascia d’età dai tre ai sei anni, occupando le loro giornate con laboratori e attività in campagna.

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Progetto Sottobosco - Vicchio_b

Progetto Sottobosco – Vicchio_b

Pilastro dell’educazione che offre il Progetto Sottobosco è la partecipazione attiva delle famiglie: l’obiettivo non è semplicemente quello di creare un luogo dove lasciare i bambini, ma di realizzare un percorso di crescita al quale prende parte tutta la famiglia, creando una situazione di mutuo aiuto nella genitorialità.

 

I principi pedagogico-educativi cui si ispira il progetto Sottobosco sono quelli della pedagogia viva: si tratta di pedagogie basate sul metodo libertario (i cui massimi esempi sono rappresentati da Montessori in Italia e da Steiner in Germania), che mirano a creare nel bimbo la capacità di attingere ogni volta agli strumenti a propria disposizione per creare una soluzione unica in ciascuna situazione. «È una pedagogia che appartiene all’artista più che al maestro» ci spiega Ingrid, Presidente dell’Associazione. «Non si tratta di una sperimentazione nuova, ma di metodi pedagogici risalenti già al ventesimo secolo, che però sono stati cancellati dall’avvento del fascismo. La pedagogia viva mira ad abolire, soprattutto nella mente dell’adulto, gli schemi introiettati in modo più o meno consapevole, che finiscono però per togliere al bambino libertà d’espressione: secondo questi principi, infatti, è necessario riporre fiducia nelle capacità motorie ed emozionali del bambino.»

 

Il Progetto Sottobosco struttura le giornate sulla base di una routine: l’arrivo dei bimbi in particolar modo è particolarmente curato, permettendo loro di affrontare il distacco dai genitori senza fretta o durezza. Dopo aver giocato, i bambini sono invogliati a riordinare il materiale ludico con una canzone, senza costrizione, ma imparando per imitazione dalle educatrici; a questo punto, ordinandosi in cerchio, procedono al saluto e a un momento di comunicazione libera, durante il quale possono raccontare che cosa hanno fatto il giorno precedente o come si sentono.

I laboratori e le attività cui si dedicano i bambini cambiano ogni trimestre: in particolare si dedicano a dipingere con cere e acquarelli, laboratori musicali e teatrali, alla cura dell’orto e a lavorare con telaio e fili di lana. I bambini non sono obbligati a seguire le attività se  in quel momento non vogliono, ma vengono comunque invitati ad avvicinarvisi: «Se durante l’attività nell’orto non hanno voglia di piantare i piselli assieme agli altri, noi li invitiamo comunque ad avvicinarsi alla terra in un modo che in quel momento li fa sentire a proprio agio: possono scavare con le mani, fare dei disegni nella terra… in questo modo entrano comunque in contatto con la terra e l’orto, nel loro modo unico e irripetibile, e imparano comunque qualcosa.» Vengono organizzate anche gite nel paesaggio intorno all’Aia Santa, per esempio presso un laghetto, dove i bambini vengono invitati ad affrontare l’acqua bassa, e presso un piccolo bosco, dove mettono alla prova, divertendosi e avventurandosi sotto la sorveglianza delle educatrici, i loro movimenti e la capacità di orientamento.

 

Progetto Sottobosco - Vicchio_c

Progetto Sottobosco – Vicchio_c

«Le competenze principali che miriamo a sviluppare nei bambini sono soprattutto quelle relazionali» prosegue Ingrid. «Insegniamo loro che il conflitto non è un momento dal quale fuggire o vendicarsi, ma un’opportunità per capire se si può cambiare qualcosa di se stessi.

 

Fondamentale è la capacità di comunicare i propri sentimenti e di entrare in empatia con quelli dell’altro, perché anche le emozioni altrui costituiscono una ricchezza: per esempio cerchiamo di dimostrare loro che un bambino arrabbiato, a volte persino manesco, non è un bambino cattivo, ma in quel momento non è in grado di comunicare quello che sta provando, perciò deve essere aiutato e accettato, non respinto.

 

Inoltre evitiamo le punizioni: preferiamo accompagnare il bambino ad affrontare direttamente il problema e le conseguenze delle sue azioni, per esempio il pianto che ha provocato in un altro bambino o il danno al materiale messo a disposizione, e invitarlo a curare la cosa o la persona che ha danneggiato, comunicando con l’altro bambino o riparando l’oggetto rotto a casa con l’aiuto della famiglia.

 

Questo aiuta i bambini a imparare a poco a poco ad assumersi la responsabilità dei propri gesti, senza isolarsi dal problema, bensì elaborandolo: in questo modo i bambini crescono realizzando un rapporto sano con le proprie emozioni, che nella nostra società spesso è assente.»

 

Progetto Sottobosco - Vicchio_d

Progetto Sottobosco – Vicchio_d

I bambini che crescono in questo tipo di ambiente trovano difficoltà nell’inserimento alle scuole elementari?

«In generale abbiamo notato che i nostri bambini arrivano alle elementari con una grande sete di apprendimento, ma soprattutto con un kit di capacità emotive che altri bambini spesso non hanno e che sarà loro utile per sempre, anche al di fuori dell’ambiente scolastico.

Naturalmente entrano in classi dove i bambini sono tanti e le maestre spesso non sono in grado di seguire tutti allo stesso modo: la nostra preparazione permette loro di entrare in empatia con le maestre, che magari possono avere momenti di difficoltà a seguire tanti alunni contemporaneamente, e con i compagni.

Inoltre hanno sufficiente autostima da comunicare direttamente cosa vogliono e cosa no.»

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© Il Galletto Notizie del Mugello e della Val di Sieve dal 1986
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Commenti

  • Madeleine
    02/05/2021

    Bellissimo il progetto. Quando ho avuto figli piccoli , avrei fatto salti mortali per trovare un asilo così.
    Dico a tutti i genitori di prendere subito questa opportunità, è l’eredità più importante e preziosa che potete dare ai vostri figli. È questo il nostro tempo, malgrado quello che vedono i più nel nostro mondo, questo periodo di passaggio ad una mentalità diversa, (prima di tutto la dobbiamo liberare noi dai pregiudizi, ) è piena di risorse , di bellezza , di autonomia , se solo ce la prendiamo . Poi quella dei bambini segue naturalmente, senza sforzo. Complimenti ai genitori, alle educatrici e educatori.! State creando un pezzettino del mondo che noi vogliamo vedere. GRAZIE!!!!!

  • Annalisa
    03/05/2021

    Stupendo. Bel posto dove stare ed imparare per un bambino. Avrei tante da comunicare, spero che altri ambienti cosiddetti educativi possano trarre esempio dalla vostra esperienza.
    Una domanda : come chiamano questo posto i bambini ed i genitori oltre che sottobisco?
    Vi abbraccio tutti
    Annalisa

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